Consulenza legale: cos’è e come richiederla

La consulenza

In cosa consiste l’attività di consulenza?

E’ noto come la consulenza sia un’attività professionale consistente nella prestazione di pareri e consigli da parte di un esperto su materie di propria competenza. Tale soggetto è definito consulente. In genere, invero, quando ci si reca da un professionista e gli si pongono delle domande su determinate questioni inerenti la materia di sua competenza, i consigli forniti costituiscono esercizio dell’attività di consulenza.

Essa rappresenta, dunque, un’attività fondamentale per tutti coloro che, non possedendo conoscenze tecniche in determinati ambiti (legale, medico, bancario, ecc.), acquisiscono quelle conoscenze e nozioni necessarie per prendere importanti decisioni o risolvere delicati problemi. Chiunque, quindi, può avere necessità di ottenere una consulenza da parte di esperti e tecnici specializzati.

Vi sono diversi tipi di consulenza. Per citarne alcuni abbiamo:

  • consulenza legale;
  • consulenza medica;
  • consulenza tecnico scientifica;
  • consulenza finanziaria;
  • consulenza bancaria;
  • consulenza aziendale;
  • consulenza del lavoro;
  • consulenza psicologica;
  • consulenza informatica.

La consulenza legale

Esamineremo, di seguito, in cosa consiste la consulenza legale. A tal proposito, partiamo da un esempio pratico: quando ci si reca da un avvocato al fine di esporre delle problematiche legali ed ottenere consigli e chiarimenti, la prestazione di pareri e delucidazioni da parte dell’avvocato costituisce esercizio di un’attività di consulenza legale. 

La consulenza legale consiste, pertanto, nel fornire pareri e consigli legali a colui che non abbia conoscenze giuridiche specifiche. Tale attività è particolarmente importante per il cliente, il quale riesce così, con l’aiuto del legale, a risolvere problematiche che implicano la previa soluzione di questioni di diritto.

In particolare, l’attività di consulenza legale da parte dell’avvocato consiste:

  1. in primo luogo, nel ricondurre la fattispecie descritta dal cliente all’interno della fattispecie legale tipizzata dal legislatore: in sostanza, il legale inquadra la situazione descritta all’interno della disciplina normativa di riferimento;

  2. individuare le norme da applicare: il legale individua le norme giuridiche da applicare al caso concreto e ne fornisce un’esplicazione al cliente;

  3. ricercare gli orientamenti giurisprudenziali in materia: vengono ricercati i precedenti giurisprudenziali, costituiti dalle sentenze delle corti di merito e di legittimità su questioni analoghe, prospettando così al cliente quali sono gli orientamenti maggioritari e minoritari in materia;

  4. prospettazione delle diverse soluzioni del caso: in applicazione delle norme giuridiche ed alla luce degli orientamenti giurisprudenziali, il legale descrive al cliente il ventaglio di soluzioni prospettabili al caso concreto.

In tal modo, si comprende bene come la consulenza legale preceda sempre l’instaurazione di una causa in senso stretto, cioè di una controversia dinanzi ad un giudice al fine di ottenere un determinato provvedimento. Costituisce, infatti, un’attività presupposta all’attività giudiziale: è necessaria affinché il cliente assuma in modo consapevole la scelta di iniziare una causa.

Tuttavia, non è detto che la consulenza legale venga effettuata solo prima dell’instaurazione di una controversia dinanzi ad un giudice, potendo, al contrario, essere richiesta anche semplicemente per avere determinate informazioni in ambito giuridico o per conoscere i risvolti giuridici di certi nostri comportamenti: è possibile, invero, recarsi da un legale anche solamente per avere dei chiarimenti e delle delucidazioni su determinate problematiche giuridiche.

Per tale motivo, l’attività di consulenza è definita anche attività stragiudiziale, cioè attività che si svolge al di fuori delle aule di tribunale. Essa si distingue, così, dall’attività giudiziale vera e propria. Quest’ultima, infatti, si svolge dinanzi agli organi giurisdizionali al fine di instaurare e a portare avanti una controversia.

La differenza sostanziale tra i due tipi di attività sta, inoltre, nel fatto che mentre l’attività giudiziale può essere esercitata solo da avvocati iscritti nell’apposito Albo, l’attività stragiudiziale può essere svolta anche da soggetti non abilitati.

Chi può svolgere la professione di consulente legale?

Orbene, l’attività di consulenza legale viene generalmente svolta da avvocati: è quella, cioè, che viene svolta negli studi legali durante i colloqui con i propri clienti. Tuttavia, considerando che essa è un’attività di tipo stragiudiziale, può essere svolta da anche soggetti, non necessariamente avvocati, che abbiano una conoscenza comprovata in materie giuridiche. Può essere esercitata, dunque, oltre che da avvocati, anche da professionisti non abilitati. Consulente legale, quindi, può essere un giurista esperto, laureato in Giurisprudenza, o un praticante avvocato abilitato o non al patrocinio. In ogni caso, il presupposto fondamentale per diventare consulente legale è la Laurea in Giurisprudenza.

In questo caso, l’attività di consulenza può essere svolta in proprio oppure alle dipendenze di amministrazioni pubbliche o di imprese private.

La consulenza legale online

Grazie all’avvento di internet, negli ultimi anni è andata diffondendosi anche l’attività di consulenza legale online. L’attività di consulenza viene svolta in rete: è possibile contattare dei consulenti legali online (avvocati, consulenti legali) allo scopo di rivolgere loro delle domande ed ottenere dei pareri e consigli legali senza bisogno di recarsi fisicamente presso uno studio.

Ad oggi, vi sono diversi servizi che offrono consulenza legale online. Basta scegliere quello che più vi ispira fiducia e formulare le vostre domande. Anche dequo.it offre un efficace e veloce servizio di consulenza legale online, gratuito o a pagamento, da parte di avvocati e consulenti legali.

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