Utente 2801

21 lug 2020
tutela della persona

Risarcimento danni: ne ho diritto?

Dei coeredi, fratelli e sorelle, hanno per trent'anni agito in modo da impedire a me ed alla mia famiglia di poter avere possibilità di attuare le normali decisioni che in una famiglia si devono fare. In sostanza attraverso una serie di manovre hanno fatto sì che il piccolo patrimonio che era ufficialmente un lascito dei genitori, patrimonio nel quale erano compresi molti dei guadagni miei che avevo affidato a mio padre che li aveva utilizzati per l'acquisto finale di due case, fosse bloccato e sotto il loro totale controllo. La sorella maggiore, deus ex machina, assieme al di lei marito, di tutta la faccenda, di fronte alle mie infinite rimostranze durate decenni ha prima "elargito" dei soldi mensilmente che non erano certo utili a pianificare né una vita decorosa, né ad esempio addivenire all'acquisto di una casa adatta alle nostre esigenze. Soldi che tra l'altro derivavano da conti di mio padre dei quali la sorella si era fatta nominare durante la malattia che uccise il genitore cointestataria. Dopo infinite battaglie e mentre eravamo sottoposti a danni al mio lavoro, faccio il musicista o meglio FACEVO e quindi si potrà capire le problematiche aggiuntive ad una professione già "a rischio" create da una situazione che in sostanza, per stretta sopravvivenza OBBLIGAVA sia me che la mia famiglia a non poterci muovere, cosa fondamentale per il mio lavoro, né a poter avere quel minimo che invece se fossimo potuti venire in possesso di quel lascito, nel quale ripeto era contenuta larga parte dei miei guadagni giovanili, che ci avrebbe permesso di muoverci oculatamente per poter cercare nel migliore dei modi possibili di stabilizzare sia la mia situazione lavorativa, sia la nostra vita familiare e sociale, visto anche che i coeredi hanno sempre attuato una costante diffamazione che in una città parecchio asfittica sono atti stati devastanti per la mia credibilità e quindi anche per miei eventuali tentativi di attuare progetti di lavoro. Hanno potuto farlo anche per la posizione allora occupata da un fratello e per lo stato nel quale siamo stati nostro malgrado tenuti sin dall'inizio di tutta la faccenda. Quanto sin qui esposto abbiamo potuto capirlo in modo chiaro e conseguenziale dopo parecchio tempo che era stato "progettato" e portato avanti ad hoc sin dall'inizio, sul letto di morte di mio padre e "sequestrando" mia madre malata di Alzheimer, visto che io con la mia famiglia all'epoca non eravamo in città, essendo di ripiego andati in una campagna di proprietà dei genitori quando essi erano ancora in vita.
Negli ultimi anni, facendo i salti mortali, e affrontando continui impedimenti alla vendita delle suddette due case da parte dei coeredi, pur sapendo quanto già detto, accettando come per buoni dei testamenti che non mi hanno mai convinto ma che furono "ritrovati" dalla sorella già citata solo MOLTI anni dopo la morte dei genitori, sono riuscito, tra l'altro perdendo occasioni a causa di quanto detto (IMPEDIMENTO A VENDERE) economicamente più favorevoli, le due case. Il risultato come chiunque viva una vita pratica potrà capire, è stato che tre terzi di quelle vendite, tra l'altro DISTANZIATE tra di loro proprio per ulteriori impedimenti a vendere che hanno creato disastrosi ritardi, sono stati dovuti essere adoperati per pagare sia debiti nel frattempo accumulatisi, sia spese mediche per l'aggravarsi dello stato di salute sia mio che di mia moglie e per altre cose strettamente correlate appunto all'impedimento alla vendita. Inutile dire che dopo aver nei fatti procurato in combutta il danno i coeredi non hanno esitato non solo a prendersi delle presunte parti delle vendite (visto che anch'essi sanno perfettamente che le due case furono acquistate con la vendita di un'altra casa dove appunto io avevo dato i miei guadagni a mio padre per farlo) ma, visto che vi erano in un appartamento delle spese straordinarie che avrebbero impedito la per noi VITALE vendita che ho pagato io facendole estrapolare dalla parte a me spettante dal compratore, non attuando dopo nessuna restituzione di quanto da me anticipato. Stessa cosa è accaduta, nella medesima vendita, per ciò che riguardava il perfezionamento di un atto di vendita di quote tra un'altra sorella e due fratelli, anche per ciò che riguarda questi soldi DOVUTI hob torto colo da me anticipare, malgrado le numerose richieste soltanto uno dei fratelli ha restituito quanto a me dovuto. Gli altri no. Visti i gravissimi danneggiamenti subiti, sia per quanto riguarda il mio lavoro e la nostra vita familiare dai reiterati dinieghi e impedimenti attuati dai coeredi con quella che è una vera e propria volontà di annientare e danneggiare irreversibilmente, cosa che purtroppo sono costretto ad ammettere è ormai in larga parte avvenuta, la domanda è: Potrei avere un risarcimento danni equo?

Risposte degli avvocati

21 lug 2020

Buongiorno, la sua è una situazione complessa che merita maggiore attenzione. Mi può mediante Consulenza Diretta sul mio profilo oppure all'indirizzo alessimaria.77()gmail.com. e sarò lieta di fornirle la migliore assistenza. Cordialmente. Avv. Maria Alessi, con studio legale in Reggio Calabria e Roma.


antonio d`aronzo
Avvocato tributarista
Milano
21 lug 2020

Gentile utente, la sua richiesta richiede un approfondimento. Mi contatti, se vuole, mediante Consulenza Diretta sul mio profilo oppure all'indirizzo avv.daronzoantonio()gmail.com
Cordialmente