Utente 1245

20 apr 2020
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Contestare risarcimento danni contro Enel

Buongiorno,
mi chiamo Maurizio e vorrei porre alla vs attenzione questo caso.
Circa 8 mesi fa, il 19/08/2019 volevo piazzare sopra la porta di ingresso della mia abitazione una pensilina metallica a sbalzo.
Per poterla posizionare ho dovuto necessariamente eseguire delle operazioni di foratura con del muro proprio sopra la porta. Inavvertitamente ho preso con la punta del trapano un cavo dell’Enel che alimenta il mio contatore. Corto circuito e interruzione della fornitura per qualche ora fino a quando non è giunto il tecnico a ripristinare il cavo.
Visto che avrei dovuto posizionare anche un’altra pensilina sempre sulla mia facciata di casa ho chiesto al tecnico quale fosse il percorso del cavo che attraversa la mia facciata di casa. Non essendo indentificato non mi ha saputo rispondere.
Il data 15/09/2019, munito di opportuno strumento per la ricerca dei cavi sotto traccia, ho iniziato le operazioni di foratura per il posizionamento della seconda pensilina sopra la seconda porta di casa mia.
Sfortunatamente durante le operazioni con il trapano ho bucato prendendo ancora una volta il cavo di Enel con interruzione dell’energia elettrica questa volta non solo alla mia utenza ma anche a diverse utenze del quartiere.
Adesso Enel con lettera raccomandata consegnatami venerdì 17 aprile mi chiede il risarcimento di 347 euro per i lavori eseguiti dai loro tecnici a seguito del primo intervento. Probabilmente arriverà anche la richiesta di risarcimento per il secondo intervento.

Risposte degli avvocati

Gentile Signor Maurizio,
per poter valutare la sussistenza o meno di una responsabilità da parte Sua nella produzione del danno lamentato da Enel occorrerà esaminare l'atto costitutivo della servitù di elettrodo che grava sul Suo immobile.
Da tale atto potranno ricavarsi diritti ed obblighi delle Parti (proprietario dell'immobile ed Enel).
Le segnalo che l'atto costitutivo della servitù di elettrodotto può avere forme differenti a seconda dei casi: volontario (quando sia stato oggetto di un accordo tra l'Ente gestore e il proprietario dell'immobile) oppure coattivo (nel qual caso consisterà in un atto amministrativo che abbia imposto la servitù). Se tale atto non è in Suo possesso provi a richiederlo all'Enel.
Dall'esame del predetto documento si potranno ricavare elementi di fondamentale importanza ai fini della decisione inerente l'eventuale resistenza in giudizio alle pretese risarcitorie avanzate da Enel:
1) perché il cavo Enel è incassato nella facciata anziché essere solo appoggiato, come avviene nella maggioranza dei casi?
2) esisteva un obbligo di Enel di segnalare il percorso seguito dall'elettrodotto lungo la facciata?
3) tale percorso era stato altrimenti comunicato al proprietario (ad es. con una planimetria allegata all'atto costitutivo della servitù)?
Cordiali Saluti
avv. Giuseppe Di Stefano Brischetto