utente 5337
31 gen 2021
diritto di famiglia

Divisione ereditaria: chi la decide?

Buongiorno sono proprietario per un 1/6 di una porzione immobiliare(casa dei miei genitori),essendo venuta a mancare mia mamma da circa 9 anni mia sorella che vive dai miei da più di vent'anni e da circa 6 anni con un convivente d'accordo con mio padre non mi permettono più di entrare in casa e non mi permettono neanche di fare quei consueti controlli amministrativi che precedentemente effettuavo insieme ai miei genitori, esausto di questa situazione stavo pensando di richiedere lo scioglimento della comunione ereditaria pari al mio sesto, mi sorgeva pero' un dubbio, può mio padre in accordo con mia sorella eventualmente liquidarmi per poi procedere da soli alla vendita dell'intero immobile e spartirsi loro la restante cifra? grazie per l'eventuale risposta.
Risposte degli avvocati
stefano brustia
Avvocato civilista
01 feb 2021

Buongiorno, per quanto riguarda la vendita dell’immobile, Le confermo che i suoi familiari non possono vendere l'abitazione (di cui Lei ha la proprietà della quata di 1/6) senza il suo necessario consenso. Dalle informazioni che Lei ha fornito, ho compreso che l'immobile in questione è stato in precedenza adibito dai suoi genitori a loro residenza familiare. Pertanto, a suo padre spetta anche il diritto di abitazione, quale coniuge superstite (oltre alla titolarità della quota più consistente). A mio avviso, se i suoi familiari fossero disponibili ad acquistare la sua quota ad un congruo prezzo di mercato, io valuterei in modo favorevole questa possibilità di sua agevole e repentina uscita dalla comunione ereditaria. Se i suoi familiari si rifiutano immotivatamente di avviare .qualsiasi tipo di negoziato, io non perderei altro tempo ed avvierei subito un procedimento di mediazione, per cercare di ottenere il consenso di suoi familiari allo scioglimento consensuale della comunione. La mediazione ha costi di avvio molto contenuti e deve necessariamente essere tentata prima dare avvio ad un giudizio di divisione ereditaria. Sono a sua disposizione per una valutazione più approfondita della vicenda. Cordialmente, Avv. Stefano Brustia


Buongiorno, con riserva di eventuali approfondimenti, Le segnalo che il partecipante alla comunione ereditaria può chiedere in qualsiasi tempo lo scioglimento della comunione. Ciò implica ovviamente l'introduzione di un giudizio di divisione, previo espletamento di un procedimento di mediazione (che potrebbe anche consentire alle parti di addivenire ad un accordo). I casi in cui la Legge non consente ai coeredi di richiede la divisione sono infatti del tutto residuali: pendenza di un giudizio di filiazione, presenza di un concepito, oppure testamento che dispone che la divisione ereditaria non abbia luogo prima del decorso di un certo numero di anni dalla morte del testatore o dal compimento della maggiore eredità di uno degli eredi. Detto ciò, consideri che gli altri coeredi (Sua sorella e Suo padre) hanno anch'essi la facoltà di domandare la divisione dell'immobile ed in tal caso il Giudice dovrà verificare se il bene è divisibile in natura (si pensi iad un ampio quadrilocale divisibile in mono o bilocali) e, in difetto, disporrà la vendita pubblica del bene, a seguito della quale ai coeredi verrà assegnata quota parte del prezzo ricavato dall'aggiudicazione. Inoltre, i coeredi possono astrattamente mettere in vendita le loro quote indivise dell'immobile, ma da un punto di vista pratico è difficilissimo -salvo che l'immobile sia di particolare interesse- che qualcuno possa acquistare delle quote di proprietà del bene. Non è invece concesso agli altri comproprietari di disporre dell'intero immobile, sicchè Sua sorella e Suo padre non possono mettere in vendita l'intero bene senza il Suo consenso. In ultimo luogo Le segnalo che a Suo padre, in quanto coniuge della defunta, l'art. 540, II comma, Codice Civile, riserva anche il diritto di abitazione (non di usufrutto) dell'abitazione che -come mi pare di capire nel Suo caso- era adibita a residenza familiare. Mi auguro di averLe fornito almeno qualche chiarimento. Cordiali saluti. Avv. Veronica Liviero