Utente 1402

30 apr 2020
diritto di famiglia

Denunciare un'amante per risarcimento danni morali: si può?

Salve, mi sono sposata nel 1986 con mio marito. Mio suocero aveva portato in Italia nel 1995 dalla Russia una donna che ha la nostra età (un anno meno di mio marito e un anno più di me). Lei si stabilì nel 1998 definitivamente in Italia, a casa di mio suocero, dove di seguito loro due si erano anche sposati.
Nel 1999 mio marito e la moglie di mio suocero incominciarono ad avere una relazione. La moglie di mio suocero sapeva che mio marito ed io eravamo sposati e si fingeva sempre amica di famiglia. Mi chiamava addirittura quando aveva dei problemi in casa (montare un armadietto, montare la stecca per le tende, aggiustare il citofono, cambiare le prese della corrente, insomma tutto quello che aveva a che fare con la manutenzione di una casa), facendo finta di essere la mia migliore amica.
Quando mio suocero morì 8 anni fa, la situazione incominciò ad escalare, perché la moglie di mio suocero era libera e aveva la casa di mio suocero per sè ormai. Mi ero accorta solamente dopo la morte di mio suocero, che qualcosa non andava su come doveva. Mio marito ed io non litigavamo mai, l'unico motivo di lite, era appunto la moglie di mio suocero, cioè la sua amante. Più andavamo avanti con il tempo, più l'armonia famigliare andava a rotoli. Sia io, che le figlie nostre (entrambe le due figlie sono di mio marito e nati durante il nostro matrimonio), hanno provato a parlare con questa donna, ma non siamo riusciti a convincerla di lasciare stare la nostra famiglia. Addirittura faceva finta che le dispiaceva, e mi prendeva in braccio per consolarmi. Lei ha intrigato durante tutti questi anni per far si, che il rapporto tra me e mio marito andasse a peggiorare sempre di più e la stessa tattica ha usato anche per creare una barriera tra padre e figli.
Mia figlia più grande, che già di suo soffre di depressione e di epilessia focale causato da stress per problemi avuti a scuola ha risentito maggiormente di questi problemi. Da quando poi mio marito ci ha lasciati nel mese di settembre 2019 (l'anno scorso) per trasferirsi da lei, a mia figlia sono anche aumentate le crisi epilettiche, che invece di essere parziali (come erano prima), si sono evoluti in delle crisi totali. Ora come ora mio marito ed io abbiamo riallacciati i rapporti (anche se non torneremo più insieme), perché lui si era accorto, che la sua amante non è quello che faceva credere di essere.
La mia domanda finale su questa situazione è: Posso citare la signora russa in causa per poter richiedere dei danni morali che ha provocato alla mia famiglia e per la sofferenza inflitta da ben 21 anni? Grazie

Risposte degli avvocati

Buona sera . La domanda dei danni la può avanzare solo nei confronti di suo marito che con la condotta assunta è venuto meno agli obblighi matrimoniali. Si deve procedere con una separazione con addebito , richiedere un assegno di mantenimento per lei e per i figli non autosufficienti seppur maggiorenni ed i danni previa domanda di addebito della separazione
Distinti saluti
Avv Antonello Viola