02 gen 2021
Locazione

Sconto affitti 2021: le novità del decreto Ristori

Cos'è e a quanto ammonta il bonus affitti nel 2021, quali sono i requisiti di accesso e cosa bisogna fare per fare domanda.

Uno degli emendamenti approvati al decreto Ristori prevede un rimborso dell’affitto pari al 50% dello sconto applicato, che sarà destinato ai proprietari di immobili





Tale rimborso dovrebbe essere erogato sotto forma di contributi a fondo perduto, per i quali è stato stanziato il Fondo per la sostenibilità del pagamento degli affitti di unità immobiliari residenziali, il cui valore è pari a 50 milioni di euro





Di seguito saranno elencate le condizioni che dovranno essere rispettate dai proprietari degli immobili per avere accesso allo sconto sull’affitto 2021, che sarà previsto solo per gli immobili presi in affitto come abitazione principale. 







Rimborso canone d’affitto nel decreto Ristori





Il rimborso previsto per i proprietari di immobili nel decreto Ristori permetterà di rinegoziare i canoni di affitto e di far pagare un importo più basso agli inquilini. 





La misura diventerà operativa in seguito alla conversione in legge del decreto Ristori, dopo la quale ci sarà l’approvazione di un apposito decreto (che dovrà essere emanato entro 60 giorni di tempo), in cui saranno indicate le disposizioni da seguire per accedere all’agevolazione





Nell’emendamento attualmente approvato in Commissione Bilancio e Finanze del Senato è stato comunque anticipato che:









Il locatore avrà il compito di comunicare all’Agenzia delle Entrate l’ammontare della rinegoziazione del canone di affitto, dalla cui cifra sarà poi calcolato il rimborso. 





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Il testo dell’emendamento 





Le novità sullo sconto affitti 2021 sono contenute nell’articolo 9-bis. 1-bis del decreto Ristori, nel quale viene stabilito quanto segue. 





1. Per l’anno 2021, al locatore di immobile ad uso abitativo, ubicato in un comune ad alta tensione abitativa, che costituisca l’abitazione principale del locatario e che riduce il canone del contratto di locazione, è riconosciuto, nel limite massimo di spesa di cui al comma 4, un contributo a fondo perduto pari al 50 per cento della riduzione del canone entro il limite massimo nel limite annuo di 1.200 euro per singolo locatore.





2. Ai fini del riconoscimento del contributo di cui al comma 1, il locatore comunica, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate la rinegoziazione del canone di locazione e ogni altra informazione utile ai fini dell’erogazione del contributo.





3. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto sono individuate le modalità applicative del presente articolo anche ai fini del rispetto del limite di spesa di cui al comma 4 nonché le modalità di monitoraggio delle comunicazioni di cui al comma 2.





4. Per le finalità di cui al comma 1, è istituito nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un fondo denominato “Fondo per la sostenibilità del pagamento degli affitti di unità immobiliari residenziali” con una dotazione pari a 50 milioni di euro per l’anno 2021.





5. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, pari a 50 milioni di euro per l’anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 200, legge 23 dicembre 2014, n. 190 come rifinanziato ai sensi dell’articolo 34, comma 5, del presente decreto.





Esempio di rimborso





Supponiamo che un contratto di affitto costi 700 euro al mese: in seguito alla rinegoziazione l’affitto passa a 500 euro. Viene quindi applicato uno sconto di 200 euro: il rimborso sull’affitto riconosciuto nel 2021 sarà pari a 100 euro al mese





Nell’ipotesi in cui lo sconto fosse superiore e il contratto di affitto fosse annuale, il rimborso non potrebbe comunque superare i 100 euro al mese in quanto il limite massimo rimborsabile in un anno è 1.200 euro





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Come funziona la rinegoziazione dell’affitto





La rinegoziazione del canone di locazione prevede l’invio di una comunicazione all’Agenzia delle Entrate, la quale deve essere inviata per via telematica dal sito dell’AdE tramite il modello RLI





Si tratta, nello specifico, del modello per la “Richiesta di registrazione e adempimenti successivi – contratti di locazione e affitto di immobili”. In un primo momento era possibile inviare la comunicazione di rinegoziazione anche tramite modello 69. 





Dal 1° settembre 2020 il modello RLI è divenuto l’unica possibilità disponibile.





La registrazione dell’atto di rinegoziazione non comporta né il pagamento dell’imposta di registro né quello del bollo nel caso di riduzione





Qualora, invece, il canone venisse aumentato, l’imposta di registro e il bollo sarebbero calcolati in autoliquidazione assieme a interessi e sanzioni eventualmente previsti: in questa ipotesi si avranno a disposizioni 20 giorni di tempo per comunicare l’aumento del canone di locazione.