Utente 914

21 mar 2020
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Lettera di diffida azienda fornitura idrica

Buongiorno, ho un problema col gestore idrico unico della Sardegna ( Abbanoa s.p.a. ), la quale mi addebita in bolletta costi a mio avviso non dovuti.
Cercherò di esporre i fatti nel modo più breve possibile.
Ho acquistato l'immobile nel quale abito il 26/5/2019 con atto notarile registrato il 3/7/2019.
L'immobile mi è stato consegnato in data 9/9/2019 dal vecchio proprietario ( nonostante in atto fosse pattuito entro il 30 agosto, per sue esigenze abbiamo slittato di comune accordo di alcuni giorni ), sicché in data 10 settembre ho provveduto ad effettuare la voltura ordinaria.
Mi accorgo dopo circa un mese dalla voltura che il gestore mi attribuisce la titolarità dell'utenza a partire dal 8/7/2019, nonostante nella domanda io abbia regolarmente indicato la titolarità della proprietà immobiliare dal giorno 3/7/2019 e la voltura dal giorno 10/9/2019, così chiedo spiegazioni e la rettifica di tale dato al fine di una corretta fatturazione.
Nonostante numerosi solleciti via pec, via area personale e telefonici, Abbanoa non cede sostenendo che per loro vale la proprietà dell'immobile per attribuirmi la titolarità dell'utenza.
Ho fornito loro una dichiarazione congiuntamente firmata da me e dal vecchio proprietario (datata 9/12/2019 ) nella quale si attestava che il " passaggio di consegne " è avvenuto il giorno 9/9/2019; ma ciò per loro non ha valore.
Preciso che nel regolamento del gestore che si trova online, non c’è assoluta menzione della voltura ma solo del subentro, che mi pare siano giuridicamente due cose ben distinte.
Fatto sta che adesso mi trovo una fattura di € 465.16 con scadenza 30/4/2020 nella quale sono inclusi I metri cubi consumati dal precedente proprietario nel periodo che va dal 8/7/2019 al 10/9/2019 ( e sono parecchi, più l’incremento del costo a metro cubo causato da uno sforamento di tot mc rispetto al consumo ordinario ), nonché una sanzione di € 100 per tardiva comunicazione ( oltre 60 gg ) della voltura.
A tal proposito sto predisponendo una lettera di diffida da inviare via PEC entro questo mese, al fine di intimare ad Abbanoa la correzione della data della titolarità dell’utenza nonché la rettifica della fattura, ma non sono certo dell’utilità di tale strumento, in quanto non posso certamente minacciare di recedere dal contratto ( sennò resto senza servizio idrico ).
Quale strumento e quali azioni posso mettere in campo affinché venga tutelato contro questo, a mio avviso, abuso?
E soprattutto, considerando la cifra, conviene eventualmente sostenere delle spese legali per affrontarli?
Pensavo di fare dei calcoli e pagare solo quanto realmente devo, invece di non pagare nulla; può essere una soluzione o passo automaticamente dalla parte del torto?
Grazie anticipatamente dell’attenzione, nella speranza di ricevere qualche consiglio utile per affrontarli.

Risposte degli avvocati

avvocato dequo
Avvocato civilista
21 mar 2020

Buon pomeriggio,
dovrebbe presentare un reclamo al gestore del servizio idrico, con indicate le motivazioni sulla base delle quale ritiene le somme non dovute, ed allegare la documentazione che pone a sostegno della sua posizione, inclusi eventuali calcoli sui consumi, qualora lo ritenesse opportuno.