utente 3626
08 set 2020
diritto del lavoro

Lavoro agile - Familiare convivente di persona immunodepressa

Sono il figlio convivente di un ultraottantenne affetto da problemi cardiaci (si tratta di mio padre che soffre di fibrillazione atriale ed è sotto terapia anticoagulante con piano terapeutico, quindi assume farmaci salvavita). Inoltre mio padre è iperteso ed assume tre farmaci per tenere sotto cura l'alta pressione. Come familiare convivente di persona immunodepressa, ai sensi dell'Art 39 - Legge 27 del 24 aprile 2020, avrei diritto a svolgere il mio lavoro in modalità agile, ricorrendo allo smart working e lavorando da casa. Così mi ha confermato anche il nostro cardiologo da cui ci siamo recati recentemente per una visita di controllo. Ha confermato, come alla luce delle patologie di cui soffre mio padre, esistano i presupposti per usufruire di tale diritto e mi ha indicato di presentare all'azienda il referto da lui rilasciato, come documento comprovante la condizione di mio padre. Vi vorrei però chiedere se sapreste indicarmi come procedere formalmente nel presentare la richiesta presso l'azienda. Basta presentare il referto rilasciatoci dal cardiologo, oppure questo va allegato a qualche modulo dove si richiede di poter svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile in quanto convivente di persona immunodepressa? Va forse presentato anche lo stato di famiglia per certificare che convivo con mio padre? Inoltre volevo chiederVi se l'azienda può costringermi a continuare a recarmi in ufficio oppure è obbligata a concedermi lo Smart working, visto che sussistono le condizioni per cui io possa svolgere completamente il mio lavoro da casa. Infatti da inizio marzo fino a fine maggio ho lavorato in Smart working per tutto l'arco della settimana, non dovendo mai presenziare in azienda (evidenza che il mio lavoro può essere svolto integralmente a domicilio). Mentre l'azienda a partire da giugno ha richiesto il mio rientro in sede con obbligo di presenza in ufficio per due giorni a settimana (gli altri 3 ancora lavorando da casa) adducendo come motivazione una questione di equilibri. Secondo loro se concedono 5 giorni su 5 a me di Smart working lo devono concedere anche agli altri dipendenti del del mio stesso reparto. Ma gli altri non hanno situazioni fragili pari alla mia... Non sono conviventi con un cardiopatico. L'azienda mi ha fatto rientrare a Giugno inviando un piano presenze dove veniva indicata la mia presenza in ufficio per due giorni. Ovviamente inviata senza avere prima il mio assenso e senza rispondere alla mia richiesta di protrarre il lavoro agile fino al 15 ottobre. L'azienda non mi ha mai mandato nessuna comunicazione ufficiale e nemmeno nulla di scritto dove indichi la modifica della modalità del lavoro agile.
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avvocato dequo
Avvocato civilista
08 set 2020

Buonasera, senza visionare i documenti non posso fornirle una consulenza adeguata. Inoltre dalla lettura delle informazioni sembra che il caso sia complesso, per cui le suggerisco di presentare una richiesta a pagamento.


valeria pietra
Avvocato civilista
08 set 2020

Buongiorno, il diritto al lavoro agile nel suo caso sussiste ma non è assoluto, sussiste a a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche del lavoro che svolge, come dispone espressamente la norma da lei richiamata. Bisogna inviare una comunicazione formale all'azienda allegando tutta la documentazione utile per supportare questa richiesta (previo esame nel dettaglio delle mansioni che lei svolge in azienda) per trovare una soluzione concordata con il suo datore di lavoro (perchè quest'ultimo potrebbe comunque sostenere che per le caratteristiche della sua attività lei deve presenziare in azienda). Sono a sua disposizione per fornirle assistenza legale per gestire la problematica, mi occupo di diritto del lavoro, mi può contattare ai recapiti che trova sul mio profilo. Cordiali saluti. Avv. Valeria Pietra