Utente 3953

08 ott 2020
diritto assicurativo

Dubbi su una parcella ambigua: a chi rivolgersi?

A seguito di sinistro ho delegato un legale per seguire la pratica di rimborso dei danni subiti e chiedendo a costui se vi fosse da pagare una parcella per l'attività svolta lo stesso ha sempre rimandato a comunicare un eventuale importo dicendo "POI VEDIAMO".
Durante l'attesa di una prima trance di rimborso extragiudiziale il legale mi ha chiesto di bonificargli euro 2.500.00 sul proprio conto corrente comunicandomi che questi sarebbero serviti in attesa di ricevere il pagamento del suo onorario da parte della compagnia assicurativa e lasciandomi intendere di restituirli a conclusione della pratica, o almeno così sembrava.
Dalle comunicazioni ricevute al mio indirizzo, la compagnia , sembrerebbe aver pagato ben due importi , uno in acconto ed uno a saldo al legale al quale pertanto non spetterebbe alcun ulteriore pagamento di parcella da parte mia.
Da quel che ho potuto apprendere online io sarei stata tenuta a pagare la sola differenza di un eventuale importo, pattuito all'atto del mia delega col mio legale, solo nel caso in cui quest'ultimo fosse stato inferiore a quello liquidato al legale dalla Compagnia.
Preciso altresì che il "PROFESSIONISTA" , dopo aver incassato un primo bonifico pari a 2.500.00 euro aveva fatto un'ulteriore richiesta di 4.500.00 euro ma , oppostami con forza a quanto richiesto, tornava sui suoi passi dicendo che 2.500.00 euro sarebbero bastati.
Come mi conviene procedere nei confronti del "SIGNORE" ?

Risposte degli avvocati

avvocato dequo
Avvocato civilista
10 ott 2020

Buongiorno,
la prestazione del professionista rientra nel campo della prestazione d'opera intellettuale, che è enucleata nell'art. 2230 c.c.. Questo significa che il professionista deve adottare le proprie competenze culturali e professionali, per rispondere alle esigenze del cliente. Affrontando il campo delle obbligazioni, aggiungo che la prestazione del legale, è riconducibile nel campo della prestazione di mezzi, questo significa che è tenuto ad operare secondo i criteri di diligenze e buona fede e che la sua attività deve essere adeguatamente retribuita, in conformemente agli onorari indicizzati dal cnf. Sulla base di questi presupposti le suggerirei di parlare con il legale e chiedere una valutazione sui compensi, facendo presente le sue perplessità sul suo operato.
Saluti.


09 ott 2020

Buonasera, ma aveva un accordo col legale? E' necessario approfondire perchè la situazione è piuttosto complessa. Mi può contattare, se ritiene, all'indirizzo alessimaria.77()gmail.com per eventuali chiarimenti e/o assistenza e per una prima consulenza gratuita. Cordialmente. Avv. Maria Alessi, con studio in Reggio Calabria e Frascati (ROMA).


09 ott 2020

Buongiorno,
è necessario un approfondimento e si tratta di materia delicata. Se ritiene di parlarne in privato, i miei contatti sono sul mio profilo. Cordiali saluti