Utente 15501

18 mag 2022
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Acquisto auto usata: domande

Buon pomeriggio, scrivo in seguito ad una chiamata con il vostro team qualche giorno fa.
Scrivo perche sto valutando se procedere tramite vie legali per alcuni problemi che ho avuto dopo l'acquisto di una auto usata da un rivenditore.
Ho acquistato l'automobile - una Smart Fortwo immatricolata 12 anni fa, con 60k km dichiarati - da un rivenditore a Cassino, per la cifra di 6.000 euro, con garanzia legale di 1 anno.
Da quando l'auto ha iniziato a presentare molteplici problemi, che mi hanno provocato diversi problemi.
Prima dell'acquisto, quando sono andata a provare la vettura, l'auto presentava problemi al clacson (clacson non funzionante) e alla retromarcia (non si riusciva ad inserire la retromarcia nell'80% dei casi).
Ho palesato questi problemi al rivenditore che mi ha confermato che li avrebbe risolti prima del mio acquisto.
Proprio per questo motivo, il rivenditore ha affermato di aver ritardato la consegna della mia vettura - dopo che avevo gia' effettuato il pagamento - per poter procedere alla risoluzione dei problemi.
Tuttavia, il giorno dopo l'acquisto dell'automobile, si e' accesa una spia gialla come segnale di avaria motore.
Ho segnalato il problema al rivenditore e, dal momento che io vivo a Roma e mi risultava complicato tornare a Cassino per risolverlo, di comune accordo con il rivenditore, mi sono recata da un meccanico per fare una diagnostica al veicolo, a mie spese.
Il meccanico ha rilevato una serie di allarmi che risultavano presenti sul veicolo.
Ha proceduto solo ad azzerare tutte le spie senza procedere con alcun lavoro sulla vettura, come concordato con il rivenditore.
La spia pertanto, risultava spenta.
Dopo un mese, durante il periodo natalizio, la batteria dell'auto ha smesso di funzionare.
Non mi era possibile aprire l'auto attraverso la chiave elettronica, ne metterla in moto. La batteria risultava totalmente scarica e inutilizzabile, nonostante sulla dichiarazione condivisa al momento dell'acquisto fosse stato dichiarato dal rivenditore che l'auto era in buono stato.
Pertanto, dal momento che l'automobile era inutilizzabile, ho dovuto chiamare un meccanico a mie spese che ha provveduto a cambiare la batteria - dichiarando che era totalmente esausta - a mie spese.
Ho provveduto al cambio della batteria per sostituirla con una nuova.
Dopo qualche giorno, si e' presentato nuovamente il problema della retromarcia, che non mi permetteva di avviare il veicolo dal momento che non era possibile inserirla.
Ho provveduto ad avvisare il rivenditore, che mi ha comunicato che avrei dovuto sentire un meccanico in zona - dal momento che non ero a Cassino - e provvedere a mie spese, richiedendo di sistemare il problema.
Ho provveduto a chiamare un meccanico, il quale ha seguito quanto comunicato dal rivenditore, sostenendo la spesa della risoluzione del problema.
In quella occasione, il meccanico mi ha comunicato che poteva trattarsi di un problema alla frizione del veicolo, il quale avrebbe potuto indicare che i km dichiarati al momento dell'acquisto - 60.000 - non fossero reali.
Ho comunicato questa situazione al rivenditore, il quale mi ha comunicato che non poteva assolutamente essere un problema alla frizione e che i km dichiarati erano reali e che, in ogni caso, non avrebbe provveduto a sostenere alcuna spesa per la risoluzione del problema.
Dopo qualche giorno, si ripresenta il problema al clacson che inizia a funzionare ad intermittenza.
Segnalo che il rivenditore aveva comunicato la risoluzione del problema al clacson prima del mio acquisto.
In data 08/02 provo a contattare il rivenditore senza avere alcuna risposta.
Pertanto, lo contatto tramite email e tramite whatsapp per segnalare i problemi che si erano presentati al veicolo: difficolta nell'inserimento della retromarcia - a volte funzionava ed a volte no -, accensione di nuovo della spia gialla del motore e malfunzionamento del clacson.
Nel momento in cui riesco a parlare con il rivenditore per segnalare questi problemi, il rivenditore si rivolge a me con tono estremamente aggressivo, mettendo la mia chiamata in vivavoce ed urlando contro di me davanti ad altre persone che erano in ascolto.
Inoltre, risponde ai miei messaggi su whatsapp inviando note audio dove utilizza toni aggressivi per contrastare quanto da me espresso, invitandomi a procedere per vie legali perche non avrebbe provveduto a fare nessun tipo di lavoro sul veicolo, perche non incluso nella garanzia legale di 12 mesi sottoscritta al momento dell'acquisto.
Dopo diversi tentativi, riesco a fissare un appuntamento per consegnare la vettura - che presentava gli stessi problemi che erano stati dichiarati risolti prima dell'acquisto - in data 12/02/2022 presso il meccanico convenzionato a Cassino.
Preciso che sono residente e vivo a Roma, pertanto i diversi viaggi sostenuti per portare la vettura a Cassino per sistemare i problemi sono stati a carico mio.
Durante questo periodo, ho ricevuto una comunicazione scritta a mezzo lettera da parte del rivenditore dove comunicava che la vettura non presentava i problemi da me segnalati ma che comunque avevano provveduto alla sistemazione del problema al clacson, all'azzeramento della spia motore e alla convergenza della retromarcia.
Dopo 10 giorni, appena ne ho la possibilita', mi reco nuovamente a Cassino per ritirare il veicolo dal meccanico convenzionato con il rivenditore.
Dopo alcuni minuti, si ripresentano nuovamente i problemi relativi al clacson ed alla retromarcia.
Ho provveduto, come da richiesta del rivenditore, a riportare l'auto alla carrozzeria convenzionata e, per pura fortuna, ho incontrato il propritario dell'officina, che ha dichiarato di non aver mai visto la mia vettura e, quindi, di non aver fatto alcun tipo di lavoro, dal momento che dal momento della consegna del mio veicolo al suo ritiro e' stato assente dal lavoro causa COVID.
Il proprietario dell'officina ha provveduto a risolvere il problema della retromarcia, comunicando che il problema era legato alla frizione e probabilmente presente gia' prima dell'acquisto.
Ho proceduto cambiando la frizione e cambiando l'olio del cambio, rilasciando opportuna certificazione di questi lavori con timbro e firma dell'officina.
Ho quindi ritirato la vettura in data 09/03/2022 - quindi dopo 27 giorni dalla data di consegna - in data 10/03 riscontro nuovamente problemi al clacson che, di nuovo non funziona.
Durante questi 27 giorni, ovviamente non ho avuto disponibilita' del mio veicolo, dovendo sostenere spese economiche con UBER, TAXI e mezzi pubblici, con conseguenze sullo svolgimento delle mie diverse attivita'.
Inoltre, in data 22/03 si e' accesa nuovamente la spia gialla al motore.
Ho contattato nuovamente il rivenditore comunicando l'esigenza di trovare un accordo al fine di risolvere definitivamente i problemi al veicolo, che erano presenti gia' prima dellacquisto e che erano stati dichiarati risolti prima dell'acquisto.
Ho pertanto proposto di procedere recandomi ad un punto Smart per un check up del veicolo, procedendo poi ad inviare fattura per pagamento al rivenditore ma quest'ultimo mi ha risposto solamente invitandomi a procedere per vie legali.
Con la presente vorrei valutare con voi se vi sono gli estremi per una citazione in giudizio per la richiesta di rimborso dei danni economici, legati alla finalizzazione di un contratto in malafede da parte del rivenditore, accompagnato da dichiarazioni false e mendaci che hanno avuto conseguenze psicologiche ed economiche su di me e sulla mia vita personale.
Preciso inoltre che tutti i malfunzionamenti al veicolo mi rendono insicura nell'utilizzo dello stesso e hanno creato problemi alla mia vita privata.
Avendo sostenuto diverse spese per la vettura - tra cui il costo di 450 euro per la sistemazione della carrozzeria, 100 euro per il cambio della batteria e varie ed eventuali per gli spostamenti per recarmi a Cassino e per muovermi a Roma nel periodo in cui ero senza il mio veicolo e senza un veicolo sostituivo - non vorrei procedere con la risoluzione del contratto.
Nell'attesa di una Vostra gentile risposta, resto a disposizione per dubbi e chiarimenti.
Grazie mille e buon lavoro,

Risposte degli avvocati

elena armenio
Avvocato civilista
Brescia
19 mag 2022

Buongiorno,
il rivenditore aveva l'onere di consegnarle un veicolo conforme alle norme sulla sicurezza e funzionante.
Lei può chiedere oltre alla riparazione, che ha già tentato più volte ormai, la riduzione del prezzo, se non vuole risolvere il contratto, opportunità su cui eventualmente riflettere.
Queste opportunità possono essere fatte valere, anche in via conciliativa, prima di un giudizio.
Il risarcimento del danno è certamente possibile richiederlo, bisognerà valutarne l'entità e l'opportunità.
Resto a disposizione per una consulenza personalizzata, troverà le modalità sul mio profilo.
Cordiali saluti
Avv. Elena Armenio


fabio casaburo
Avvocato civilista
Torino
19 mag 2022

Buongiorno Signora,
da quanto descrive vi sono i presupposti per ottenere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno.
Se necessita, anche solo di una consulenza, mi può contattare ai recapiti indicati nel mio profilo.
Resto a Sua disposizione e La saluto cordialmente.
Avv. Fabio Casaburo
Torino - Milano