Utente 15675

27 mag 2022
diritto penale

Ordinanza archiviazione art. 660cp 612-bis cp: domande

Ci si può opporre ad un ordinanza di archiviazione emessa dal CIP, per i reati art. 660cp 612-bis cp?
So che si potrebbe fare reclamo al tribunale, in cosa consiste?
di seguito vi elenco la vicenda:
Giovanni presentava in data 11/12/2019 querela nei confronti di Maria, compagna del di lui fratello Giuseppe, assumendo che, da quando costoro si erano trasferiti a vivere nell'abitazione della madre, al piano sottostante rispetto a quello occupato da esso denunciante e dalla propria famiglia, composta anche da una figlia di appena quattro anni, erano iniziate una serie di azioni di molestia e disturbo che, a suo awiso, avevano finito per integrare il delitto di cui all'art. 612-bis c.p. La presentazione di una prima denuncia, alla quale era seguito l'awio di procedimento penale. poi archiviato, non aveva prodotto alcun positivo effetto sulle condotte dei familiari che, secondo l'assunto del denuncìante, si erano ulteriormente amplificate, segnatamente quelle ascrivibili alla Leocata, fino a coinvolgere direttamente la bambina con iobiettìvo di fondo di costringere esso denunciante a lasciare la sua abitazione. Questi gli episodi segnalati dal denuncìante: - il 22/5/2019 Maria dalla finestra di casa sua aveva fatto delle ”linguacce" all'indirizzo della figlioletta di esso Giovanni, "trasƒigurando il suo volto per fare spaventare lo bambina”, trasformando la donna l'espressione anzidetta in un sorriso, non appena awedutasì che esso denunciante aveva preso il telefono cellulare per rlprenderla; ~ il 1/6/2019 Maria da dietro la finestra, al passaggio di esso denunciante e della di lui figlioletta, aveva iniziato "a ƒare i suoi soliti ghigni malefici e a dire 'sono la strega”, per smettere subito, non appena Giovanni aveva preso il telefono cellulare; - il 15/7/2019 la donna da dentro casa aveva iniziato a dire a voce alta "sono la strega, la strega che mangia i bambini", al passaggio per le scale dello stabile di Giovanni insieme alla figlioletta;
- il 13/9/2019, mentre esso denunciante rientrava a casa insieme alla figlioletta, prelevata dall'asiIo, Maria, al loro passaggio nel vano scale, aveva aperto la porta di casa e aveva iniziato "a proƒƒerire con tono mascherato e progressivamente crescente" le parole "sono la strega, arriva la strega", spaventando la bimba che era fuggita precipitosamente verso la propria abitazione; - il 30/9/2019 esso denunciante aveva rinvenuto sulla porta di casa dei fogli con su scritto "Sig, Tomaselli and company siete pregati di richiudere il cancello ogni volta che entrate o che uscite perché questa casa non è un porcile" e aveva poi notato che il tratto di scale che conduce al suo appartamento era stato imbrattato con una sostanza oleosa. La situazione aveva spinto il denunciante a porre in vendita la sua abitazione.
ll P.M., dopo avere iscritto María nel registro degli indagati per il reato di cui all'art. 660 c.p., formulava in data 29/6/2020 richiesta di archiviazione, evidenziando il mancato riscontro dei requisiti della "petulanza" e del "biasimevole motivo" richiesti dalla fattispecie incriminatrice de qua, ferma |'assenza di puntuali riscontri "esterni" rispetto alla ricostruzione dei fatti offerta in denuncia, alla luce del clima di aperta conflittualità esistente tra i due nuclei familiari. Con atto depositato il 24/6/2020 Giovanni proponeva opposizione awerso la richiesta di archiviazione dell'ufficio di Procura e rappresentava come gli episodi di molestie si fossero ripetuti anche successivamente alla presentazione della denuncia (nei giorni 2/2/2020 e 28/2/2020 il cagnolino di Maria, lasciato libero di gironzolare nelle parti comuni dello stabile, aveva spaventato la figlioletta di esso opponente, il 28/5/2020 il tratto di scale che conduce all'appartamento di esso opponente era stato imbrattato con una sostanza oleosa, per come constatato dai Carabinieri intervenuti su segnalazione di giovanni). Chiedeva, pertanto, l'opponente che, ferma la configurabilità del delitto di cui all'art. 612-bis c.p., questo G.l.P. ordinasse al P.M. di svolgere indagini suppletive, assumendo a s.í.t. la moglie di Giovanni, acquisendo la relazione di servizio dei Carabinieri di XXXXXX in relazione all'episodio del 28/5/2020 e, infine, visionando il contenuto del supporto digitale allegato alla denuncia. AlI'esito dell'udienza camerale, questo decidente ordinava al P.M. di integrare l'attività investigativa, prowedendo ad acquisire la relazione di servizio dei Carabinieri di XXXXXX anzidetta. Il P.M., effettuata l'ìntegrazione delle attività di indagine conformemente a quanto indicato da questo Giudice, avanzava in data 10/8/2021 ulteriore richiesta di archiviazione, evidenziando come i Carabinieri di XXXXXXX avessero accertato l'awenuto imbrattamento in data 28/5/2020 delle scale dell'edificio sito in via A. Moro n. 32 dove risiedeva il denunciante e come tuttavia a siffatto accertamento non fosse seguita l'acquisizione dì elementi utili a consentire di affermare che siffatto imbrattamento fosse stato posto in essere da Maria. L'ufficio di Procura insisteva, pertanto, nella richiesta di archiviazione del procedimento iscritto a carico della predetta Maria. Giovanni, a mezzo del proprio fiduciario, proponeva opposizione awerso la richiesta di archiviazione anzidetta, reiterando le osservazioni già svolte in seno al primo atto di opposizione e insisteva per la prosecuzione dell'attività di indagine attraverso i'assunzione a s.í.t. della moglie di esso opponente e la disamina del materiale compreso nel supporto digitale allegasto alla denuncia in relazione ai fatti del 13 e del 30/9/2019.
Ritiene il decidente che la richiesta di archiviazione avanzata dal P.M. meriti l'accoglimento. Deve, innanzitutto, osservare questo decidente come gli episodi riferiti dal denunciante siano, per quanto dawero spiacevoli, soprattutto quelli coinvolgenti la figlioletta, di assai ridotta entità, sicché essi non appaiono integrare la fattispecie incriminatrice di cui all'art. 612-bis c.p., pure invocato dall'opponente, e ciò sia sul piano della condotta che su quello degli eventi, anche solo in via alternativa, richiesti dalla detta ipotesi delittuosa, non emergendo né un timore per l'incolumità né un perdurante stato di ansia o di paura, né, da ultimo, un mutamento delle abitudini di vita (in particolare nessuna prova della serietà della intenzione di alienare l'immobile da parte dell'opponente). Va, del pari, segnalato, quanto alla configurabilità del reato di cui all'art. 660 c.p., che, fermo il rilievo del P.M. circa la sussistenza dell'imbrattamento del 28/5/2020, come accertato dai Carabinieri, la non certa riconducibilità all'indagata (note: all'interno dello stabile abitano solo due famiglie, quella dell'opponente e quella dell'indagata), e al di lei compagno, fratello dell'opponente, delle condotte relative al detto imbrattamento del tratto di scale che conduce all'appartamento di Giovanni, le ulteriori condotte ipotizzate a carico di Maria e direttamente coinvolgenti la minore figlia dell'opponente, riferite dall'opponente, quand'anche fossero ritenute attribuibili alla predetta indagata, per quanto sicuramente sgradevoli, ingiustificate e censurabili sul piano morale, in quanto comunque isolate non possono configurare la materialità del reato contrawenzionale di cui all'ai1. 660 c.p. Deve, per l'effetto, essere ordinata l'archiviazione del presente procedimento, in quanto gli elementi raccolti non appaiono idonei a sostenere I'accusa in giudizio, con restituzione degli atti al Pubblico Ministero in sede.

Risposte degli avvocati

avv. francesco genovino
Avvocato penalista
Napoli
27 mag 2022

Buonasera.
Il reclamo avverso l'ordinanza di archiviazione disposta dal G.i.p. può essere avanzato solo nei casi previsti dall'art. 410bis c.p.p. (ad esempio, quando non viene notificata alle parti la richiesta di archiviazione del pm, oppure viene disposta l'archiviazione prima che sia esperito il termine previsto dalla legge per presentare opposizione; ancora, quando vi è violazione delle regole del contraddittorio formale, nello specifico quando il Giudice decide de plano senza dare avviso alle parti dell'udienza camerale; infine, quando essendo stata presentata opposizione, il giudice omette di pronunciarsi sulla sua ammissibilità o dichiara l'opposizione inammissibile).
Nel caso da lei presentato, non sussistono i presupposti per avanzare reclamo.
Cordiali saluti,
Avv. Francesco Genovino (Penalista)