Utente 15440

16 mag 2022
tutela della persona

Disturbi sociali: chi mi aiuta?

Ho bisogno di un aiuto legale per poter tutelare la mia persona e i miei diritti. Non vorrei dover scrivere tutto ciò ma ho bisogno che qualcuno mi aiuti e non ho nessuno a cui rivolgermi. Sin da minorenne, ho lavorato a nero per conto di mio padre, con la sua promessa, sempre rimandata, di poter essere assunto, almeno a tempo determinato. Tuttavia, al giorno d'oggi, mi ritrovo a quasi 40 anni, a non avere alcuna assunzione nè contributi. io soffro di insonnia cronica con deprivazione del sonno. Ciò, insieme alla mia ansietà sociale e ad altri minori problemi, non mi hanno mai permesso di poter avere una continuità, nel lavoro come in ogni altro aspetto della mia vita. La mia famiglia, i miei genitori, sono tutto ciò che ho e, premetto che non mi hanno mai fatto mancare nulla di essenziale. Io ho sempre cercato, nei miei limiti, di aiutare la mia famiglia nella loro attività ( ancora oggi gestisco la fatturazione ed altri aspetti della loro attività da remoto e fino allo scorso anno, continuavo ad andare a lavorare da mio padre ). Tuttavia proprio lo scorso anno, ho scoperto che i miei genitori, nuovamente, stavano e stanno ancora, cercando un modo per farmi dichiarare invalido mentalmente al 100% con accompagnamento, per ottenere i soldi di quella pensione di invalidità, così come posseggono ed utilizzano i soldi del mio reddito di cittadinanza, reddito che io ho dovuto chiedere per via del fatto che non ho entrate e che, conoscendo la situazione economica familiare, ho dato loro per cercare di aiutarli. Ho rifiutato di farmi visitare da medici di loro conoscenza ma ho comunque interpellato un vero psicanalista per tenerli contenti. Come già successo in passato, lo psicanalista in questione ha appurato che non soffro di disturbi, psicosi o altre forme di problemi mentali e ciò non è stato gradito dai miei. In una escalation di una giornata lavorativa fatta di denigrazioni pubbliche di mio padre nei miei confronti, si è arrivati alla sera, tornati a casa, alla violenza fisica, con mio padre che mi ha attaccato e colpito con una mazza. Da allora mi sono rifiutato di convivere con loro e di continuare a lavorare in quelle condizioni, fino a quando la situazione sarebbe rimasta la stessa. Io non ho comunque smesso di aiutarli, seppur da remoto, a gestire fatturazione ed altri aspetti della loro attività e loro non hanno smesso mai di provvedere ai miei bisogni. Tuttavia qualche giorno fa, in un altro alterco dove sono volate brutte parole e minacce da entrambe le parti, mi è stato reso chiaro di ciò che mi aspetta se nn avessi fatto " a modo loro ". Mi ritrovo ad oggi, senza alcuna entrata e senza possibilità di muovermi liberamente, non potendo utilizzare mezzi pubblici ed avendo prestato da anni la mia auto a mio padre per potergli permettere di lavorare e che senza il mio permesso e con aiuti di sue conoscenze, si è intestato da molto tempo. Non posso comprare le medicine che prendo per il mio disturbo del sonno e la mia ansia sociale e loro non vogliono più provvedere ad aiutarmi, perché a loro dire, la cura è inefficace e non è ciò di cui ho bisogno, nonostante non siano medici e i medici che me le prescrissero, fossero di contrario avviso .Vorrei non dover procedere per via legale ma non sò che altro fare. Un consiglio su come dovrei gestire questa situazione sarebbe molto apprezzato. Spero di essere stato esaustivo e vi chiedo scusa per questa essay. In attesa di una vostra eventuale risposta, auguro a tutti una buona giornata.

Risposte degli avvocati

patrizia chippari
Avvocato matrimonialista
Figino Serenza
16 mag 2022

Buongiorno, le consiglio innanzitutto di procedere con la richiesta di assegno alimentare ad art. 433 cc e quindi di rivolgersi ad un legale usufruendo del gratuito patrocinio.
Cordialmente
Avv. Patrizia Chippari