Utente 798

11 mar 2020
diritto del lavoro

Trasferte di lavoro: è possibile rifiutarsi?

Da anni lavoro come consulente per una nota azienda informatica.
Sono un dipendente a tempo indeterminato e il mio datore di lavoro ha deciso di
mandarmi in trasferta per tre mesi, periodo nel quale cadono anche alcune ricorrenze
familiari, a cui vorrei partecipare. Insomma, questo trasferimento proprio non ci voleva e anche se è per un tempo limitato, vorrei oppormi.
Prima di rifiutarmi alla scelta del mio datore di lavoro, però, mi piacerebbe essere ben
informato sui miei diritti e doveri in questo caso specifico, essendo la mia prima vera e
propria trasferta.
Posso rifiutarmi di andare in trasferta? Se sì, come? Se dovessi
oppormi, il mio datore di lavoro potrebbe licenziarmi? Cosa rischio? Grazie per
l’attenzione e buon lavoro.

Risposte degli avvocati

giovanni carbone
Avvocato civilista
13 mar 2020

Gentile utente, devo concordare con la collega che mi ha antipato nella risposta.
Occorre esaminare il contratto collettivo al quale Lei appartiene ed il suo contratto specifico.
In linea di principio una trasferta è sempre ammessa, a meno che per il proprio profilo non sia affatto prevista.
Se in linea di massima queste trasferte non vengono effettuate, questo nuovo impegno potrebbe essere eventualmente discriminatorio, o comunque potrebbe essere possibile negoziarne la durata ed il periodo.
Tuttavia, senza conoscere i dettagli del lavoro e del contratto non è possibile fornire una risposta più precisa.
Rimango a disposizione per eventuale assistenza o consulenza, potrà raggiungermi sul cell. nr. 3920395073. Il mio Studio Legale è a Sanremo (IM). Cordiali saluti. Avv. Giovanni Carbone


valeria pietra
Avvocato civilista
11 mar 2020

Buongiorno
il lavoratore non è legittimato a rifiutare le trasferte richieste dal datore di lavoro, salvo che la scelta della trasferta non celi una condotta discriminatoria da parte del datore di lavoro. Alcuni contratti collettivi al più possono prevedere il rifiuto solo in presenza di gravi e motivati impedimenti.
Sulla scorta di quanto previsto in materia dalla giurisprudenza maggioritaria, un suo rifiuto potrebbe condurre eventualmente l'azienda al licenziamento.
Non so quale sia il contratto collettivo a lei applicabile, in ogni caso nella fattispecie si potrebbe eventualmente provare a intavolare un confronto con il suo datore per vedere se è possibile trovare una soluzione concordata, fermo restando quanto scritto sopra.
Sono a sua disposizione per fornirle assistenza legale in merito.
Cordiali saluti.
Avv. Valeria Pietra (valeria.pietra85@gmail.com;3402889663)