27 nov 2022
Pensioni

Chi potrà andare in pensione nel 2023?

Chi va in pensione nel 2023? Le notizie ultima ora sulle novità che riguarderanno le forme di pensionamento ordinarie e anticipate previste nel 2023, tra proroghe e cambiamenti.

Pensioni 2023: quali sono i casi in cui sarà possibile andare in pensione il prossimo anno? Quali le forme di pensionamento anticipato alle quali si potrà accedere, tramite la cosiddetta finestra mobile?

Tra le novità introdotte dal Governo troviamo Quota 103, che entrerà come sostituto di Quota 102, alcune modifiche di Opzione donna, il trattamento pensionistico anticipato per le lavoratrici, e il mantenimento, per tutto il 2023, di Ape sociale.

Analizziamo nel dettaglio tutte le casistiche attualmente in vigore e quali sono i requisiti da possedere per accedervi. Si ricorda che chi ha avuto un percorso lavorativo discontinuo potrà procedere con il cumulo gratuito dei contributi previdenziali che ha versato in gestioni differenti. 


Pensione di vecchiaia


Si può avere accesso al trattamento pensionistico noto come “pensione di vecchiaia” se:


La prestazione economica si rivolge ai lavoratori dipendenti e autonomi, che siano iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago) o alle altre forme esclusive, sostitutive, esonerative e integrative della stessa, oppure alla Gestione separata.

Tale trattamento pensionistico decorre:

  1. dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si raggiunge il requisito anagrafico;
  2. nel caso in cui compiuti i 67 anni, non siano stati ancora maturati i contributi richiesti, scatta dal primo giorno del mese successivo a quello in cui vengono raggiunti i tali requisiti contributivi. 

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Pensione anticipata 2023


La pensione anticipata è quella che permette di ricevere il trattamento pensionistico prima di aver raggiunto il requisito anagrafico previsto dalla pensione di vecchiaia, ovvero 67 anni.

I requisiti da rispettare sono diversi per donne e uomini. Nello specifico, si tratta di:


La decorrenza della pensione scatterà dopo 3 mesi dal momento in cui viene maturato il requisito contributivo previsto. 

Pensione anticipata per i lavoratori precoci


Il termine “lavoratori precoci” indica tutte quelle persone che sono state impiegate in lavori gravosi e usuranti. 

A partire dal 1° maggio 2017, il requisito contributivo previsto per i precoci è stato ridotto a 41 anni sia per gli uomini sia per le donne, a patto che siano stati svolti almeno 12 mesi di lavoro prima dei 19 anni di età. 

In questo caso, è prevista una finestra mobile di 3 mesi per poter ricevere il trattamento pensionistico. 

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Pensione per attività particolarmente faticose e pesanti


I lavoratori che sono impiegati in attività “particolarmente faticose e pesanti” possono avere accesso alla pensione anticipata sulla base di requisiti differenti a seconda dei casi. Nella tabella che segue saranno presentate tutte le ipotesi possibili. 

Tipologie di lavoratoriRequisiti
lavoratori dipendenti35 anni di contributi, 61 anni e 7 mesi di età
lavoratori autonomi35 anni di contributi, 62 anni e 7 mesi di età
lavoratori a turni occupati per 78 giorni all’anno o più35 anni di contributi, 61 anni e 7 mesi di età per i dipendenti – 62 anni e 7 mesi per gli autonomi
lavoratori a turni occupati dai 64 ai 71 giorni all’anno35 anni di contributi, 63 anni e 7 mesi di età per i dipendenti – 64 anni e 7 mesi per gli autonomi
lavoratori a turni occupati dai 72 ai 77 giorni all’anno35 anni di contributi, 62 anni e 7 mesi di età per i dipendenti – 63 anni e 7 mesi per gli autonomi

Leggi anche: “Pensione anticipata per malattia“.

Quota 103: il sostituto di Quota 102


Quota 102 è una forma di pensione anticipata che permette di ricevere il trattamento pensionistico se si hanno almeno 64 anni e 38 anni di contributi versati resterà in vigore fino al 31 dicembre 2022, dopodiché sarà eliminata. 

Sarà rimpiazzata da Quota 103, trattamento pensionistico con il quale sarà possibile anticipare la pensione in possesso:


Nella pratica, Quota 103 rappresenterà una forma di passaggio per arrivare alla pensione Quota 41, ovvero il pensionamento con 41 anni di contributi versati, a prescindere dall’età anagrafica.

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Opzione donna 2023


Un’altra forma di pensionamento anticipato è Opzione donna, per la quale sono stati previsti alcuni significativi cambiamenti per il 2023 – che hanno suscitato non poche polemiche. Si può accedere a questa forma di trattamento pensionistico nell’ipotesi in cui siano stati maturati 35 anni di contributi.

Per quanto riguarda, invece, nel 2023 dovrebbe corrispondere a:

  1. a 58 anni per le lavoratrici che hanno due figli o più;
  2. a 59 anni per le lavoratrici che hanno un figlio;
  3. a 60 anni per le lavoratici senza figli.

La pensione viene erogata a partire:


Leggi anche: “Pensione anticipata per invalidità“.

Ape sociale


Ape sociale è una misura riservata ai lavoratori che si trovano in particolari condizioni di difficoltà, ovvero:


Per ricevere questa indennità bisogna aver compiuto almeno 63 anni e non essere titolari di pensione diretta in Italia o all’estero. È stata prevista la sua proroga per tutto il 2023.

Pensione nel 2023 – Domande frequenti


Quanti anni di contributi per andare in pensione nel 2023?

Le modalità di accesso alle pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata ordinaria rimangono le stesse del 2022: scopri quali sono i requisiti da possedere.

Chi può andare in pensione con opzione donna nel 2023?

Opzione donna dà la possibilità di andare in pensione in anticipo alle lavoratrici dipendenti e autonome, con delle differenze anagrafiche che dipendono dall’eventuale presenza di figli.


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