20 ott 2020
Tasse e imposte

Riforma IRPEF 2021: tra assegno unico e tagli fiscali

Sono due le misure che sulle quali il Governo punta per la riforma IRPEF 2021: l'assegno unico e la revisione delle aliquote IRPEF.

IRPEF 2021: cosa cambia





La riforma IRPEF 2021 rischia di slittare al 2022 a causa della mancanza di risorse adeguate e delle tensioni tra le alte sfere. 





L’obiettivo principale dovrebbe essere quello di attuare la riforma fiscale attraverso una riduzione delle tasse a favore del ceto medio, ovvero i contribuenti e le famiglie con un reddito ISEE fino a 40.000 euro





Come dovrebbe funzionare il taglio delle aliquote? E chi sono i soggetti che ne beneficeranno in maniera maggiore? Vediamo di seguito in cosa dovrebbe consistere la riforma IRPEF 2021







Chi sono i beneficiari del taglio delle tasse





Il Governo sta lavorando per introdurre al contempo una misura rivolta alle famiglie e una ai lavoratori dipendenti. Questi ultimi dovrebbero continuare a ricevere il cosiddetto bonus Renzi, il cui importo per i lavoratori che hanno redditi fino a 40.000 euro è pari a 100 euro al mese





Per le famiglie, invece, è previsto il cosiddetto assegno unico, il cui valore medio è pari a 200 euro e la cui erogazione è prevista per ogni figlio fino all’età di 21 anni. L’applicazione di tale contributo non è immediata in quanto sarà prima necessario procedere con dei decreti attuativi che porteranno alla sostituzione degli sgravi fiscali attualmente in vigore. 





La manovra dovrebbe essere comunque accompagnata da una legge delega: per questo motivo c’è il rischio una parte della riforma slitti al 2022. Ad ogni modo, il Governo intende fare in modo che l’assegno unico entri in vigore già nel 2021, mentre la riforma fiscale e la relativa revisione delle aliquote IRPEF parta invece dal gennaio 2022.





riforma IRPEF 2021




Il taglio del cuneo fiscale





Se da un lato l’assegno unico dovrebbe portare a un alleggerimento della pressione fiscale sulle famiglie più numerose, il taglio del cuneo fiscale dovrebbe ridurre il prelievo fiscale sui redditi medi, che finora hanno usufruito solo parzialmente della riduzione delle imposte. 





In particolare, l’applicazione dei 100 euro in busta paga è strutturale solo per i redditi fino a 28.000 euro, mentre terminerà alla fine del 2021 per quelli compresi tra i 28.000 e i 40.000 euro: il Governo mira a estendere definitivamente il bonus anche a questa fetta di lavoratori. 





Il ministro dell’Economia Gualtieri ha precisato che le tasse nel 2021 si abbasseranno e che per 12 mesi ci sarà la riduzione dell’IRPEF attraverso un’estensione annuale della diminuzione del cuneo fiscale. 





Per quanto riguarda le imprese, il Governo avrebbe intenzione di prolungare la moratoria sui crediti, che in questo momento ha una scadenza fissata al 31 gennaio 2021. 





La legge di Bilancio 2021





La legge di Bilancio 2021 ha stanziato ben 8 miliardi per la realizzazione della riforma fiscale, dei quali 6 saranno destinati all’erogazione dell’assegno unico per i figli, a partire dal 2021. I 2 miliardi rimasti non sono sufficienti per riuscire a mettere in piedi in poco tempo la riforma IRPEF 2021





Per questo motivo il Governo è alla ricerca di nuovi fondi, che spera di trovaar nella lotta continua all’evasione fiscale, ma anche nel riordino delle detrazioni e delle agevolazioni fiscali attualmente in vigore. 





Nel Documento Programmatico di Bilancio, che è stato approvato dal Governo e trasmesso alla Commissione Europea il 19 ottobre 2020, è stata inserita l’istituzione di un fondo che dovrà essere riempito con le risorse derivanti dalla lotta all’evasione fiscale e delle attività di compliance. 





riforma IRPEF 2021




Cosa sono le tax expenditures





Nello specifico, si ha intenzione di intervenire attraverso una modifica del sistema delle tax expenditures, all’interno del quale sono incluse più di 500 agevolazioni e detrazioni fiscali che oggi permettono di rendere meno gravoso il peso delle tasse per i lavoratori autonomi e dipendenti. 





Nello specifico, il termine tax expenditures indica tutto l’insieme di detrazioni, agevolazioni fiscale ed esenzioni dalle imposte dirette o indirette, come i vari bonus famiglia che sono stati emanati dal Governo nel corso del 2020. 





In questo modo si cercherà da un lato di assicurare maggiore equità, efficienza e trasparenza del sistema tributario, dall’altro di racimolare le risorse necessarie per attuare la riforma IRPEF, a partire dal 2022. 





Dal 2021 potrebbero anche esserci delle novità fiscali che toccheranno direttamente i contribuenti che hanno redditi più elevati, con la possibile introduzione di un limite massimo per la fruizione di sconti fiscali.





Il bonus Bancomat come misura per combattere l’evasione





Oltre ai controlli che saranno operati dal Fisco grazie a strumenti quali la superanagrafe o il redditometro, uno degli strumenti con i quali il Governo cercherà di combattere l’evasione è il bonus Bancomat, noto anche come bonus cashback





Si tratta di una misura nata per incentivare l’utilizzo di strumenti di pagamenti tracciabili, quindi carte di credito, di debito, ricaricabili e anche le applicazioni che permettono di effettuare pagamenti che sono legate direttamente al proprio conto, a scapito dei contanti. 





La misura, che entrerà in vigore dal 1° dicembre 2020, permetterà di ottenere un rimborso semestrale di 150 euro per spese fino a 1.500 effettuate con carte di pagamento elettroniche. Per saperne di più clicca su: Cos’è il bonus Bancomat e come funziona