Utente 923

22 mar 2020
diritto penale

Coronavirus: Consegna cucciolo caparra già pagata

Buongiorno, ho trovato il suo contatto online, avrei bisogno di un parere tecnico riguardo questo momento di emergenza.
A gennaio 2020 ho pagato una caparra di 500€ per acquistare un cucciolo di cane presso un allevamento ENCI-FCI (quindi, con riconoscimento ufficiale) che si trova in Toscana, io abito a Roma.
Naturalmente, ignari di ciò che sarebbe accaduto. Il cucciolo è nato l’11 gennaio e il 26 marzo dovrebbe essere la data di consegna.
L’allevamento di trova in aperta campagna nel Mugello, è un’azienda agricola. Avrei bisogno di sapere se io, come privata, alla luce delle restrizioni in vigore, posso usufruire dello ‘’stato di necessità’’ per mettermi in macchina, arrivare in Toscana, prendere il cane e tornare a Roma. E, se io non dovessi poterne usufruire, chiedo se l’allevatrice, invece, può usufruire del ‘’motivo di lavoro’’ per consegnarmelo al mio domicilio.
Non mi faccia la predica del ‘’resti a casa’’, per favore. Né ‘’le sembra questo il momento di pensare al cane’’. Ho bisogno di un parere tecnico che, a quanto pare, tutti si rifiutano di darmi perché rispondono di pancia. Ho un contratto in piedi, i termini di consegna per legge sono 75 giorni di vita del cucciolo, l’allevatrice ha 22 cuccioli di gestire, in questo momento, per cui, consegnarli è per lei una liberazione.
La ringrazio anticipatamente per la cortese risposta

Risposte degli avvocati

29 mar 2020

Gentile utente, occorre preliminarmente verificare se l'allevatore è un allevatore che svolge l'attività professionalmente e che sia dotato di una partita iva. Ai sensi del Decreto emanato dal Governo italiano in materia di lotta alla diffusione del covi-19 del 22-03.2020, l'attività di Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali" codice ATECO 01 sembrerebbe ammessa. Nel sottocodice ATECO n. 01.49.90 è incluso l'allevamento di cani e di gatti. L'allevatore potrebbe - dico potrebbe perché la legislazione di emergenza cambia di giorno in giorno - consegnarglielo a domicilio, con tutti i presidi di sicurezza (mascherine, quanti ecc...), con un rimborso delle spese di trasporto.
Provi a sollecitare la consegna, rappresentando quanto sopra.
Cordiali saluti
Avv. Luca Mazza


marco sansone
Avvocato civilista
22 mar 2020

è un problema che può risolvere l'allevatrice con gli organi di controllo della sua zona. Lei sicuramente non si può muovere.
Dopo le restrizioni di ieri sera, peraltro, ogni attività è chiusa, con esclusione di quelle che si occupano o hanno a che fare con la sanità e la salute pubblica o i beni di prima necessità.
L'allevatrice potrebbe dotarsi di nulla osta, ma deve concordare tutto con l'organo di controllo locale.