Utente 5125

15 gen 2021
diritto tributario

Consulenza fiscale: il commercialista è stato scorretto?

Salve,
volevo portare a Vostra conoscenza del modo scorretto e poco professionale con cui il mio Commercialista distorce e manipola i fatti.
Non sapendo se mia figlia fosse tenuta alla presentazione della dichiarazione dei redditi, mi sono appoggiato al suo studio alcuni anni fa, quando all'epoca aveva fatto uno stage di sei mesi (tre alla fine del 2013 e tre all'inizio del 2014) con marchio LVMH di Venezia, ed era stata retribuita con 400€ mensili.
Naturalmente il commercialista ha ritenuto che la dovesse presentare (tramite modello unico), ed è da allora che ho iniziato con la sua collaborazione.
Gli anni successivi mia figlia ha continuato a lavorare con la stessa ditta, tanto da dover presentare la "sua" dichiarazione dei redditi.
Nel 2017 mi è arrivato a casa l'accertamento su un controllo del 2015 dell'Agenzia delle Entrate in cui si riscontrava che nella mia dichiarazione dei redditi mia figlia era stata messa a carico mio quando, come già detto, aveva avuto un entrata superiore al minimo che era pari a 2840,51€.
Già allora il commercialista, con dialettica accattivante e coinvolgente, tendeva a chiarire che l'errore risultava essere stato fatto dall'Agenzia stessa. Sta di fatto che oltre al rimborso non spettante di 730€, e da me restituito, ho dovuto pagare 146,00€ di sanzione e 61,46€ di interessi.
Purtroppo anche al marito di mia sorella (era stata lei a darmi il nome del commercialista) l'altr'anno è toccata la stessa sorte.
Siamo andati assieme all'Agenzia delle Entrate a Marghera e ci hanno spiegato che una PEC era stata inviata al commercialista e che l'errore, se di errore si trattava, era stato commesso dal suo studio.
Una volta arrivati dallo stesso, facendoci vedere la schermata del suo pc, magicamente NON risultava nulla (anche se nel 2016-2017 e 2018 vi erano diverse segnalazioni di irregolarità) . Secondo lui non era MAI stata notificata. La colpa ovviamente era dell'AdE. E parliamo di qualcosa come 26.000€
Ma di questo lascio a loro il da farsi.
Ultimamente ha inserito nella dichiarazione dei redditi 2018 e 2019, al rigo E71 per contratti di locazione, la dicitura 1 invece della dicitura 3, generando così una detrazione superiore a quella precedentemente calcolata in quanto trattasi di locazione a giovani tra i 20 e i 30 anni nei primi tre anni di stipula, laddove l'importo a maggiore credito emerso è di 632€ per il 2018 e 773€ per il 2019 (soldi naturalmente persi per colpa del commercialista).
Oltre a mia figlia più grande, una cosa più o meno simile è capitata anche a quella più piccola. Ha lasciato l'Italia a maggio del 2018 per la Spagna per lavoro, trasferendosi a Tenerife, ma mantenendo la residenza in Italia.
Naturalmente sono andato dal Commercialista a chiedere notizie e naturalmente mi ha risposto che se le tasse le paga in Spagna, NON deve pagarle in Italia. A fine 2019, non convinto di quanto dettomi, mi sono informato, prima su internet e poi da un altro commercialista-fiscalista internazionale, che mi ha riferito che i redditi percepiti all'estero vanno dichiarati nello stato di residenza.
Naturalmente mi aspetto un "nuovo" accertamento fiscale da parte dell'Agenzia delle Entrate...
È vero che il codice civile stabilisce che la responsabilità del professionista scatta solo in presenza di dolo (malafede) o colpa grave, ma ciò vale solo in presenza di attività di particolari difficoltà. Se invece la prestazione del professionista è routinaria, e quindi piuttosto semplice – come lo è la dichiarazione dei redditi - allora la responsabilità scatta anche per una colpa lieve. La sua condotta è sempre inescusabile.
Del resto, è sempre il Codice civile a stabilire che il professionista deve adempiere alla propria prestazione seguendo la diligenza di un persona del settore di media attenzione e preparazione. Ed un commercialista che commette un errore grossolano o di calcolo nella dichiarazione o, ad esempio, non tiene conto di una circolare amministrativa o di una particolare detrazione fiscale, non può dirsi un professionista diligente.
La Cassazione ha detto che in caso di dichiarazione dei redditi irregolare, il commercialista è chiamato al pagamento della metà delle sanzioni inflitte al contribuente a titolo di risarcimento dei danni subiti da quest’ultimo. Il commercialista che sbaglia grossolanamente commette anche un illecito deontologico.
Il suo Codice di deontologia professionale, infatti, lo obbliga a tenere un comportamento corretto, espletando l’incarico affidatogli con diligenza e secondo le regole della professione; è, pertanto, responsabile per il suo operato.
So che i commercialisti hanno l'obbligo di avere un assicurazione, ma se questa non viene sfruttata, a che cosa serve allora???
Confido pertanto in un Vostro parere per poter capire come muovermi e se rivolgermi ad un avvocato, giudice di pace, ordine dei commercialisti od altro.

Risposte degli avvocati

fabio casaburo
Avvocato civilista
Torino
15 gen 2021

Buonasera,
premesso che la questione andrebbe approfondita, provveda ad inviare formale comunicazione di diffida al Suo commercialista al fine di ottenere il risarcimento del danno.
Può essere che troviate un accordo in fase stragiudiziale.
Se necessita, anche solo di una consulenza, mi può contattare senza impegno ai recapiti indicati nel mio profilo.
Resto a Sua disposizione e La saluto cordialmente.
Avv. Fabio Casaburo


15 gen 2021

Buonasera,
è opportuno verificare pazientemente tutta la documentazione, la corrispondenza e gli atti dell'AdE. Dopodiché, ove emerga una responsabilità del commercialista, è possibile scrivere per contestare le condotte e chiedere il risarcimento dei danni. Il commercialista potrà attivare la propria assicurazione. Nel caso sia impossibile giungere ad una soluzione stragiudiziale della controversia, andrà valutato se adire gli Uffici giudiziari.
Cordiali saluti
Avv. Giorgio Rocca