Utente 3922

05 ott 2020
diritto del lavoro

Invalidità e forma contrattuale: che legame c'è?

L'INPS mi ha riconosciuto un'invalidità civile pari al 60% (per motivi oncologici) con verbale datato 21/07/2020.
Sono un dipendente pubblico a tempo pieno e subordinato (36 ore settimanali dal lunedì al venerdì) con contratto a tempo determinato (rinnovo ogni 6 mesi) impiegato presso l'ASUR-Marche (Area Vasta 2 - Ancona) dal 01/06/2018.
Contratto che mi è stato rinnovato ogni 6 mesi per i primi 4 periodi e dal 01/06/2020 il contratto mi è stato rinnovato per 12 mesi fino al 31/05/2021.
Vorrei capire se quanto segue mi da diritto ad un'assunzione indeterminata:
"Qualora l’assunzione a tempo determinato della persona con disabilità sia stata effettuata prescindendo dalla disabilità si usufruisce comunque del diritto di precedenza, nei termini sopra descritti, per l’assunzione a tempo indeterminato con possibilità di computo nella quota d’obbligo.
La direttiva n.1/2019 è complessa e non di facile interpretazione. Per questo le consigliamo di esaminarla con la consulenza ed eventuale assistenza di un sindacato di sua fiducia che possa offrire anche consulenza legale.
La direttiva è consultabile qui.
http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/25-06-2019/direttiva-concernente-%E2%80%9Cchiarimenti-e-linee-guida-materia-di
Per opportuna conoscenza la informiamo inoltre che L'art. 4 comma 4 della legge 68/99 e l’art. 3 del D.P.R. 333/2000 consentono al datore di lavoro di computare nella quota di riserva i lavoratori che, assunti come normodotati, divengono inabili allo svolgimento delle proprie mansioni in conseguenza di infortunio o malattia a condizione che:
- subiscano una riduzione della capacità lavorativa non inferiore al 60 per cento;
- l’inabilità non sia causata dal mancato rispetto, da parte del datore di lavoro, accertato in sede giurisdizionale, delle norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro.
L’art. 3 – comma 4 del D.P.R. 333/2000 ha ampliato la possibilità di computare nella quota di riserva i lavoratori che divengono inabili in costanza di rapporto di lavoro per infortunio sul lavoro o malattia professionale con un grado di invalidità superiore al 33%.
Secondo la legge, per questi lavoratori l'infortunio o la malattia non costituiscono giustificato motivo di licenziamento nel caso in cui essi possano essere adibiti a mansioni equivalenti o, in mancanza, a mansioni inferiori con diritto alla conservazione del più favorevole trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza.
Nel caso in cui non sia possibile l'assegnazione a mansioni equivalenti o inferiori, gli stessi vengono avviati, dagli uffici competenti presso altra azienda, in attività compatibili con le residue capacità lavorative, senza inserimento nella graduatoria.
La circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 2 del 22 gennaio 2010 affronta nuovamente la problematica precisando che per computare il lavoratore divenuto inabile in costanza di rapporto di lavoro devono verificarsi tre condizioni:
• l'inabilità del soggetto a svolgere le proprie mansioni;
• il riconoscimento della riduzione della sua capacità lavorativa non inferiore al 60%;
• che tale inabilità non sia stata causata da inadempimento da parte del datore di lavoro, accertato in sede giurisdizionale, delle norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro.
Si evidenzia che questa norma è applicabile anche alla pubblica amministrazione secondo quanto stabilito dall’ Accordo, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome, e gli Enti locali, concernente “Problematiche interpretative in materia della legge 12 marzo 1999, n. 68 recante “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” - Repertorio atti n. 184/CU - del 21 dicembre 2017.
Ma ribadiamo l’opportunità di consultare un sindacato o legale di sua fiducia che possa meglio indirizzarla esaminando la sua specifica situazione e quella dell’ente di appartenenza.

Risposte degli avvocati

avvocato dequo
Avvocato civilista
05 ott 2020

Buona sera, la complessità del caso richiederebbe uno studio approfondito della normativa e della giurisprudenza di settore, per fornire una consulenza che tenga conto delle diverse conseguenze collegate al caso che ha esposto. Dall'enucleazione dei fatti supportata dal richiamo alla disciplina normativa, con le conoscenze in mio possesso, le posso confermare che lo stato di invalidità non legittima l'assunzione con contratto a tempo indeterminato. L'applicazione della forma contrattuale è assoggettata a diverse valutazioni aziendali, e la presenza di una condizione di invalidità assume carattere concorrente rispetto ai diversi elementi di valutazione sull'assunzione.


fabio casaburo
Avvocato civilista
Torino
05 ott 2020

Buongiorno,
la questione da Lei posta necessita di un approfondimento normativo e giurisprudenziale.
Se ha bisogno, anche solo di una consulenza, mi può contattare senza impegno.
Resto a Sua disposizione e La saluto cordialmente.
Avv. Fabio Casaburo
(Cell. 3280999150)


antonio d`aronzo
Avvocato tributarista
Milano
05 ott 2020

Gentile Sig. Conti, il suo quesito è complesso. Se vuole, può contattarmi privatamente oppure richiedere una CONSULENZA DIRETTA.
Cordialmente