25 giu 2020
Informatica e internet

Siti porno bloccati: la presenza di un filtro automatico potrebbe diventare legge

Navigare liberamente sui siti con contenuti pornografici potrebbe non essere più possibile a breve in Italia: ecco l'emendamento che potrebbe bloccare i siti porno.

Il
filtro che blocca i siti porno





Una nuova legge che bloccherà in automatico i siti pornografici o che contengono contenuti inappropriati per i minori attraverso un filtro potrebbe presto diventare realtà. La proposta, giunta dalla Lega, è infatti contenuta in una norma di legge che è stata inserita come emendamento al Decreto Legge sulla Giustizia.





Si tratta del D.L. n. 28 del 30 aprile 2020, recante misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l’introduzione del sistema di allerta Covid-19.





Tale filtro dovrebbe essere preimpostato: coloro i quali vorranno navigare sui siti porno dovranno contattare direttamente il proprio gestore al fine di richiederne la rimozione. Qual è la motivazione alla base di questa possibile nuova legge? Analizziamo la questione nel dettaglio per comprendere fin da subito quali potrebbero essere le conseguenze reali della proposta.







Il
parental control





Il parental control è un sistema che molti dei gestori che si occupano della fornitura di servizi Internet offrono e che può comunque essere impostato anche in autonomia per permettere ai propri figli una navigazione sicura.





L’obiettivo della nuova norma è quello di tutelare i minori dai possibili rischi della rete, attraverso un meccanismo che permetta di filtrare i contenuti non adatti in modo automatico e che consisterà nell’attivazione di un filtro.





Tale filtro dovrà essere impostato in modo automatico dal fornitore di servizi Internet: qualora quest’ultimo dovesse scegliere di non adeguarsi alla normativa, allora sarebbero applicate delle sanzioni da parte dell’Autorità garante per le comunicazioni.





Ecco qual è il contenuto del disegno di legge S. 1786 che è stato approvato dal Senato della Repubblica: la misura che dovrebbe bloccare i siti con contenuti non adatti ai minori si trova nell’articolo 7-bis.





Il
disegno di legge per bloccare i siti porno





Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28, recante misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l’introduzione del sistema di allerta Covid-19” (Atto Camera: 2547)





Articolo 7-bis. (Sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio)





1. I contratti di fornitura nei servizi di comunicazione elettronica disciplinati dal codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, devono prevedere tra i servizi preattivati sistemi di controllo parentale ovvero di filtro di contenuti inappropriati per i minori e di blocco di contenuti riservati ad un pubblico di età superiore agli anni diciotto.





2. I servizi preattivati di cui al comma 1 sono gratuiti e disattivabili solo su richiesta del consumatore, titolare del contratto.






3.
Gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni
elettroniche assicurano adeguate forme di pubblicità dei servizi
preattivati di cui al comma 1 in modo da assicurare che i
consumatori possano compiere scelte informate.





4. In caso di violazione degli obblighi di cui al presente articolo, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ordina all’operatore la cessazione della condotta e la restituzione delle eventuali somme ingiustificatamente addebitate agli utenti, indicando in ogni caso un termine non inferiore a sessanta giorni entro cui adempiere.





L’approvazione
definitiva





La norma ha buone possibilità di essere approvata definitivamente, in quanto è contenuta nel testo già approvato dal Senato: il voto della Camera dovrebbe arrivare entro il 29 giugno, altrimenti si rischia la decadenza del Decreto Legge, in quanto scadono i termini di conversione in Legge.





Inoltre, visti i tempi stringenti, non si avrà neanche la possibilità materiale di agire con discussioni o possibili modifiche al testo in questione. Si tratta di un caso particolarmente controverso: opporsi potrebbe provocare una crisi nella maggioranza considerato che si tratta comunque di un decreto del Governo.





siti porno bloccati




Il promotore del provvedimento è stato il senatore leghista Simone Pillon, il quale ha dichiarato:





La mia proposta rappresenta la cosa che mi sta più a cuore: l’introduzione dell’obbligo per i fornitori di telefonini, tablet, laptop, tv e altri device di preinstallare gratuitamente sugli apparati un filtro per bloccare contenuti violenti, pornografici o inadeguati per i minori.





Il parental control sarà disattivabile solo da un adulto. Spero che, in tal modo, saranno messi in sicurezza i tanti bambini che, come i miei, hanno ormai quotidiano accesso a internet vista anche la necessità della didattica a distanza”.





I dubbi sull’efficacia del provvedimento





Le perplessità relative all’efficacia della norma che dovrebbe introdurre il blocco dei siti porno sono molteplici: in particolare, è stato fatto più volte riferimento ai tentativi fallimentari che sono già stati fatti in alcuni Paesi esteri, come gli Stati Uniti o il Regno Unito, in cui una legge simile è stata sospesa del tutto.





La conseguenza reale alla quale si andrebbe incontro è la censura di Internet: a ciò si aggiunge il fatto che non è concretamente possibile riuscire a bloccare tutti i contenuti non adatti ai minori e che sono riservati a un pubblico che abbia più di 18 anni. Si rischierebbe di bloccare l’accesso anche anche contenuti leciti, limitando così la libertà di espressione e di comunicazione.





A tal proposito, Stefano Quintarelli, membro del gruppo di lavoro sull’intelligenza artificiale istituito presso la Commissione Europea, ha affermato che “la norma è inapplicabile, chi stabilisce cosa sia un contenuto inappropriato? E come filtrare quelli criptati, tenendo conto che sul web ora tutto è cifrato? Inoltre credo sia incompatibile anche con normativa sulla neutralità della rete”.





siti porno bloccati




Le reazioni sono arrivate anche da parte di Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, la quale ha parlato di “porno libero in libero stato”, chiedendo il blocco della norma con la seguente dichiarazione:





il motivo che questo viene fatto per tutelare i minori non regge, visto che questi minori, per esempio, dovrebbero avere i loro genitori che facilmente possono avere sui loro device dei sistemi di controllo ed inibizione che si trovano ovunque.





L’intento dei proponenti è marcatamente quello di rendere difficile l’accesso, a tutti, a contenuti che secondo la loro ideologia sono riprovevoli: una concezione dello Stato e delle leggi in cui i cittadini sono sudditi e non individui responsabili delle proprie scelte”.





A prescindere da quelle che saranno le decisioni prese dal Governo nei prossimi giorni, la nuova legge potrebbe avere anche sulle ripercussioni economiche di non poco conto su un’industria che fattura 100 miliardi di dollari ogni anno e i cui fruitori principali, ovvero il 60%, sono i giovani nati fra la metà degli anni ’80 e la fine degli anni ’90, dei quali 1/3 ha meno di 24 anni.