Utente 3591

06 set 2020
diritto penale

483 cpp: spiegazioni

Buongiorno, ho ricevuto una chiusura indagini per un 483 cpp. Dopo.una carcerazione di due anni e undici mesi, la prima, con reati non ostativi, avevo la necessità e la volontà di reinserirmi nel mondo del lavoro. Essendo Infermiere con più di 25 anni di esperienza mi sono recato presso il mio Ordine professionale per verificare la mia iscrizione. Mi dissero che non avendo pagato tre anni di quota annuale ero stato cancellato dall' Ordine. Quindi ho preparato tutta la documentazione per la reiscrizione, ho pagato il dovuto ( circa seicento euro ) e quando il consiglio direttivo si è riunito la mia iscrizione è stata accettata. Successivamente immagino che l'ordine abbia chiesto chiesto la documentazione al casellario. Una volta appurati i precedenti mi hanno inviato una raccomandata asserendo che io avevo dichiarato di non avere precedenti e quindi la mia iscrizione era annullata. Io non me sono sicuro ma mi pare che in sede di compilazione dell' autocertificazione la domanda in realtà fosse se io avevo carichi pendenti. Io risposi di no, non ne avevo più visto il fine pena già intervenuto. Ora mi ritrovo con questo capo di accusa. Al di là di quello che io abbia firmato, la mia colpa è stata una probabile leggerezza ma con lo scopo di reinserirmi nella società, con lo scopo di sopravvivere, visto che sono stato scarcerato senza nessun supporto sociale o lavorativo. Mi chiedo come si faccia a perseguirmi per questo. Vi chiedo quindi ho gentilmente un consiglio sul da farsi. Fare il processo, chiedere la messa in prova? Sono confuso e demotivato. Grazie di cuore.

Risposte degli avvocati

Salve,
In merito alla Sua domanda, vi sono una serie di profili da attenzionare.
Anzitutto, per capire se il modulo da Lei sottoscritto facesse riferimento ai soli carichi pendenti o se, come in effetti è assai probabile, comprendesse anche precedenti condanne, è necessario analizzare il capo di imputazione che si trova nell'avviso di conclusione delle indagini preliminare, dove dovrebbe essere descritto con sufficiente chiarezza la contestazione che Le si muove.
In secondo luogo, la scelta tra processo penale o rito alternativo - quale potrebbe anche essere la messa alla prova - richiede un'analisi di tutti gli atti che, proprio a seguito della notifica della conclusione delle indagini preliminari, è possibile richiedere.
Naturalmente - per rispondere alla Sua domanda -è normale che una messa alla prova avrebbe i suoi vantaggi perché, ove positivamente esperita la prova, il reato si estinguerebbe; tuttavia, bisogna analizzare sempre bene sia la contestazione sia gli atti perché potrebbero comunque esserci altre soluzioni.
Quindi, per riepilogare la mia risposta:
- la messa alla prova potrebbe essere una soluzione;
- bisogna analizzare bene gli atti (specie il modulo da Lei sottoscritto) al fine di scegliere la strategia processuale migliore per le Sue esigenze, specie lavorative.
Infine, mi permetto di consigliarLe di procedere - ove ne ricorrano i presupposti - ad una riabilitazione in relazione ai fatti per cui ha riportato condanna; la riabilitazione estinguerebbe gli effetti penali della condanna e questo, specie nel mondo del lavoro, è un elemento positivo.
Un cordiale saluto e buona fortuna.
Avv. Sandro Del Popolo


antonio d`aronzo
Avvocato tributarista
Milano
06 set 2020

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Cordialmente.