Utente 4085

22 ott 2020
diritto di famiglia

Anticipo eredità in denaro

Vi contatto per un parere in merito ad un anticipo di eredità in denaro.
Gestisco con mio padre un'azienda agricola di piccola entità preciso che abbiamo un conto cointestato con mio padre anche se il contributo materiale dato da mio padre in termini di attività lavorativa è praticamente nullo data l'avanzata età ( padre ultraottantenne).
Mia sorella, per poter acquistare un terreno pretende ora metà dei soldi di questo conto cointestato a titolo di anticipo di eredità.
Ora, dal momento che i soldi giacenti sul conto sono principalmente derivanti dal mio lavoro, a mia sorella spetta ricevere la metà del denaro?
Preciso che esiste già un testamento fatto da mio padre parecchi anni fa di cui però non sono a conoscenza del contenuto.

Risposte degli avvocati

rodolfo tullio parrella
Avvocato civilista
Battipaglia
22 ott 2020

Sua sorella, finché suo padre è in vita, non può pretendere proprio nulla. Le suggerisco di separare i conti aprendosene uno proprio.
Cordialità. avvocatoparrella.it


angelo forte
Avvocato civilista
Modugno
22 ott 2020

Gentile signore,
se il denaro sul conto è solo suo, e' chiaro che se sua sorella ricevesse qualcosa da quel conto (senza dare nulla in cambio) si tratterebbe non di un anticipo di eredità ma di una donazione fatta da lei a sua sorella.
Cordialità


giovanni ciano
Avvocato civilista
22 ott 2020

Buongiorno,
In merito alla questione da Lei esposta, Le segnalo che a Suo padre si presume spetti la metà del denaro versato nel conto corrente bancario cointestato, a meno che non risulti diversamente.
Le è quindi possibile provare che a Lei spetti più della metà del denaro presente sul conto.
Suo padre può decidere liberamente di donare il proprio denaro a Sua sorella. Quindi Sua sorella non può pretendere da Suo padre del denaro a titolo di anticipo sull’eredità, ma Suo padre potrà donarglielo se lo desidera.
Evidenzio inoltre che la legge riserva una quota dei beni della persona defunta ai parenti più stretti, tra cui sono ricompresi i figli.
Quindi alla morte di Suo padre, a Lei spetterà una quota determinata dei beni del defunto (denominata “quota di legittima”).
Se dovesse risultare che la Sua quota di legittima è stata ridotta dal testamento o dalle donazioni di Suo padre, Lei potrà agire in giudizio, eventualmente anche contro Sua sorella, per ottenere la quota minima di eredità a Lei spettante per legge.
Per un compiuto parere relativo alla Sua vicenda è necessario un esame più approfondito della questione.
Rimango a disposizione per ulteriori necessità.
Cordiali saluti
Avv. Giovanni Ciano


fabio casaburo
Avvocato civilista
Torino
22 ott 2020

Buongiorno,
la richiesta di Sua sorella è legittima, ma Lei potrebbe provare che l'attività lavorativa (il fatturato) prosegue, sostanzialmente, grazie al Suo impegno.
Se necessita, anche solo di una consulenza, mi può contattare senza impegno.
Resto a Sua disposizione e La saluto cordialmente.
Avv. Fabio Casaburo
(Cell. 3280999150)


22 ott 2020

Buongiorno,
il conto cointestato prevede che le somme presenti sullo stesso si presumano di proprietà dei due cointestatari metà per uno (50/50). Visto che la comunione è presunta, è possibile dimostrare che in realtà il denaro proviene da un unico soggetto. In ogni caso, l'anticipo sull'eredità non si può pretendere. Al limite Suo padre può fare una donazione in favore di Sua sorella, SE lo desidera. A disposizione per approfondimenti e assistenza. I miei contatti sono sul mio profilo. Cordiali saluti
Avv. Giorgio Rocca