15 feb 2021
Pensioni

Pensione di invalidità civile: a quanto ammonta e requisiti

Quali sono gli aumenti previsti per l’invalidità civile al 100% e da quando entreranno in vigore.

Il 23 giugno 2020 la Consulta ha stabilito un aumento delle pensioni di invalidità civile al 100% che dovrebbero passare dalla somma di 285,66 euro alla cifra di 516,46 euro. Si tratta di un cambiamento epocale al punto che sono stati in molti a parlare di decisione storica. 

La pensione di invalidità civile corrisponde all’assegno che viene erogato ogni mese dall’INPS a chi ha un’inabilità lavorativa totale, ovvero pari al 100%.

Ecco tutto quello che c’è da sapere in merito agli aumenti sulla pensione di invalidità e chi sono i soggetti che riceveranno un importo maggiorato.


A chi spetta l’aumento della pensione di invalidità civile


Sulla base di quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, l’incremento della pensione di invalidità spetterà soltanto agli invalidi civili totali a partire dai 18 anni di età.

Si ricorda che la pensione di invalidità viene riconosciuta agli invalidi totali che:


Attualmente, l’assegno della pensione di invalidità è pari a 285,66 euro: l’adeguamento della legge alla sentenza della Corte Costituzionale relativa agli assegni di invalidità civile al 100% dovrebbe portare a un aumento pari a 651,51 euro, per 13 mensilità.

Tuttavia, per rientrare tra i soggetti che hanno diritto a tale somma bisognerà essere maggiorenni con un reddito inferiore o pari a 8,469,63 euro. Nel caso di soggetti coniugati, invece, il reddito da non superare corrisponde a 14.447,42 euro.

La decisione relativa agli aumenti è stata considerata discriminante per il fatto che i requisiti reddituali hanno escluso una platea di possibili beneficiari molto ampia. Ripercorriamo l’iter giurisprudenziale che ha preceduto la situazione odierna. 

novita aumento pensione invalidita

Il procedimento civile del 3 ottobre 2016


Il tema dell’importo irrisorio delle pensioni di invalidità civile era già stato al centro del dibattito giurisprudenziale nel 2016, in occasione di un processo portato avanti da una donna con un’invalidità civile al 100% contro l’INPS

La donna in questione è affetta da una tetraplegia spastica neonatale, che la costringe a stare su una sedia a rotelle e le impedisce di svolgere azioni elementari quali vestirsi, nutrirsi, lavarsi e così via. 

A causa della sua invalidità civile al 100%, la donna riceveva mensilmente una pensione di 279,47 euro per 13 mensilità, che in seguito sarebbe stata maggiorata di 10,33 euro al mese.

La donna aveva così presentato all’INPS, il 2 agosto del 2015, una domanda mirante a ottenere la maggiorazione sociale al milione, ovvero la cifra di 516,46 euro, in base a quanto previsto dall’articolo 38 della legge del 28 dicembre 2001, la cosiddetta legge Finanziaria. 

Al capo IV dell’articolo 38, dal titolo “Incremento delle pensioni in favore di soggetti disagiati” , si legge che “A decorrere dal 1° gennaio 2002 è incrementata, a favore dei soggetti di età pari o superiore a settanta anni e fino a garantire un reddito proprio pari a 516,46 euro al mese per tredici mensilità, la misura delle maggiorazioni sociali dei trattamenti pensionistici […].

I benefici incrementativi […] sono altresì concessi ai soggetti di età pari o superiore a sessanta anni, che risultino invalidi civili totali o sordomuti o ciechi civili assoluti titolari di pensione di inabilità”.

L’INPS aveva respinto la domanda della donna in quanto quest’ultima non soddisfaceva il requisito anagrafico di 60 anni di età. 

pensione di invalidità civile

Il requisito dei 60 anni di età è stato considerato illegittimo


Il procedimento civile si è infine risolto a sostegno della donna, grazie all’intervento della Corte d’Appello di Torino. Quest’ultima ha osservato che

La questione di legittimità costituzionale dell’art. 12, comma 1, legge n. 118/1971, laddove riconosce al soggetto totalmente inabile, per di più affetto – come nel caso – da gravissima disabilità e privo perciò della benché minima capacità di guadagno, un importo di pensione del tutto insufficiente a garantirgli il soddisfacimento delle elementari esigenze della vita appare dunque non manifestamente infondata in relazione anzitutto all’art. 38, comma 1 della Costituzione che sancisce il diritto di «ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale»”.

La Corte d’Appello di Torino ha riconosciuto la presenza di una “questione di legittimità costituzionale”: ha così deciso di trasmettere gli atti alla Corte Costituzionale, ovvero alla Consulta che il 23 giugno 2020 si è espressa nel seguente modo. 

È stato quindi affermato che il cosiddetto “incremento al milione” (pari a 516,46 euro) da tempo riconosciuto, per vari trattamenti pensionistici, dall’articolo 38 della legge n. 448 del 2011, debba essere assicurato agli invalidi civili totali, di cui parla l’articolo 12, primo comma, della legge 118 del 1971, senza attendere il raggiungimento del sessantesimo anno di età, attualmente previsto dalla legge

Conseguentemente, questo incremento dovrà d’ora in poi essere erogato a tutti gli invalidi civili totali che abbiano compiuto i 18 anni e che non godano, in particolare, di redditi su base annua pari o superiori a 6.713,98 euro”. 

Come si richiede l’invalidità civile


Il requisito fondamentale che precede la richiesta consiste nella visita medica che riconosca la presenza di una minorazione, in seguito alla quale si otterrà il certificato medico introduttivo.

Tale certificato dovrà essere inviato all’INPS assieme alla domanda di accertamento sanitario: si potrà utilizzare il servizio disponibile sul sito dell’INPS Invalidità civile – Procedure per l’accertamento del requisito sanitario (InvCiv2010).

L’INPS invierà tramite raccomandata o PEC il verbale di invalidità civile, nel quale viene indicata la percentuale di invalidità che è stata riconosciuta. Il nuovo importo della pensione di invalidità civile è stato erogato in modo automatico ai soggetti che la ricevono già, coprendo le pensioni arretrate dovute dal 20 luglio 2020.

Pensione invalidità – Domande frequenti


A quanto ammonta l’assegno di invalidità civile?

L’assegno di invalidità civile è stato caratterizzato da un aumento a partire dal 1° agosto 2020: scopri a quanto ammonta.

Quanto percepisce un invalido civile al 100%?

L’assegno mensile che spetta agli invalidi civili al 100% per 13 mensilità è stato incrementato: ecco qual è il nuovo importo.

Quando ci sarà l’aumento delle pensioni di invalidità civile al 100?

L’aumento delle pensioni di invalidità civile è stato corrisposto nei mesi di novembre e dicembre 2020, ma ha coperto anche le pensioni arretrate dal 20 luglio 2020.



Hai bisogno di una consulenza legale su questo argomento?
Invia la tua richiesta, hai a disposizione più di 1000 avvocati pronti a rispondere!