Utente 1588

12 mag 2020
patrimonio

Firma di contratto preliminare di compravendita

Buongiorno,
Sarei grata se poteste rispondere alla seguente domanda: il preliminare di compravendita di un immobile deve essere obbligatoriamente firmato in presenza dell’acquirente o del suo rappresentante (in questo caso un agente immobiliare), o può essere anche firmato da me e mia sorella (comproprietaria) e io posso poi farlo recapitare all’acquirente? Vista l’attuale difficoltà negli spostamenti per il Covid 19, in questo periodo sarebbe per me una soluzione migliore.
Grazie e cordiali saluti,
Marina Dell'Orca

Risposte degli avvocati

domenico russo
Avvocato civilista
12 mag 2020

Il contratto è un accordo tra due o più parti, e deve vedere la sottoscrizione delle stesse: in assenza potrà configurarsi l'ipotesi di una proposta di vendita o di acquisto. Va chiarito che il contratto preliminare potrà vedere la sottoscrizione, per la parte promissria acquirente anche di un soggetto diverso da esso, primo di poteri di rappresentanza, in quanto potrà riservare al rogito il nome dell'effettivo acquirente. Invece per la parte promittente venditrice dovrà esserci la sottoscrizione di tutti i proprietari, gicché solo in tal caso il promissario acquirente avrà azione per far dichiarare il suo acquisto in sede giudiziaria. La eventuale sottoscrizione solo di parte dei comproprietari non rende nullo il preliminare (si tratterebbe di preliminare di vendita di cosa parzialmente altrui, con obbligo dei firmatari a procurarsi la quota del bene residuo: Appello Cagliari 29.10.2018), ma determina l'assunzione dell'obbligo alla stipula del rogito solo in capo ai firmatari del preliminare, i quali potrebbero subire l'azione giudiziaria anche per restituzione della caparra e danni (qualora il comproprietario ignaro del preliminare si rifiutasse di firmare il definitivo). Consiglierei comunque di farsi inviare una procura da parte dell'altro comproprietario, o, proprio in mancanza di alternative, almeno una autodichiarazione scritta di consenso alla stipula, così da "tentare" di evitare conseguenze, e dare al promissario acquirente una maggiore tranquillità (sia chiaro che solo una procura notarile darebbe certezza).


marco sansone
Avvocato civilista
12 mag 2020

Buongiorno signora Dell'Orca.
La contestualità della firma non è obbligatoria, a meno che non vi sia la pretesa da parte dei contraenti che ciò avvenga in simultanea.
Ritengo che lei possa chiedere alla parte acquirente, date le condizioni, di essere autorizzata alla sottoscrizione differita del contratto.
Potrà allegare copia dei Vs. documenti d'identità, che saranno certamente necessari nella successiva fase dell'atto pubblico.
Se poi Lei disponesse di una PEC o potesse far recapitare le copie firmate in originale (per poi riceverle controfirmate) attraverso una spedizione tracciata (posta raccomandata con ricevuta di ritorno, ad esempio), avrebbe certezza (a futura memoria) di aver spedito tutto Lei e del fatto che l'acquirente (o chi per lui) abbia ricevuto tutto correttamente.