Utente 4693

11 dic 2020
altro

Problema con art. 22 d.lgs 114/1998

Tale articolo, al comma 2, prevede la possibilità, per il sindaco, di disporre la sospensione dell'attività, fino a 20 giorni, per gravi violazioni o recidiva dei casi degli artt. 5, 7, 8, 9, 16, 17, 18 e 19 dello stesso decreto.
Il comma 5 dell'art. 22, poi, prevede la possibilità di ordinare la chiusura delle attività, qualora vengano accettare ulteriori violazioni delle prescrizioni in materia igienico-sanitaria, dopo che sia già stata applicata la sospensione dell'attività (disposta ai sensi del comma 2).
Il problema è che in nessuno di quegli articoli c'è il riferimento alla violazione delle norme igienico-sanitarie. Gli unici elementi che toccano l'argomento sono:
- i requisiti per l'esercizio (art. 5);
- dichiarare di aver rispettato le normative (..) igienico-sanitarie nella s.c.i.a. (art. 8).
Nessun articolo rimanda, quindi, alle violazioni delle normative suddette precise, ad esempio, dal d.lgs. 193/2007, d.lgs. 507/1999, ecc.). Considerando, tra l'altro, che la sospensione, per non aver osservato la normativa igienico-sanitaria, è attribuita all'ASL.
Com'è possibile che sia prevista la possibilità di ordinare la chiusura per violazione di quelle normative, soltanto qualora ci sia stata una sospensione ex art. 22 co. 2 d.lgs 114/1998, nonostante tale sospensione non è prevista per queste violazioni?

Risposte degli avvocati

fabio casaburo
Avvocato civilista
Torino
12 dic 2020

Buongiorno,
il quesito da Lei posto necessita di un approfondimento normativo.
Se necessita di un parere in merito, mi può contattare ai recapiti indicati nel mio profilo.
Resto a disposizione e La saluto cordialmente.
Avv. Fabio Casaburo