15 ott 2020
Tasse e imposte

Tari 2021: le novità in arrivo e i possibili rincari

Come funziona il calcolo della TARI e quali sono i cambiamenti previsti per il 2021.

Cos’è la TARI





TARI è l’acronimo di TAssa sui RIfiuti: si tratta della tassa che deve essere sostenuta per pagare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti attivo nel Comune nel quale si vive. 





Deve essere versata dal proprietario di un immobile adibito a qualunque uso, che sia suscettibile di produrre rifiuti urbani, o dall’inquilino che risiede nell’immobile con contratto di affitto non temporaneo, superiore ai 6 mesi. 





Nel 2021 arriveranno alcune novità  importanti derivanti dal decreto legislativo 116/2020, che potrebbe avere delle ripercussioni di non poco conto sul costo totale della TARI. Vediamo di seguito quali saranno i cambiamenti attivi dal prossimo anno. 







Come cambia la TARI 2021





La tassa sui rifiuti è stata modificata dall’attuazione del decreto legislativo 116/2020, attraverso il quale vengono attuate le norme europee sull’economia circolare. Nella pratica, i Comuni non potranno più disporre dell’assimilazione dei rifiuti speciali a quelli urbani





Come conseguenza diretta si avrà la detassazione delle attività produttive e la liberalizzazione della gestione dei rifiuti assimilati. Le regole alla base della TARI verranno quindi modificate e gli enti locali non potranno più occuparsi delle assimilazioni. 





Gli utenti non domestici potranno scegliere tra servizio pubblico e privato per almeno 5 anni: potranno abbandonare il privato per tornare nel pubblico, ma non potranno fare l’opposto. 





Il rischio maggiore per gli utenti è il possibile rincaro sulla TARI 2021, che secondo alcune stime potrebbe persino raddoppiare in quanto se diminuiscono i soggetti tenuti a sostenere la tassa, la cifra mancante sarà quasi sicuramente ripartita tra gli altri contribuenti. 





TARI 2021




Le regole del nuovo decreto





Tra le novità introdotte dal nuovo decreto troviamo anche il fatto che le utenze non domestiche possano conferire i propri rifiuti urbani al di fuori del servizio pubblico nel caso in cui dimostrino di averli avviati al recupero, presentando la dovuta attestazione. 





Tutto ciò è legato alla nuova definizione di rifiuto urbano, che sarà ufficiale a partire dal 1° gennaio 2021, all’interno della quale rientrano:





  1. i rifiuti indifferenziati;
  2. i rifiuti della raccolta differenziata




I rifiuti urbani sono stati inseriti all’interno di un nuovo allegato dal quale sono state escluse le attività industriali con capannoni di produzione, che nella pratica non producono rifiuti urbani, ma solo rifiuti speciali. Dovranno invece sostenere la TARI attività precedentemente escluse, quali i centri commerciali e gli ipermercati.  





Per le tariffe TARI 2021 era già stato previsto un aumento, destinato indubbiamento ad aumentare alla luce delle modifiche recenti. 





TARI 2021




I dubbi di ARERA





I cambiamenti introdotti dal nuovo decreto hanno già ricevuto le prime critiche da parte di ARERA in quanto renderanno le bollette della TARI ancora meno trasparenti rispetto ad oggi. 





La situazione attuale non è già delle migliori: nelle bollette TARI non vengono infatti indicati i singoli componenti che si paga e per questo motivo risulta anche abbastanza difficile individuare un cittadino che ha commesso un illecito. 





In più, non risulta chiaro il modo in cui venga effettuato il calcolo dell’imposta: le misurazioni per singola famiglia o azienda non avvengono infatti mai per peso ma, al massimo, per volume. 





Come si calcola la TARI





La tassa sui rifiuti è composta da due componenti:





  1. la quota fissa;
  2. la quota variabile




La TARI sarebbe dovuta essere riformata nel 2020 con il metodo di calcolo predisposto dalla stessa ARERA. Per il calcolo bisogna considerare che la base imponibile della tassa dipende dalla superficie calpestabili di un immobile, che comprebde anche muri interni, pilastri e muri perimetrali. 





Per il 2020, i singoli Comuni potranno scegliere se adottare il metodo tariffario ideato da ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energie Reti e Ambiente, che dovrebbe rendere la tassa dei rifiuti più trasparente, oppure no.





Parametri di calcolo





Per effettuare il calcolo della TARI è necessario prendere in considerazione i seguenti elementi:









Per i contribuenti non residenti, il numero di occupanti viene calcolato sulla base della seguente tabella. 





Numero di occupantiGrandezza locale
1 occupantefino a 45 mq
2 occupantifino a 60 mq
3 occupantifino a 75 mq
4 occupanti oltre i 76 mq




Il calcolo dipende anche dal fatto che l’immobile sia ad uso domestico, residenziale o non residenziale, oppure ad uso non domestico