Utente 5202

21 gen 2021
successioni e donazioni

Eredità: che succede se chi eredita ha problemi col fisco?

Buongiorno,
I miei nonni hanno una casa di proprietà. Gli eredi, in teoria, sono mia zia e mio padre. Tuttavia, credo che mio padre abbia contratto negli anni molti debiti col fisco italiano (non lo so per certo perchè non ci parlo da più di 10 anni). In caso fosse vero, al momento di ereditare cosa succede? La parte di mio padre sarebbe bloccata dal fisco? Mia zia non potrebbe nemmeno rilevare la sua quota vendendo la casa?

Risposte degli avvocati

Buongiorno,
la questione che Lei espone è abbastanza complessa e quindi necessiterebbe di chiarimenti e approfondimenti.
In termini generali, deve considerare che quando un soggetto eredita (accettazione tacita per fatto concludente o espressa), si verifica una confusione tra il patrimonio del defunto e quello dell'erede (nei limiti ovviamente della quota ereditata).
Ne discende che i creditori dell'erede, ossia quei soggetti che a vario titolo vantano delle ragioni di credito nei confronti dell'erede, possono soddisfarsi sull'intero patrimonio del debitore, compresi i beni che il debitore abbia acquisito per eredità.
Se, come nel Suo caso, tra i beni ereditari vi è un immobile che viene devoluto pro quota agli eredi, i creditori particoli dell'erede potrebbero aggredire il bene nei limiti della quota del loro debitore, pignorando l'immobile stesso (il pignoramento avrà ad oggetto la quota indivisa dell'immobile).
In sede di esecuzione, se l'immobile non è divisibile in natura (si pensi ad esempio ad un bilocale che non può certo essere diviso materialmente), il Giudice dell'Esecuzione disporrà la vendita dell'intero bene e al comproprietario non debitore dovrà essere assegnata una quota del prezzo di aggiudicazione corrispondente alla sua quota di proprietà.
Talvolta, ricorrendo determinati presupposti, il comproprietario non debitore - che deve essere comunque notiziato dell'esecuzione- può chiedere l'assegnazione della quota dell'erede non pignorato, versando alla procedura esecutiva il corrispondente controvalore economico.
Cordiali saluti.
Avv. Veronica Liviero


Buonasera,
generalmente alla morte di uno dei suoi nonni, discutendo di successione legittima, 1/3 dei beni resterebbero in capo all'altro coniuge e i 2/3 ai figli. Se considera il decesso di entrambi, sempre in legittima, i beni andrebbero divisi in parti uguali tra i figli. In caso di bene immobile non comodamente divisibile tutti gli eredi avrebbero una quota come sopra. Ipotizzando che Suo padre accettasse l'eredità, l'Agenzia delle Entrate Riscossione potrebbe iscrivere ipoteca sulla quota del bene immobile ereditato da questi, nel caso in cui il debito sia non inferiore a 20.000,00 e successivamente procedere al pignoramento immobiliare in presenza delle condizioni stabilite dalla legge (l’importo del debito iscritto a ruolo è superiore a 120.000 euro; sono passati sei mesi dall’iscrizione di ipoteca e il debitore non ha pagato). Esistono, tuttavia, delle limitazione all'esercizio dell'azione esecutiva da parte dell'esattore, segnatamente: è destinato a uso abitativo e il debitore vi risiede anagraficamente; è l’unico immobile di proprietà del debitore; non è di lusso.
Spero d'esser stato d'aiuto.
Cordialità.
Avv. Andrea Chiarello


angelo forte
Avvocato civilista
Modugno
21 gen 2021

Il fisco potrebbe ipotecare la quota di immobile ereditata da suo padre.
Sua zia sarebbe libera di vendere la propria


domenico russo
Avvocato civilista
21 gen 2021

In caso di successione in favore di suo padre, il bene gli perverrebbe nella quota di legge. Qualsiasi creditore potrà pignorare detta quota, ma deve prima venirne a conoscenza, il che significa che può trascorerre anche del tempo. Vi è da dire che esiste la possibilità di rinunciare all'eredità: in tal caso, per rappresentazione, subentrano i discendenti del rinunciatario, ma il creditore potrebbe agire ex art. 524 c.c. per farsi autorizzare in suo luogo ad accettare l'eredità stessa, per poter soddisfare le proprie ragioni di credito. L'altro contitolare può sempre vendere la sua quota, salvo disposizioni del Giudice, che potrebbe (non mi dilungo su aspetti della procedura) far vendere all'asta l'intero immobile, riconoscendo al titolare non debitore la parte del prezzo incassato dall'espropriazione forzata, in relazione alla quota di titolarità. Cordiali saluti. Avv. Domenico Russo