Utente 2314

17 giu 2020
diritto societario e commerciale

Problema con il commercialista

Buongiorno. Ho un problema con il mio commercialista. Ad ottobre del 2018 chiesi al mio commercialista di effettuare la chiusura della ditta individuale e la cessazione della partita iva. Lui mi diede conferma di averla fatta e che la stessa fu esecutiva dal fine ottobre del 2018. A dicembre del 2019 (più di un anno dopo) mi arriva una comunciazione dal sito "agenzia dell'entrate - riscossione", nella quale si parlava di una cartella di pagamento depositata nei confrinti del sottosvritto da parte dell'inps per i contributi personali dei mesi di gennaio-febbraio-marzo 2019. Ho pensato che ci fosse un errore. Per esserne sicuro, però, ho fatto una visura e, effettivamente, la ditta risultava ancora 《attiva》. Ho comunicato tutto ciò al mio commercialista. Lui ha sostenuto di aver fatto la chiusura. Io, con alcune domande, ho capito che non l'ha fatto. Poiché, comunque, si può fare la chiusura retroattiva (se non c'è stato alcun movimento - come nel mio caso), gli ho chiesto di farla, così da poter richiedere lo sgravio. Lui ha fatto la richiesta di cessazione unica alla camera di commercio. Questa, purtroppo, non è andata a buon fine, in quanto sul sito dell'agenzia dell'entrate risulta essere cessata (in data 31-12-2018, quindi ha sbagliato anche data), ma, per mancanza di documenti (a suo dire), tale comunicazione non è mai arrivata all'inps. In tal modo, quindi, io non ho potuto richiedere lo sgravio. Lui, allora, mi ha detto di aver fatto la rcibiesta al SUAP e di fare la chiusura in tal modo. Io gli ho detto che, in ogni caso, avrebbe dovuto fare in fretta poiché scadevano i 60 giorni nei quali potessi oppormi alla cartella. Questa risposta, a suo dire, non è ancora arrivata e, con la situazione del coronavirus, ci siano bloccati tutti. Come faccio adesso a risolvere la questione? Nonostante siano passati i 60 giorni, posso richiedere lo sgravio? Serve, poi, tutto questo tempo per cessare un'attività?

Risposte degli avvocati

Buongiorno,
deve affidarsi con urgenza ad un legale che, visionata tutta la documentazione in suo possesso, potrà fornirle parere sulla scelta migliore da adottare anche valuti i costi e le attività necessarie.
Detto questo una contestazione al commercialista, ove non sia stata ancora effettuata, va di certo fatto e deve essere a lui richiesto di farsi carico dei costi che lei sta sostenendo o a sostenuto per un suo errore.
Il professionista ha di certo una polizza assicurativa.
Mi invii una mail, se vuole, per la fissazione di un incontro.
Il mio studio si trova in provincia di Milano (può visionare il mio sito internet digitando il mio nominativo su google).
Cordialmente.
Avv. Stefania Panzitta


Se esiste la documentazione della cessazione dell'attività alla CCIAA e l'Agenzia delle Entrate ne è al corrente, a mio parere , magari tramite legale, potrebbe certamente domandare lo sgravio del carico iscritto a ruolo direttamente all'INPS ed alla ADE
Un altro paio di maniche potrebbe essere l'eventuale responsabilità civile del commercialista nel caso tutto andasse male.


fabio casaburo
Avvocato civilista
Torino
17 giu 2020

Buonasera,
è necessario inviare una formale diffida al commercialista per l'inadempimento professionale commesso.
Sicuramente sarà assicurato.
Resto a Sua disposizione e La saluto cordialmente.
Avv. Fabio Casaburo
(Cell. 3280999150)


vanessa valeria vianello
Avvocato civilista
Milano
17 giu 2020

Buongiorno, a mio parere dovrebbe innanzitutto far inviare una lettera di diffida da un avvocato al commercialista, affinchè la sanzione la paghi quest'ultimo a causa dell'errore professionale, attivando la relativa assicurazione professionale.
Per un più approfondito parere in ogni caso, mi contatti privatamente a mezzo email a vianellolex()gmail.com o al n. 345/2146424 e sarò lieta di fornirLe un primo parere e un preventivo per l'assistenza.
Preciso, che sono del Foro di Milano.
Cordiali saluti