utente 989
28 mar 2020
diritto del lavoro

Licenziamenti Disciplinare/Giusta causa

Salve, vorrei sottoporre il mio caso di licenziamento disciplinare per giusta causa , il 23/03/2020 ricevo un avviso di giacenza che ritiro il 25/03/2020 trattasi di Comunicazione di licenziamento disciplinare per mezzo Raccomandata AR dove si dice che facendo seguito alla lettera di contestazione del 21 /02/2020 da me ricevuta il 24/02/2020 e non potendo accettare le mie giustificazione scritte del 2/03/2020 mi comunicano con effetto dal 21/03/2020 ai sensi della legge n 92/2012 il recesso dal rapporto di lavoro. Io dal al 13 Marzo 2020 ho prestato la mia attività lavorativa per poi essere sospeso dal 15/03/2020 al 22/03/2020 per effetto del DPCM dell' 8 e 11 Marzo 2020 per emergenza Covid-19 con tanto di timbrature e rapportini di lavoro da me firmati. Vorrei capire i giorni lavorati dopo il 21/02/2020 come sono da considerarsi?, ci sono gli estremi per impugnare il licenziamento ? Il mio CCNL di riferimento è Logistica ,Trasporto e spedizione Merci Addetto alla logistica livello 6J.
Risposte degli avvocati
carlo ferrara
Avvocato giuslavorista
Gorizia
30 mar 2020

Per quanto riguarda il periodo di sospensione determinato dal provvedimento dell'Autorità Pubblica, non dipendendo la mancata prestazione lavorativa a situazione a Lei riferibile, Lei ha diritto a percepire la normale retribuzione. Per quanto riguarda il licenziamento, le informazioni da Lei fornite sono davvero carenti per poter dare una risposta concreta. Per valutare la possibilità e/o convenienza di un impugnazione del licenziamento è necessario: - conoscere gli estremi ed i contenuti della contestazione disciplinare; - conoscere i fatti contestati e sapere, in primo luogo, se sono veritieri, in tutto o in parte. Verificare l'eventuale presenza di circostanza attenuanti. Solo con un circostanziato quadro fattuale, può infatti consentire di valutare: a) la tempestività e regolarità del procedimento disciplinare: b) la eventuale insussistenza del fatto o l'eccessiva gravità della sanzione. Ovvero di tutti quegli elementi di fatto e di diritto che consentono di ottenere un provvedimento giudiziale positivo nel caso di impugnazione del licenziamento, ovvero che Le permettono di dimostrare o che i fatti contestati non sono veri o non sono così gravi da giustificare la sanzione espulsiva o, comunque, per essi la contrattazione collettiva prevede una sanzione meramente conservativa. Non secondaria poi la è la questione relativa alle possibilità probatorie, in particolare dei testi che possano confermare la sua versione dei fatti. Per apprezzare, poi, le conseguenze nell'ipotesi di dichiarata illegittimità del licenziamento (reintegra sul posto di lavoro o risarcimento del danno) è necessario verificare il requisito dimensionale del Suo datore di lavoro (numero dei dipendenti) nonchè la data della Sua assunzione. Le consiglio, in ogni caso, di inviare al datore di lavoro una racc. a.r. con la quale dichiari di impugnare il licenziamento intimatole. E ciò nel termine tassativo e decadenziale di 60 giorni dalla ricezione della comunicazione del licenziamento. (in difetto non potrà più contestare il suo licenziamento). Spedita, nel termine appena visto tale raccomandata, avrà 180 giorni di tempo se procedere all'impugnazione giudiziale, ovvero se instaurare la controversia giudiziaria avanti al Giudice del Lavoro competente per territorio. . Mi contatti pure sulla piattaforma de quo, sarò lieto di poterLe fornire indicazioni più precise. Cordiali saluti. avv. Carlo Ferrara


giuseppe anfuso
Avvocato civilista
29 mar 2020

Buongiorno, il caso in esame appare potersi ricondurre nell'area del licenziamento disciplinare, previsto a norma dell'art. 3 della L. n. 604/1966. Si tratta del licenziamento per giustificato motivo soggettivo, con preavviso, che è causato da un notevole inadempimento del dipendente agli obblighi contrattuali. Pertanto, a parere del datore di lavoro, lei ha tenuto una condotta lavorativa che ha leso il rapporto di fiducia con l'azienda, arrecandole un danno di immagine o patrimoniale. Inoltre mi informa che è stato parte del procedimento delineato dall'art. 7 della L. n. 300/70, per cui ha presentato le osservazioni scritte in merito alle contestazioni, mossele dal datore di lavoro, relative ad una condotta lesiva degli interessi aziendali. Lei ha, pertanto, confermato che il datore di lavoro ha ritenuto le motivazioni presentate a giustificazione della condotta contestata, come non sufficienti per reinserire nell'ambito del regolamento aziendale il suo operato, ed ha comminato il licenziamento, che ha assunto carattere disciplinare. Dal giorno in cui ha presentato le giustificazioni scritte fino alla data di cessazione del rapporto di lavoro, afferma di aver lavorato per tredici giorni, e che per l'emergenza sanitaria è stato sospeso dal servizio. La sospensione dell'attività lavorativa è disposta dal D.L. n. 9/2020, che prevede, in capo al datore di lavoro, l'obbligo di sospendere dall'esercizio del prestazione di lavoro, il proprio dipendente, per ragioni attinenti alla tutela della sfera della salute individuale e collettiva. Tuttavia l'obbligo di sospensione per ragioni di salute, che è imposto al datore di lavoro, non elide il diritto del dipendente, al pagamento della retribuzione, che è normativamente e costituzionalemente garantita. Relativamente alla sua domanda, le posso confermare la presenza del diritto al pagamento della retribuzione per il mese in cui è stato sospeso dal lavoro, per ragioni che esulano dalla sfera di dominio del datore di lavoro. Inoltre, le confermo la possibilità di impugnare il licenziamento, secondo il D.L. n. 23/15, qualora ritenga illegittima la sanzione datoriale.


valeria pietra
Avvocato civilista
Pavia
28 mar 2020

Buongiorno, per valutare se vi possono essere i presupposti per impugnare il licenziamento disciplinare è necessario esaminare la documentazione in suo possesso relativa al procedimento che ha condotto alla risoluzione del rapporto e avere una ricostruzione dettagliata della situazione. Non ritengo comunque che la sospensione lavorativa per Covid-19 possa incidere ai fini dell'impugnazione. Sono specializzata in diritto del lavoro, posso fornirle la mia disponibilità in merito. Mi può contattare tramite la piattaforma. Cordiali saluti. Avv. Valeria Pietra


antonio d`aronzo
Avvocato tributarista
Milano
28 mar 2020

Buonasera, Occorre visionare con attenzione la documentazione in suo possesso per poterle fornire un parere completo e corretto. Se vuole mi scriva all'indirizzo avv.daronzoantonio()gmail.com Cordialmente