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16 gen 2020
Diritto del Lavoro

Mobbing sul lavoro: cos’è, quando è reato e come denunciare

Che cosa significa mobbing e quali sono le caratteristiche del fenomeno. Cosa fare, come difendersi e cosa rischiano titolari e colleghi sul posto di lavoro.

Definizione Mobbing





Il mobbing è, per definizione, un comportamento vessatorio nei confronti di un’altra persona, che utilizza metodi di violenza psicologica o fisica di carattere intimidatorio, i quali possono condurre alla lesione della dignità della persona, oltre che a comprometterne la salute psicofisica.





Nella maggior parte dei casi gli episodi di mobbing avvengono sul posto di lavoro e si traducono in una serie di atteggiamenti persecutori messi in atto da un collega o dal proprio capo (in questo caso si può parlare anche di bossing). Questi gesti portano all’emarginazione di un soggetto nel contesto lavorativo, attraverso violenza psichica portata avanti nel tempo, che può provocare danni molto seri alla vittima.





Come si fa a riconoscere questa forma di violenza psicologica sul lavoro? A chi rivolgersi in caso di mobbing? In questa guida troverai le informazioni su come riconoscere il reato di mobbing sul lavoro, come fare a dimostrarlo e come difendersi contattando chi di competenza.







Mobbing sul lavoro: cos’è





Il mobbing sul lavoro comprende ogni forma di comportamento messo in atto da parte di colleghi o del proprio capo che provoca violenza psicologica nei confronti di un lavoratore, con atteggiamenti di esclusione o emarginazione. Mobbing deriva dal verbo inglese “to mob”, che significa “prendere d’assalto, accalcarsi intorno a qualcuno”.





Il dipendente che subisce violenza da parte degli altri riceve un danno di tipo psicofisico, che lo porta a compromettere il normale svolgimento dell’attività lavorativa, al punto da decidere di dimettersi dal posto di lavoro.





Tipologie di mobbing sul lavoro




Tipologie di mobbing sul lavoro





Tra le tipologie di mobbing che si verificano più comunemente al lavoro, si può distinguere fra:





  1. il mobbing verticale, o bossing, che rappresenta la forma più classica di mobbing, ovvero quella portata avanti dal proprio superiore, che si manifesta, per esempio, con l’esclusione da alcuni privilegi aziendali. Il mobbing verticale è uno tra i più comuni e quello in cui le possibilità di ribellarsi si riducono in relazione ai rapporti di forza poco bilanciati tra il mobber e il suo mobbizzato;
  2. il mobbing orizzontale, che è quello messo in atto da uno o più colleghi nei confronti di un altro collega. Spesso si agisce screditando la reputazione di un lavoratore al punto da mettere in discussione il suo stesso posto di lavoro.




Mobbing sul lavoro: come riconoscerlo





Tra gli esempi di mobbing verticale più frequenti ci sono:









Nei casi sopra riportati, si applica una forma di mobbing nota come mobbing strategico: l’obiettivo che si vuole raggiungere è quello di portare il dipendente alle dimissioni volontarie.





Altri esempi di mobbing





Oltre al mobbing perpetrato sul posto di lavoro, esistono anche altre tipologie di mobbing quali per esempio:





  1. il mobbing scolastico, nel quale il mobbing può essere operato sia da altri studenti sia da parte di un insegnante;
  2. il mobbing familiare, che si riscontra nei casi in cui un coniuge mira a ottenere il monopolio delle attenzioni della prole e cerca di estromettere il proprio partner dalle questioni familiari.




Mobbing sul lavoro: reato penale




Mobbing sul lavoro: reato penale





In questo momento in Italia non esiste una legge anti-mobbing, quindi non può essere punito direttamente come reato penale. In Unione europea esiste una risoluzione del Parlamento, la 2001/2339, a proposito del mobbing sul posto di lavoro, alla quale ha fatto seguito una direttiva che ha imposto ai vari Stati di legiferare sul mobbing in tempi brevi.





Possono comunque essere utilizzate alcune norme all’interno del nostro ordinamento giuridico da sfruttare per combattere contro il mobbing:





  1. la prima si lega all’articolo 32 della Costituzione italiana, nel quale si legge che “la salute è un diritto dell’individuo e della collettività”;
  2. la seconda all’articolo 41, nel quale è riportato invece che “l’iniziativa economica privata è libera, non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.




Nell’articolo 2087 nel Codice Civile si legge poi che il datore di lavoro ha il dovere di “adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori”. Il base a questo principio, un datore di lavoro potrebbe essere chiamato a risarcire:









In caso di mobbing, un lavoratore avrà il diritto di dimettersi per giusta causa e fare dunque richiesta di disoccupazione NASPI: in tale evenienza, è possibile dimettersi in tronco, senza dare preavviso, ma si dovrà comunque fare causa all’azienda per dimostrare il mobbing.





Mobbing sul lavoro: sentenze





Si può effettivamente parlare di mobbing sul lavoro se l’attività persecutoria dura più di 6 mesi e porta alle dimissioni da parte del lavoratore vittima, oltre che a una serie di disturbi psico-fisici, quali il disturbo post-traumatico da stress o quello da disadattamento lavorativo. Abbiamo visto che non esiste una legge sul mobbing, ma ci sono alcune sentenze della Cassazione in tema di diritto del lavoro alle quali poter fare riferimento.





Tali sentenze ribadiscono l’illegittimità di un comportamento attuato nel posto di lavoro che porti a sminuire o ledere l’integrità psico-fisica di un dipendente e l’obbligatorietà al risarcimento dei danni.





In più, esistono anche i principi presenti dello Statuto dei lavoratori, dove si può leggere che:









Mobbing sul lavoro: come dimostrarlo




Mobbing sul lavoro: come dimostrarlo





Riuscire a dimostrare di aver subito mobbing sul posto di lavoro è davvero complicato, proprio a causa della mancanza di una normativa a riguardo. Per riuscire a ottenere una tutela penale a favore della vittima di mobbing si deve, in pratica, dimostrare che chi ha subito il mobbing ha vissuto un’alterazione delle proprie condizioni di salute, con una lesione psico-fisica da mobbing.





Per agire civilmente, invece, e ricevere un risarcimento danni, si devono portare delle prove:





  1. per esempio, si può dimostrare che si è stati costretti a dover sostenere delle spese di tipo medico a causa delle lesioni psichiche provocate dal mobbing;
  2. è quello che succede quando un dipendente non riesce più a recarsi in ufficio perché il mobbing gli causa un’eccessiva depressione, allora richiede dei giorni di malattia;
  3. in questi casi il medico può indicare nel certificato quali sono le motivazioni, ovvero che si sta seguendo un percorso con uno psicoterapeuta a causa del mobbing subito.




Avere dei testimoni è molto importante, anche se risulta piuttosto difficile riuscire a trovare un collega che si esponga per noi mettendosi contro il capo e dunque rischiando, a sua volta, di subire un atteggiamento di mobbing.





Ci sono, comunque, altre prove che possono dimostrare gli atti vessatori subiti, quali:









Mobbing sul lavoro: come difendersi





La domanda che bisogna porsi a questo punto è la seguente: il datore di lavoro, o la persona accusata di aver praticato mobbing su un dipendente, ha avuto una condotta di tipo doloso, ovvero ha agito in modo intenzionale, con lo scopo di arrecare un danno al lavoratore? Con l’intenzione, per esempio, di condurlo al licenziamento? Oppure con una condotta di tipo colposo? In base alla risposta le soluzioni da adottare per difendersi saranno differenti.





Se il mobber ha agito e compromesso l’integrità psicofisica di un lavoratore con una condotta di tipo colposo si potranno far valere contro di lui i reati di lesione:





  1. gli abusi lavorativi, infatti, vengono spesso equiparati alle lesioni personali colpose;
  2. si può addirittura arrivare a parlare di ipotesi di omicidio colposo nel caso in cui la condotta discriminatoria messa in atto contro un lavoratore possa condurlo a un’ipotesi di suicidio;
  3. il malessere psico-fisico provocato dal mobbing può anche essere fatto rientrare tra i reati di molestia.




Una condotta di tipo doloso nei confronti di un dipendente potrà tramutarsi in altri reati presenti nel Codice Penale, quali l’ingiuria e la diffamazione, entrambi sanzionati come delitti contro l’onore.





Mobbing sul lavoro: come denunciare e a chi rivolgersi





Nonostante non esista ancora nel nostro Paese una legge che rappresenti una tutela per tutte le persone che subiscono mobbing, che sia sul posto di lavoro o in altri contesti sociali, esiste comunque la possibilità di denunciare.





Lo si può fare inviando una lettera di diffida per mobbing al datore di lavoro, nella quale si comunica che il comportamento illegittimo adottato sul posto di lavoro causa malessere e danni che potrebbero essere rivendicati in sede giudiziaria.





Cercando su Internet o rivolgendosi al proprio Comune di residenza, poi, è possibile mettersi in contatto con uno sportello mobbing al quale denunciare l’accaduto. Gli sportelli hanno la funzione di:









La denuncia per mobbing può avvenire anche in forma anonima: si ha infatti il diritto di poter raccontare la propria storia ai giornali, in TV, in rete, chiedendo che la propria identità rimanga segreta.





Qualora il mobbing sia stato perpetrato attraverso minacce, molestie, maltrattamenti, anche solo di tipo verbale, o atti diffamatori, si può sporgere denuncia per mobbing alla polizia o ai carabinieri: inizieranno così le indagini di accertamento che potrebbero portare a un processo di tipo penale.





Si potrà anche agire civilmente, chiedendo un risarcimento per i danni subiti; bisognerà rivolgersi a un avvocato che si impegnerà a richiedere il risarcimento per danni di tipo:









Mobbing sul lavoro – Domande frequenti





Cos’è il mobbing sul lavoro?

Il mobbing consiste in tutti quegli atteggiamenti discriminatori e di emarginazione che provocano in un dipendente un danno di tipo psico-fisico, il quale può culminare con le dimissioni volontarie dal posto di lavoro.

Cos’è il bossing?

Il bossing è una forma di mobbing messa in atto dal datore di lavoro nei confronti di un dipendente, con pratiche quali il demansionamento o l’esclusione da meeting e attività aziendali.

Cos’è il mobbing orizzontale?

Il mobbing orizzontale è una forma di mobbing messa in atto nei confronti di un lavoratore da parte dei suoi colleghi di lavoro.

Cosa si intende per mobbing strategico?

Il mobbing strategico è una forma di mobbing che ha come obiettivo quello di condurre il dipendente vessato al licenziamento volontario.