Utente 2112

05 giu 2020
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Truffa on line

Ho subito una truffa su internet e ho fatto la denuncia alla polizia postale. Adesso è iniziato il procedimento penale a carico del querelato. Nella notifica che mi ha inviato il tribunale c'è scritto espressamente che per il risarcimento economico mi devo costituire parte civile, e che nel caso non mi presenti all'udienza la mi assenza avrà valore di remissione della querela.
Riguardo al primo punto, la cifra da riavere (200€) non giustifica la nomina di un avvocato, e quindi mi chiedo che se non il processo non serve a farmi riavere i miei soldi a cosa serva. Per il secondo punto ho letto che per rimettere la querela non basta essere assenti all'udienza, ma che serva una dichiarazione scritta presso un pubblico ufficiale.
Fra l'altro mi hanno detto che se rimetto la querela le spese processuali sono a carico mio; mentre sono a carico del querelato solo dopo che venga condannato. Ma in questo caso, la condanna non prevede in primis il risarcimento del danno alla parte offesa?
Fra l'altro l'avvocato del querelato mi ha mandato una lettera (senza data e non raccomandata) offrendomi una cifra simbolica che giustifichi la remissione della querela. E in caso che non la ritiri, i miei soldi non li potrò
mai avere comunque perché il suo assistito versa in precarie condizioni economiche.
Quindi riepilogando:
- nel caso di condanna, non è previsto il risarcimento totale del danno alla parte offesa, anche nel caso che questa non si sia costituita parte civile? Io penso che, con la costituzione di parte civile posso anche chiederei danni morali, mentre diversamente no.
- in caso di remissione della querela, le spese sono a carico della parte offesa o del querelato?
- la mia assenza all'udienza significa tacita remissione della querela, o tale volontà deve essere espressa chiaramente presso un ufficiale giudiziario?
Grazie

Risposte degli avvocati

10 lug 2020

Buongiorno, la regola generale vuole che le spese processuali siano a carico del querelato. In ogni caso, in ipotesi di remissione di querela, concordi con il difensore dell'imputato che consentirà solo se le spese saranno dichiarate espressamente a carico dell'imputato. La remissione di querela per regola generale deve essere dichiarata espressamente e personalmente, ma in alcuni casi (ad esempio davanti al Giudice di Pace) il Giudice può stabilire le condizioni per una remissione tacita, per esempio se non si compare in udienza. Nel suo caso opterei se possibile per comparire in udienza. Se è troppo gravoso (es. per le distanze) raccomando di concordare bene le condizioni con il difensore dell'imputato (nessuna spesa a carico del querelante). In bocca al lupo. Cordiali saluti. - Avv. Paola Martinatto Maritano - Torino


giampaolo catricalà
Avvocato civilista
Catanzaro
05 giu 2020

Gentile utente buongiorno.
Premesso che la costituzione di volersi costituire parte civile rimane una Sua mera facoltà, la Sua prevista comparizione all' udienza all' apertura del dibattimento innanzi il competente giudice si renderà necessaria anche per essere esaminato dalle altre parti del processo.
A mio modo di vedere è consigliabile rimettere la querela cercando di spuntare il più possibile per il tramite del difensore dell'imputato che L'ha già contattata naturalmente condizionando il tutto al pagamento delle spese processuali non certamente a Suo carico.
Cordiali saluti.
Avv. Giampaolo Catricala'


antonio d`aronzo
Avvocato tributarista
Milano
05 giu 2020

Buongiorno,
le parti possono pattuire una diversa ripartizione delle spese.
Per ulteriore assistenza, mi contatti pure cliccando sul mio profilo.
Cordialmente


Buon giorno,
la querela va rimessa.