21 set 2020
Consulenza

Bonus pubblicità 2020: quando e a chi inviare la comunicazione 

Come funziona il bonus pubblicità 2020 e quali sono i cambiamenti introdotti dal decreto Rilancio.

Gli investimenti pubblicitari incrementali





Dal 2018 è in vigore in Italia, ai sensi della legge n. 96 del 21 giugno 2017, un credito d’imposta a favore di imprese, lavoratori autonomi e enti non commerciali per gli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica (compresa quella online) e sulle emittenti televisive e radiofoniche, noto come bonus pubblicità





La norma prevede che i soggetti i cui investimenti pubblicitari superino di almeno l’1% gli investimenti effettuati l’anno prima sugli stessi mezzi di informazione avranno accesso a un credito d’imposta pari al 75% del valore incrementale di tali investimenti. 





Il decreto Rilancio ha modificato le regole relative al cosiddetto bonus pubblicità per il 2020 stabilendo che il credito d’imposta venga concesso al 50% rispetto agli investimenti effettuati. Questi ultimi non dovranno rispettare il requisito minimo dell’aumento dell’1% rispetto all’anno precedente. 







Come funziona il bonus pubblicità 2020





Il decreto Rilancio ha introdotta una novità relativa al bonus pubblicità che sarà valida unicamente per l’anno 2020. Nello specifico è stato stabilito che “il credito d’imposta sia concesso nella misura unica del 50 per cento del valore degli investimenti effettuati, sempre nel rispetto dei limiti dei regolamenti dell’Unione europea in materia di aiuti ‘de minimis’ “.





Inoltre, il bonus pubblicità 2020 è stato esteso anche agli investimenti sulle emittenti televisive nazionali o locali, analogiche o digitali, che non sono partecipate dallo Stato. Posto che restano valide le comunicazioni inviate a marzo 2020, è stata resa disponibile una nuova finestra temporale per l’invio delle comunicazioni per accedere al credito d’imposta, che sarà valida dal 1° al 30 settembre 2020





bonus pubblicità




Il decreto agosto ha inoltre portato a un incremento delle risorse messe a disposizione per il bonus pubblicità, che sono passate dai 60 milioni iniziali agli 85 attuali, dei quali:









Come accedere al credito





Per poter usufruire del credito d’imposta previsto dal bonus pubblicità 2020, i beneficiari dovranno trasmettere la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta“, prevista dall’articolo 5, comma 1, del D.P.C.M. n. 90 del 2018. Al suo interno saranno contenuti i dati di tutti gli investimenti effettuati o da effettuare. 





Dovrà inoltre essere presentata la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” con la quale dichiarare, ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che gli investimenti contenuti nella Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta fanno riferimento all’anno agevolato e soddisfano i requisiti previsti dalla legge. 





Il credito d’imposta potrà essere utilizzato unicamente in compensazione, tramite modello F24, da presentare telematicamente tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate. Per quanto riguarda il relativo importo che ciascun beneficiario potrà ricevere, è disciplinato da un provvedimento del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, ovvero dall’articolo 5, comma 3, del D.P.C.M. n.  90 del 2018.





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Come inviare la comunicazione





La comunicazione per poter beneficiare del bonus pubblicità 2020 dovrà essere inviata al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, entro e non oltre il 30 settembre 2020. 





Dovrà essere utilizzato il nuovo modulo rilasciato dall’Agenzia delle Entrate il 28 agosto 2020 per l’invio della comunicazione, mentre la presentazione della Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati dovrà avvenire nel periodo compreso tra 1° e il 31 gennaio 2021.





Il bonus pubblicità potrà essere richiesto anche per le somme fatturate da società concessionarie, mentre sono state escluse le spese sostenute dagli operatori economici che abbiano scelto di avvalersi di società di consulenza o di intermediazione.