Utente 1005

30 mar 2020
diritto di famiglia

Cosa faccio se la mia ragazza vuole tenere il bambino e io no?

Salve, vi chiedo di rispondermi per avere qualche conferma che non trovo nulla in rete, ho 18 anni, ho iniziato una relazione con una ragazza un mese fa, abbiamo avuto subito dei rapporti per due settimane, prima del coronavirus (quarantena), di cui uno non protetto e ora è incinta, io sono tremendamente spaventato, lei lo vuole tenere, io non so cosa fare, durante l'atto ho provato a dirle di andare a prendere dei contraccettivi ma voleva farlo senza, non ho neanche la prova che abbia preso la pillola, mi ha detto lei di averla presa a casa. Vi prego di aiutarmi, quali diritti ho di non riconoscerlo, ho paura di pagare per tutta la vita, posso ottenere delle attenuanti. Aiutatemi

Risposte degli avvocati

10 lug 2020

L'ipotesi di interruzione di gravidanza spetta alla madre qualora per importanti ragioni di salute, fisiche, psicologiche, sociali o familiari o di mezzi di sostentamento disponibili ritenga di non poter portare a termine la gravidanza e far nascere il figlio.
Il riconoscimento dal padre resta sempre possibile, anche a richiesta della madre o dello stesso figlio divenuto maggiorenne.
L'unica possibilità di non riconoscimento è che risulti accertata la paternità di un soggetto diverso, o in ogni caso sia dimostrata l'incompatibilità biologica (DNA) con il padre putativo. In definitiva, il padre biologico del bambino non può sottrarsi alla qualità di genitore e i rispettivi doveri.


31 mar 2020

Buongiorno,
spetta alla donna decidere se tenere il bambino o meno. Se lo terrà, tu potrai non riconoscerlo ma lei potrà intraprendere le azioni legali necessarie (tra cui richiesta del dna) per ottenere il riconoscimento. Dal momento che verrà dichiarato figlio tuo, lei, nell'interesse del figlio, potrà sempre ottenere (fino all'indipendenza economica del figlio) provvedimenti che ti ingiungono di pagare il mantenimento.
Cordiali saluti.


30 mar 2020

Gentile utente, capisco perfettamente la Sua preoccupazione. Lei può anche non riconoscere il nascituro ma, a livello giuridico - che è quello che compete a noi - La informo che in linea di massima:
nel caso in cui il figlio non sia riconosciuto alla nascita dal padre, l’altro genitore di fatto anticiperà le spese per il mantenimento. Ma questo ultimo ha il diritto di avviare un’azione di riconoscimento giudiziale del padre, anche se il padre non vuole sottoporsi all’esame del sangue. Il rifiuto ingiustificato al test del Dna - secondo costante giurisprudenza - costituisce una tacita ammissione.
La madre potrebbe avviare un’azione per ottenere il rimborso di tutte le spese sostenute per il figlio.
A ciò si aggiunge anche la possibilità del figlio, una volta divenuto maggiorenne, di agire contro il padre per avergli negato il diritto ad avere un genitore.
I figli hanno diritto ad essere mantenuti, istruiti ed educati da entrambi i genitori.
Qualora decidesse di riconoscere il minore, può rivolgersi ad un Tribunale ed ottenere la regolamentazione della genitorialità: che include sia il diritto di visita del figlio sia gli aspetti economici del mantenimento, evitando di essere esposto alle azioni che ho rappresentato sopra.
Quanto rappresenta non costituisce un attenuante per essere esonerati agli obblighi di legge.
Cordiali saluti
Avv. Luca Mazza


Questa vicenda non deve turbarla né spaventarla. Se la ragazza vorrà portare avanti la gravidanza è giusto rispettare la sua scelta. Per quanto le riguarda, invece, potrà anche evitare di riconoscere il nascituro. In tal caso il bimbo/a porterà il cognome della madre, fintanto che lei (padre) non lo riconoscerà. Il riconoscimento non ha tempo. L'azione per il riconoscimento spetta anche alla madre e al figlio al compimento del 18 anno ed è imprescrittibile.