Utente 2087

03 giu 2020
responsabilità civile

Recessione acquisto abito da sposa

Io e mio marito abitiamo in Inghilterra, e avevamo previsto di celebrare il matrimonio cattolico l'11 Luglio 2020 in Sicilia, ma a causa del coronavirus abbiamo dovuto annullare tutto e attualmente non prevediamo piu di celebrare il matrimonio cattolico data la situazione creatasi dalla crisi coronavirus, e dal fatto che non abbiamo visibilita sui i voli per il prossimo anno e sulla fattibilita dell'organizzazione di un matrimonio nei prossimi anni, dato che in piu l'inghilterra é uscita dall'Europa e c'è la possibilita/necessita che noi dovremmo cambiare lavoro e paese...(diciamo che dopo un ''terremoto'' [come quello causato dal coronavirus], la nostra priorità non é quella di celebrare un matrimonio).
Noi abbiamo dato un acconto di 500 euro a Gennaio 2020 al negozio CbyC di Trapani (Sicilia) al momento della decisione dell'abito da sposa (abito che era gia presente nel negozio - il negozio non ha fatto nessun ordine specifico).
Noi crediamo che il negozio non ha potuto fare ancora nessuna modifica sull'abito dato che non hanno le mie misure etc... Abbiamo chiamato il negozio, ma il titolare pretende l'importo totale (3100 euro) entro l'11 luglio 2020, se no andra per vie legali, anche se le condizioni di vendita prevedono solo il pagamento del 50% e poi il restante 20% al momento della prova sartoriale e il saldo (30%) alla consegna.
Noi abbiamo proposto al titolare di tenersi i 500 euro e il vestito, ma questa proposta é stata rifiutata con molta aggressività.
Possiamo allegare le condizioni generali di vendita (un prestampato in duplice copia), che ho firmato la prima pagina di sommario dell'acquisto ma non ho firmato la seconda pagina delle condizioni di vendita, la data della celebrazione non contiene l'anno e in più i 500 euro sono considerati come acconto.
Vorremo avere un parere legale su questa questione e quali sono le nostre opzioni?
Noi pensavamo ad un'email iniziale di comunicazione ufficiale al negozio per notificarli della scelta di recesso e almeno avere la loro risposta per iscritto.
In base alla loro eventuale risposta scritta, inviare poi una lettera legale (pero tutto dipende da quali sono i miei diritti e dal contratto e se si puo applicare un annullamento per contratto invalido visto gli errori).
un'altra domanda: Il negozio ha il diritto di pretendere l'ammontare totale anche se non potro fare la prova sartoriale e la consegna dato che non ci sono voli Inghilterra-Sicilia per il mese di luglio?
Possiamo accusarli per questo tipo di pretesa dato che il servizio non puo essere erogato visto che loro non posso ne fare la prova sartoriale e ne la consegna dato che per il coronavirus i voli sono stati cancellati?
La ringrazio in anticipo
Rimaniamo in attesa della sua risposta.
Cordiali saluti

Risposte degli avvocati

Buonasera,
premesso che ogni valutazione approfondita può essere fatta solo dopo aver preso visione del contratto sottoscritto, in base a quello che riferisce, la pretesa del venditore sembrerebbe esagerata.
Infatti, le disposizioni emanate dall'Esecutivo in questi mesi, unitamente alle specifiche norme del codice civile le consentirebbero non solo di recedere dal contratto ma, ove ce ne siano i presupposti contrattuali e temporali, di ottenere il rimborso di quanto pagato a titolo di acconto.
Rientra nelle Sue facoltà quella di inviare "in autonomia" al negoziante una email/missiva con cui manifestare la volontà di recedere, anche se ritengo che l'intervento di un legale potrebbe garantirLe una migliore gestione della questione.
Nel caso in cui avesse la necessità di ulteriori chiarimenti o di assistenza legale, potrà contattarmi al numero 3880567798.
Distinti Saluti.
Avv. Marcello Federico


vanessa valeria vianello
Avvocato civilista
Milano
03 giu 2020

Buonasera signora
La pretesa del negozio è esagerata. Infatti non solo come consumatore può recedere liberamente dal contratto qualora avesse un ripensamento ma altresì, il DPCM in materia di coranavirus ha espressamente stabilito che qualora il covid abbia causato dei gravi danni tali da compromettere il negozio, il contraente può recedere dal contratto senza penali.
Ciò premesso, precisando che è in ogni caso opportuno leggere il contratto sottoscritto, le consiglio di non inviare da sola un'email al venditore senza la guida di un legale, ciò in quanto potrebbe auto compromettersi.
Se gradisce, posso rimetterle un preventivo gratuito per la redazione e invio della comunicazione. Mi può contattare ai recapiti del profilo o via email a vianellolex()gmail.com
Cordiali saluti


03 giu 2020

Gent. le sig. ra,
può tranquillamente scrivere una lettera di recesso di suo pugno ma le consiglio di affidarsi ad un esperto del settore per sortire l'effetto sperato.
Ovviamente può contattarmi al 3482607877 per ogni delucidazione.
Cordialmente.
Avv. Laura Palmesi


avvocato dequo
Avvocato civilista
03 giu 2020

Buonasera,
in assenza dei documenti e di informazioni più dettagliate mi è impossibile fornirle una consulenza adeguata.
Cordiali saluti.


fabio casaburo
Avvocato civilista
Torino
03 giu 2020

Buonasera Signora Giuseppa,
premesso che bisognerebbe visionare il contratto, la richiesta del negozio è eccessiva, e non ha nessun presupposto giuridico.
Come consumatore ho il diritto di ripensamento, perdendo però la caparra.
È necessario inviare formale lettera di diffida al negoziante.
Resto a Sua disposizione e La saluto cordialmente.
Avv. Fabio Casaburo
(Cell. 3280999150)