redazione dequo
03 mar 2020
Giurisprudenza

Stop costi occulti ricariche telefoniche: novità 2020

Vodafone, TIM e Wind sono state diffidate dall’AGCOM per l’applicazione dei costi occulti sulle ricariche telefoniche: l’esito della vicenda.

Negli ultimi mesi del 2019, gli operatori telefonici TIM, Vodafone e Wind hanno messo in campo una nuova tipologia di ricarica, la cosiddetta “ricarica premium”, che ha suscitato parecchia ostilità non solo da parte degli utenti, ma anche dell’AGCOM.





L’autorità ha diffidato i tre gestori di telefonia mobile e dato loro 30 giorni di tempo per ripristinare i vecchi tagli di ricarica, che erano addirittura stati rimossi del tutto da alcuni di loro dai luoghi nei quali chi è abituato a effettuare ricaricare da 5 e da 10 euro è solito acquistarle: tabaccai, edicole, bar, ricevitorie.





Qual è stato l’esito della vicenda nei mesi? Come hanno reagito le compagnie rispetto alla richiesta ricevuta a AGCOM? Vediamo di seguito quali sono state le evoluzioni sui costi occulti di ricarica in seguito all’intervento dell’Autorità garante delle comunicazioni.







Cosa sono le
ricariche Premium





Alla fine del 2019 presso i rivenditori autorizzati, ovvero i bar, le edicole e le tabaccherie, sono scomparsi i classici tagli di ricarica da 5 e da 10 euro, che sono stati sostituiti da una nuova tipologia di ricarica, la cosiddetta ricarica Premium. Cos’è cambiato al punto da suscitare l’indignazione dei consumatori, della associazioni e della stessa AGCOM?





Le ricariche speciali introdotte da Wind, Vodafone e TIM si differenziano rispetto alle precedenti perché:









Il credito restante, pari a 1 euro, verrebbe utilizzato per regalare all’utente dei servizi extra, quali per esempio chiamate e Internet illimitato per un giorno. Con nomi e servizi differenti, le tre compagnie sopra citate hanno dunque introdotto questo escamotage poco apprezzato dagli utenti:





  1. TIM lo ha fatto con Ricarica+;
  2. Vodafone con Giga Ricarica;
  3. Wind con Ricarica Special 5 e Ricarica Special 10.




nuovi tagli di ricarica Vodafone TIM Wind




L’intervento di AGCOM





La diffida da parte dell’AGCOM non ci ha messo molto ad arrivare: l’Autorità garante delle comunicazioni ha emanato una delibera nella quale è stato esplicitato che l’azione di togliere un euro dalle ricariche non è lecita e rappresenta un espediente – come quello delle bollette a 28 giorni –  architettato dai gestori telefonici con l’obiettivo unico di incrementare i ricavi.





È come se le tre aziende avessero trovato un meccanismo per reintrodurre il costo di ricarica, che in Italia era stato abolito nel 2007, con il famoso Decreto Bersani, nel quale si legge che:





Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi prezzi del servizio, nonché di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, è vietata, da parte degli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche, l’applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico o del servizio richiesto”. 





Oltre a quanto detto, AGCOM ha fatto notare che le modifiche apportate ai tagli di ricarica da 5 e da 10 euro hanno colpito:









La delibera di AGCOM sui costi occulti di ricarica





In base a quanto dichiarato da AGCOM, i vari operatori sono stati inoltre poco trasparenti nel comunicare ai propri clienti la novità introdotta con le ricariche speciali: le segnalazioni ricevuta sia dai singoli consumatori sia dalle Associazioni di categoria hanno confermato una totale inconsapevolezza degli utenti rispetto alle nuove ricariche.





In aggiunta, i clienti non hanno avuto in alcun modo la possibilità di poter esprimere la propria volontà in merito all’attivazione di questa tipologia di ricarica e dei suoi servizi. Ciò che ha suscitato maggiore scalpore è stato il fatto che i cambiamenti hanno portato svantaggi principalmente alle fasce più deboli della società, ovvero quelle con minor potere di acquisto.





Nel documento di AGCOM si legge infatti che:





 “l’indisponibilità di detti tagli di ricarica standard (da 5 e 10 euro) introduce obiettivamente un elemento di discriminazione tra il segmento di clientela con minore capacità di spesa, che tipicamente sceglie tagli di ricarica inferiori, e i segmenti di clientela che si orientano, invece, per i tagli superiori, anche tenuto conto del fatto che la pur esistente molteplicità di tagli disponibili non si traduce necessariamente in una ampia libertà di scelta da parte di tutti i consumatori, posto che per alcuni la scelta resta obbligata verso tagli meno costosi. […]





Ciò è comprovato sia da studi statistici (riportati anche nell’Indagine conoscitiva citata in premessa) che da evidenze empiriche, secondo cui la clientela tipica delle ricariche di basso importo – i giovani, studenti o non occupati e gli anziani – si avvale di tale taglio principalmente a causa di una disponibilità economica limitata“.





30 giorni di tempo
per ripristinare le vecchie ricariche telefoniche





Sono state in totale tre le delibere pubblicate da AGCOM contro i costi occulti sulle ricariche telefoniche applicati da TIM, Vodafone e Wind:









AGCOM ha dato ai tre operatori telefonici 30 giorni di tempo per tornare indietro e procedere con il ripristino dei vecchi tagli di ricarica. Nella pratica, è stato chiesto che “a prescindere dal canale utilizzato dall’utenza per l’operazione di ricarica, proceda ad adottare modalità di ricarica che non comportino necessariamente, per determinati tagli, la contestuale attivazione di pacchetti o opzioni tariffarie, così da rendere evitabile, per quegli stessi tagli, tale attivazione e superare al contempo la possibile confusione tra le operazioni di ricarica e l’acquisto di pacchetti o offerte commerciali“.





cosa sono i costi occulti di ricarica




Il ritorno delle
vecchie ricariche telefoniche: la reazione di Vodafone





Alle delibere pubblicate da parte di AGCOM è seguita la reazione da parte delle compagnie telefoniche. La prima a intervenire è stata Vodafone, dichiarando che avrebbe reintrodotto presso i tabaccai, le edicole, i bar e le ricevitorie i tagli di ricarica da 5 e da 10 euro entro gennaio 2020.





Vodafone ci ha tenuto a precisare che:









Le reazioni di Wind e
TIM





L’operatore Wind ha reintrodotto i vecchi tagli di ricarica telefonica, ma anche deciso di mantenere anche i nuovi tagli, permettendo al cliente di poter valutare in autonomia quale scegliere. È consigliabile, pertanto, nel momento in cui si fa una ricarica, soprattutto se online, di verificare per bene per quale tipologia di ricarica si sta optando, in modo tale da non incappare in brutte sorprese.





Per quanto riguarda TIM, la società ha comunicato che “l’Offerta Ricarica+” non sostituisce le ricariche tradizionali, che recentemente si sono anche arricchite di ulteriori piccoli tagli per andare incontro alle esigenze della clientela con minore capacità di spesa (da 4, 6, 12, 15, 20 euro) e in alcun modo è associabile ad una forma di reintroduzione del costo di ricarica abolito dal Decreto Bersani nel 2007. Decreto che TIM ovviamente rispetta sin dalla sua entrata in vigore“. 





Costi occulti ricarica – Domande frequenti





Cosa sono le
ricariche premium?





Le ricariche premium, o speciali, sono delle ricariche da 5 e da 10 euro introdotte da TIM, Vodafone e Wind, nelle quali il credito presente sulla SIM non corrisponde all’importo della ricarica, ma a 4 e a 9 euro, in quanto il restante euro viene utilizzato per l’attivazione di servizi extra, come per esempio chiamate e Internet gratuiti nelle 24 ore successive.





I vecchi tagli di ricarica sono stati reintrodotti?





TIM non aveva mai eliminato del tutto i vecchi tagli di ricarica, Wind li ha reintrodotti mantenendo anche le ricariche Premium, mentre Vodafone ha eliminato le ricariche Premium e ha reintrodotte le vecchie ricariche telefoniche nei luoghi in cui erano state eliminate, ovvero tabaccai, bar, ricevitorie, edicole.





Qual è stata la
conseguenza della scomparsa dei vecchi tagli di ricarica da 5 e da 10 euro?





La scomparsa dei vecchi tagli di ricarica ha colpito
principalmente gli utenti con un reddito più basso, abituati ad acquistare da
sempre i tagli di ricarica da 5 o da 10 euro presso tabaccai, ricevitorie, bar,
edicole. Questi soggetti con minore capacità di spesa sono stati così costretti
a dover ricorrere a tagli di ricarica con importi più elevati.





Cosa significa costo
occulto di ricarica?





Il termine costo occulto di ricarica si riferisce alla pratica nella quale una ricarica da 5 o da 10 euro non prevede lo stesso importo corrisposto sul credito residuo dell’utente, ma una cifra inferiore di 1 euro, ovvero pari a 4 o a 9 euro. L’euro mancante non costituisce una forma di pagamento della ricarica, ma viene utilizzato per offrire all’utente alcuni servizi extra, che però non sono stati richiesti.