utente 1010
30 mar 2020
diritto del lavoro

L'asilo privato può pretendere il pagamento delle rette dei mesi non frequentati?

Il nido privato che frequenta mio figlio ha preteso il pagamento in toto della retta di febbraio (frequentato solo fino al giorno 21) e di marzo (mai frequentato), minacciando azioni legali nel caso qualcuno si fosse rifiutato di saldare le rette nella loro totalità. 1. E' possibile richiedere il rimborso parziale della retta di febbraio e quello totale della retta di marzo, nonché diffidare la struttura dal richiedere ulteriori pagamenti fino alla ripresa dei servizi, alla luce dell'articolo 1463 del c.c. secondo cui "Nei contratti a prestazioni corrispettive, la sopravvenuta impossibilità di una di esse per una causa non imputabile alla parte che è obbligata ad eseguirla determina la liberazione anche della controparte. Quest’ultima, nel caso che abbia già eseguito la propria prestazione, ha diritto di pretenderne la restituzione"? 2. Inoltre, poiché ho intenzione di disiscrivere il bambino dal nido, e nel contratto è previsto un preavviso di un mese, stante l'attuale emergenza sanitaria e la chiusura della struttura a seguito dei decreti governativi in corso, è possibile rescindere il contratto con effetto immediato, dato il permanere dell'assenza di servizi fino a data da destinarsi? Grazie e cordiali saluti
Risposte degli avvocati

Egr. Utente 1010, Lei ha descritto una situazione in cui oggi versano, purtroppo, migliaia di famiglie italiane. Nel c.d. Decreto Cura Italia è previsto che sono sospese le rate degli asili pubblici, nulla invece ancora è stato previsto o adottato con riferimento alla possibilità di sospendere il pagamento delle rette corrisposte ad asili privati e scuole paritarie, ovvero di chiedere la ripetizione delle somme eventualmente versate In assenza di diversa disposizione normativa nella fattispecie deve quindi ricorrersi all’applicazione dei princìpi generali. Ci si trova di fronte a un caso di “impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile”. Non essendo stata resa la prestazione non è possibile pretendere la controprestazione, ovvero il pagamento del servizio. L’epidemia da Covid-19 costituisce una c.d. causa di forza maggiore che, se da un lato non permette lo svolgimento delle prestazioni scolastiche previamente pagate, dall’altro integra il diritto del consumatore (rectius genitore) ad ottenere il ristoro di quanto corrisposto a titolo di retta mensile e/o altri servizi accessori mai usufruiti. In caso contrario sussisterebbe un indebito arricchimento in capo agli istituti privati. Da ciò consegue che le azioni legali minacciate dal nido privato da Lei raccontate sono prive di pregio e fondamento giuridico. E’ importante in ogni caso leggere con attenzione l’accordo sottoscritto con l’istituto privato, al fine di verificare che in tale accordo non vi siano clausole che prevedano il pagamento della retta anche in caso di chiusura imposta da eventi esterni. In assenza di tale clausola, il genitore può far valere il proprio diritto alla ripetizione di quanto corrisposto e non sarà tenuto a pagare alcuna somma per tutto il periodo di chiusura dell’asilo. In caso di eventuale riapertura dell’asilo nido la prestazione diventerà nuovamente possibile e vi potrebbe essere per l’effetto l’obbligo da parte del consumatore di versare il corrispettivo. Nel caso in cui, come da lei esposto, nel contratto sia prevista la possibilità di recedere (la clausola deve essere letta attentamente) sarà possibile, esercitando il diritto di recesso, esonerarsi dall’obbligo di pagamento per il periodo di eventuale riapertura del nido. A disposizione per ogni eventuale e più approfondito chiarimento. Cordialmente Avv. Giovanna Creti Patrocinante in Cassazione


valeria pietra
Avvocato civilista
Pavia
31 mar 2020

Buongiorno, ai sensi dell'art. 1463 c.c. nel caso di specie lei è legittimata a richiedere il rimborso delle rette pagate e a non corrispondere ulteriori pagamenti; escludo invece la possibilità di risolvere immediatamente il contratto. Sarebbe opportuno dunque procedere con una comunicazione formale alla struttura con cui diffidarla dal richiedere ulteriori pagamenti e richiedere il rimborso di quanto versato. Resto a sua disposizione per fornirle assistenza legale in merito, mi può contattare tramite piattaforma. Cordiali saluti. Avv. Valeria Pietra


carlo ferrara
Avvocato giuslavorista
Gorizia
30 mar 2020

Egregio utente 1010, Lei ha esattamente individuato la norma da applicare al Suo caso. Il legislatore - per le note problematiche legate al Coronavirus - ha sospeso a tempo indeterminato l'erogazione del servizio scolastico, ivi compreso quello garantito dagli asili nido gestiti da soggetti privati. Anche se non vi è - nella legislazione di emergenza emanata in questi ultimi tempi - una norma da hoc, è assolutamente evidente come la chiusura del servizio di asilo nido per "factum principis" integri la fattispecie di cui al citato art. 1463 c.c., ovvero l'impossibilità della prestazione non imputabile ad una delle parti, bensì ad un caso di forza maggiore. Conseguentemente per tutto il periodo ricompreso nel detto periodo di sospensione, Lei non può essere obbligato a corrispondere la relativa retta ed ha diritto alla restituzione di quanto già eventualmente corrisposto. Suggerisco l'invio di una racc. ar.r (o pec) nella quale contestare al gestore del servizio l'insussistenza - per i motivi di cui sopra - del suo diritto alla retta per il periodo in questione. Considerato che detta sospensione non è certamente imputabile al gestore non ravviso la sussistenza di un ipotesi di risoluzione immediata del contratto. Pertanto, Le consiglio di inviare una racc. di disdetta tenendo conto del termine di preavviso. Cordialità avv. Carlo Ferrara