Utente 3527

01 set 2020
recupero crediti

Debitore che promette quotidianamente senza mai saldare

Salve, da 6 mesi sto vivendo una situazione estremamente spiacevole a causa di una vicenda che ha toni veramente farseschi.
Il mio caso: tramite un sito di annunci ho venduto un computer (nuovo sigillato) e la sua tastiera/cover dedicata (usata per pochi giorni) ad un signore che mi ha mostrato schermata del bonifico effettuato (senza preavviso dalla Svizzera) degli oltre 1800 euro pattuiti ed è venuto a casa mia a prelevare la merce, dalle mani di mio padre, prima che la cifra fosse accreditata. I soldi poi non sono mai arrivati, e questo signore da SEI MESI continua a darmi notizie false, contraddittorie ed inconcludenti, cosa che mi ha causato un grande malessere, grandissime perdite di tempo ed ha influito molto anche sulla mia quotidianità. Proprio per questo suo continuo propinarmi sempre ciarle diverse ho atteso tutto questo tempo per passare alle vie legali, perché mi ritrovo ad avere a che fare con una sorta di scheggia impazzita che promette continuamente che il pagamento arriverà, cambiando ripetutamente la modalità del pagamento, che però non è mai arrivato.
Mi pare di poter dire che sia un tipico caso in cui è necessario ricorrere al decreto ingiuntivo, ma il punto è: come comportarmi con la monumentale prova che ho fra le mani, vale a dire sei mesi di conversazioni WhatsApp dove una persona (che peraltro abita nemmeno troppo lontano) continua a ripetere che pagherà senza mai farlo, inventando cose di ogni tipo, mentendo non solo quotidianamente, ma anche più volte al giorno? Mi sono ben informato, leggendo anche varie sentenze, sul fatto che le conversazioni WhatsApp sono prove documentali, e che possono esserlo anche in assenza del supporto originario (cioè se riprodotte) quando non contestate. Vale la pena per esempio avviare una CTU su tutti i mesi di conversazione? Non potrebbero bastare alcune parti salienti? Potrebbe essere più snello fornire come prove gli screenshot della conversazione, o una trascrizione di modo da comprendere anche i messaggi vocali, fatte da me e non da un perito, supponendo che il debitore non contesti? Non potrei consegnare direttamente il cellulare al giudice?
Grazie mille

Risposte degli avvocati

valentina zagarrigo
Avvocato civilista
01 set 2020

Buongiorno, prima agire in giudizio può mandare una formale diffida al compratore concedendogli un termine per il pagamento. Alla scadenza di quel termine potrà agire in giudizio chiedendo un decreto ingiuntivo. I messaggi whatsapp sono prove valide. Non sarà pertanto necessario effettuare una CTU.
Il mio studio si occupa di questione come la sua e, se lo necessita, sarei lieta di poterla aiutare.
Trova i miei contatti nella mia pagina personale.
Cordialmente,
Avv. Valentina Zagarrigo


fabio casaburo
Avvocato civilista
Torino
01 set 2020

Buongiorno,
provveda ad inviare alla controparte formale diffida.
Le confermo che le conversazioni su whatsapp fanno piena prova in un eventuale giudizio. Inoltre, se dalle conversazioni emerge una promessa di pagamento questa Le consente di ottenere un l'emissione di un decreto ingiuntivo.
Resto a Sua disposizione e La saluto cordialmente.
Avv. Fabio Casaburo
(Cell. 3280999150)


vanessa valeria vianello
Avvocato civilista
Milano
01 set 2020

Buongiorno,
Le confermo che le conversazioni WhatsApp possono essere utilizzate in giudizio: preliminarmente come mera trascrizione - screnshottata, e successivamente qualora il giudice chieda di prenderne visione per accertarne la bontà è necessario e imprescindibile avere ancora il cellulare affinchè il magistrato ne prenda direttamente visione dal dispositivo elettronico.
Ciò premesso, immagino che Lei abbia anche un'email di interessamento e/o un annuncio di vendita del pc, che potrebbe essere prodotta.
Nel suo scritto comunica inoltre che il conto corrente è svizzero: anche la controparte risiede in svizzera? Perchè se fosse così, il discorso cambierebbe.
In ogni caso, Le consiglio mediante l'assistenza di un avvocato a depositare altresì una denuncia querela (previa notifica di un diffida a mezzo ufficiale giudiziario), per appropriazione indebita e truffa.
Resto a disposizione qualora Le necessiti assistenza e mi potrà contattare mediante email (cliccando sul mio profilo).
Cordiali saluti


Buongiorno,
da quello che scrive è stata vittima di un raggiro. Si affretti a denunciare la truffa presso i Carabinieri o la Polizia portando la documentazione in suo possesso che attesti il tutto.
Avv. Chiara Labrozzi


giampaolo catricalà
Avvocato civilista
Catanzaro
01 set 2020

Egregio Signor utente buongiorno.
Da quanto riferisce, mi pare che Lei sia stato vittima di un vero e proprio raggiro abilmente confezionato e concretizzato in Suo danno tanto da assumere la natura di truffa perseguibile a titolo di reato e non già a mezzo l'ipotetico ricorso al decreto ingiuntivo. Si affretti, quindi, a sporgere relativa denuncia supportandola con tutta la documentazione che è in grado di ricavare ovvero con quella che è già nella Sua disponibilità.
Cordiali saluti.
Avv Giampaolo Catricala'