Utente 3458

27 ago 2020
tutela della persona

Restituzione quota per servizio non goduto

Buongiorno, scrivo in merito ad una problematica insorta con la società fornitrice di servizi alla persona denominata ASSISTENZANZIANI, sita in Milano.
Il caso riguarda mia zia, purtroppo deceduta in data 23/08/2020, ricoverata al Policlinico di Milano dal giorno 01/08 per motivi di salute molto gravi. Il medico che aveva in carico mia zia, sapendo che aveva espresso la problematica di non poter restare a casa da sola di notte per via della sua decadenza fisica, le aveva consigliato di rivolgersi a questa associazione che "bazzicava" in ospedale, in modo da ricercare una figura adatta all'esigenza. Dopo qualche giorno è stata avvicinata da un referente della società che le ha chiesto 500€ per la ricerca e la selezione della persona da proporle, facendole firmare una contratto che a mio avviso, dovrebbe considerarsi nullo in quanto la signora, affetta da un grave glaucoma ad entrambe gli occhi e sotto l'effetto di tranquillanti e medicinali per il dolore, non avrebbe mai potuto leggere le clausole e pertanto non sappiamo se questa persona abbia o meno spiegato in che cosa incorreva mia zia. Purtroppo di questo servizio non si è potuto usufruire in quanto la zia è mancata e quindi questa signora non ha MAI preso contatti con lei o noi precedentemente ma sopratutto, il servizio non è stato utilizzato. Ho telefonato a questo referente della società che si è rivelata una persona davvero sgradevole e di cattivo gusto, in quanto una volta spiegata la situazione e chiesto il rimborso dei 500€ dati a questo punto a titolo gratuito, si è permesso di dire che "la caparra, quando si va in vacanza e questa viene disdetta, non viene mai restituita!" paragonando la morte di una donna al suo capriccio di non voler andare più in un tal posto in villeggiatura. Al telefono mi ha anche detto che quell'importo serviva per L'AVVIO DELLA PRATICA e per la selezione della persona, peccato che sul contratto firmato da mia zia, alla voce "APERTURA PRATICA" viene scritto un "NO" grande come una casa, per cui questo importo, a mio avviso non è dovuto e vorrei richiederlo indietro, aggiungendo anche un 100 € a titolo di rimborso per danni morali, visto che si è permesso di paragonare la morte ad un viaggio estivo. E' possibile fare tale richiesta alla società, ci sono i presupposti per esigere quanto sopra? Grazie e buona giornata!

Risposte degli avvocati

vanessa valeria vianello
Avvocato civilista
Milano
27 ago 2020

Buongiorno,
dalla ricostruzione dei fatti Le confermo che è possibile ottenere la somma versata integralmente.
Ciò per due ragioni:
- il contratto dovrebbe intendersi annullabile poichè sua zia non era pienamente capace di intendere e volere
- in ogni caso, non potendo Sua zia godere della controprestazione nel contratto, per causa ad ella non imputabile, il contratto va risolto per causa sopravvenuta.
Le consiglio quindi di incaricare un avvocato per il recupero del vostro credito.
Se gradisce, mi può contattare ai recapiti che trova cliccando sul mio nominativo e sarò lieta di fornirLe un preventivo per l'azione legale.
Preciso che sono di Milano.
Un cordiale saluto


fabio casaburo
Avvocato civilista
Torino
27 ago 2020

Buongiorno,
certo che ci sono i presupposti per la restituzione della somma versata.
Sua zia non era nella condizioni né di firmare né di comprendere quello che andava a sottoscrivere. Inoltre la prestazione da parte della società non è mai stata eseguita, trattasi quindi di impossibilità sopravvenuta della prestazione.
Resto a Sua disposizione e La saluto cordialmente.
Avv. Fabio Casaburo
(Cell. 3280999150)


antonio d`aronzo
Avvocato tributarista
Milano
27 ago 2020

Gentile utente,
è possibile agire nei confronti della società. Mi contatti privatamente o tramite CONSULENZA DIRETTA per assistenza.
Cordialmente.