Utente 3476

28 ago 2020
diritto amministrativo

Rigetto della richiesta di congedo straordinario 104: come procedere

Dopo la morte di mia madre il 28 Agosto 2019 mio padre 98 enne (invalido grave) è rimasto solo nella casa popolare ATER Verona
A Settembre 2019 mi sono rivolto all’ufficio di competenza ANMIC di Verona per chiedere se avevo diritto al congedo straordinario L.104 (due anni) per assistere mio padre, facendo presente che io e mio padre abitavamo nello stesso comune ma non sulla stessa via e numero civico.
L’impiegata dell’ANMIC mi confermò la fattibilità tenendo in considerazione una nuova circolare INPS ( 49 del 5 Aprile 2019), quindi il giorno 13 Settembre 2019, inoltrarono la prima istanza all’INPS richiedendo il periodo di congedo dal 23 Settembre 2019 al 13 Gennaio 2020.
Consegnata copia dell’istanza prodotta al datore di lavoro, dal 23 Settembre mi hanno collocato in congedo e come previsto da normativa, iniziavo la convivenza effettiva con mio padre, presso la sua residenza.
Il 18 dicembre 2019 poi (anticipando la scadenza del primo periodo richiesto), ho presentato la richiesta di estensione del periodo, dal 14 Gennaio al 30 Giugno 2020, al quale è seguita (il 12 giugno 2020) un’ulteriore richiesta per ulteriore periodo di astensione dal lavoro, per il periodo 01 Luglio 2020 al 15 Gennaio 2021.
Nel frattempo nessun riscontro o contatto da parte dell’INPS.
IL 24 GIUGNO 2020 (DOPO 9 MESI) MI SONO ARRIVATE DALL’INPS 3 RACCOMANDATE, nelle quali si comunica che la mia richiesta non può essere accolta in quanto non soddisfatto il requisito della convivenza.
Per chiarezza ripeto, mai prima delle raccomandate INPS alcun riscontro o controllo in loco per verificare il mio status di convivenza.
Contatto l’Associazione “ANMIC”, mi dicono di stare tranquillo poichè, sarà cura loro contattare il direttore dell’INPS per chiarire e risolvere la questione.
Nel frattempo, sempre l’ANMIC, mi chiedono di preparare una autocertificazione/atto di notorietà, in cui dichiaro e sottoscrivo la convivenza con mio padre, a far data dal 13/09/2020, da portare in Comune per farla protocollare.
Il 15 Luglio 2020 poi, L’INPS di Villafranca mi contatta per chiedermi di spostare la mia residenza anagrafica presso quella di mio padre. Ma, ho risposto loro che per questa faccenda sarebbe stato più opportuno contattare l’ANMIC, per eventuali indicazioni.
Intanto il 06/Agosto, è arrivata un’altra raccomandata dall’INPS con il rigetto dell’ultima richiesta di estenzione per il periodo 01/07/2020 al 15/01/2021.
Ovviamente, a seguito dell’ultimo diniego da parte dell’INPS, l’Azienda presso la quale lavoro, mi ha chiesto di rientrare a lavoro, per cui ho dovuto anche adoperarmi con celerità all’assunzione di una colf idonea all’assistenza di mio padre, per sostituirmi durante le ore lavorative, regolarmente assunta con contratto di 25 ore settimanale, per 850 euro mensili.
Allo stato attuale, l’ANMIC mi ha proposto di ricorrere avverso tali decisioni dell’INPS, con riserva di adire le vie legali, se perso anche il ricorso in parola. Io invece vorrei sistemare la questione trasferendo la residenza pur di mettere fine alla questione sperando che l'INPS mi copre tutto il precedente periodo. Vorrei capire se ha il patronato a farmi la domanda e di non aver vigilato bene per 9 mesi sollecitando una risposta dall'Inps o forse L'Inps che ha risposto dopo 9 mesi rigettando la richiesta.

Risposte degli avvocati

fabio casaburo
Avvocato civilista
Torino
28 ago 2020

Buongiorno,
per poterLe rispondere adeguatamente sarebbe necessario visionare la documentazione in Suo possesso.
Se necessita anche solo di una consulenza, mi può contattare senza impegno.
Resto a Sua disposizione e La saluto cordialmente.
Avv. Fabio Casaburo
(Cell. 3280999150)