Utente 2711

15 lug 2020
tutela della persona

Stalking e aggressione: cosa posso fare?

Buongiorno, sono una ragazza di 27 anni, per un anno e passa sono stata vittima sui social (facebook e instagram) da parte di un ragazzo di 26 anni che abita nel mio quartiere e che ho visto pochissime volte in vita mia (una di queste mi ha fissato mentre era dall'altra parte della strada finchè non ho girato l'angolo), di videochiamate insistenti (alle quali non ho mai risposto) e messaggi eccessivi, volgari e indecenti, più di una volta gli ho intiamato di smetterla, e che l'avrei denunciato, più di una volta l'ho bloccato, e lui più di una volta si è rifatto account diversi. Si è scoperto che ha fatto così anche con altre ragazze (tante tra cui minorenni), lui smetteva per un po' finche poi non ripartiva alla carica. Finchè un giorno il mio compagno stufo di questa cosa non ha deciso di rispondergli con la minaccia di portarlo alla polizia. Lui in risposta l'ha minacciato di morte.
La sera stessa ha continuato con un altro account a scrivermi e videochiamarmi, abbiamo fatto rispondere anche i nostri amici per spaventarlo, visto che eravamo li in tanti abbiamo pensato di poterlo spaventare, ma non abbiamo sortito alcun effetto, anzi ulteriori minacce di morte con l'invito di presentarsi sotto casa sua. Come ultima decisione sono andata a citofonare a sua madre per chiederle di ridimensionare il ragazzo o la mattina dopo sarei andata a denunciarlo, spiegandole con calma cosa stesse facendo il figlio, anche con altre ragazze sopratutto minorenni. Le uniche cose che ho ottenuto sono state, insulti da parte della madre, anche nel momento in cui le ho detto che avevamo le chat apposta da farle vedere, mi ha accusata di disturbarla, e per giunta il raggazzo nel momento in cui ho deciso di andarmene (mi stavo avviando alla macchina) e di denunciare, è sceso di corsa, sbattendo la porta e mi ha aggredita fisicamente scaraventandomi contro un albero, e ho preso anche un paio di pugni senza avere la possibilità di difendermi. Sono stata ovviamente difesa dal mio compagno che era ancora vicino alla macchina insieme ai nostri amici, e appunto due dei nostri amici l'hanno spintonato e malmenato lontano da me e dal mio compagno, io ho chiamato subito la polizia, e alcuni vicini sono riusciti a separare e "sedare la rissa", perchè il ragazzo non voleva fermarsi, noi eravamo tutti tranquilli all'arrivo della polizia, lui stava ancora urlando cose come " vi ammazzo, vi apro la testa" e insulti razzisti ad uno dei miei amici. La madre ha cercato di fare la furba e dire che aveva chiamato lei ma ovviamente io avevo ancora la chiamata attiva. La madre su richiesta della polizia ha accettato l'ambulanza per far medicare il figlio, io invece sono andata in pronto soccorso su consiglio dei poliziotti, perchè ero tutta segnata e dolorante, dove poi la mattina seguente mi sono stati dati 7 giorni di prognosi con trauma contusivo alla spalla destra, e nella mattina stessa ho sporto denuncia dalla polizia. Detto tutto questo la mia domanda è, devo affidarmi ad un legale perchè c'è la possibilità che lui faccia una controdenuncia per l'accaduto, se si cosa potrebbe accadere?
Io ho consegnato tutte le chat alla polizia, purtroppo non hanno accettato anche quelle delle altre ragazze a meno che non sporgano loro denuncia.

Risposte degli avvocati

andrea zanardi
Avvocato civilista
Milano
15 lug 2020

Buonasera Signorina, ho letto la ricostruzione e con molta sincerità NON CAPISCO COME ABBIA PENSATO DI GESTIRE UNA SITUAZIONE COSÌ DELICATA SENZA L’AUSILIO DI UN AVVOCATO. Soprattutto considerando che i comportamenti da Lei indicati si sono sviluppati per un arco di tempo lungo. E’ PROPRIO A PARTIRE DALL’ INQUADRAMENTO DEI FATTI AI FINI DELLA REDAZIONE DELLA DENUNCIA CHE IL CONTRIBUTO DI UN AVVOCATO SPECIALIZZATO E’ FONDAMENTALE. Come e’ fondamentale nella fase successiva, dall’ accesso in Procura fino ai colloqui con il PM ed alle integrazioni oltre alla costituzione di parte civile...... CHI PUÒ SVOLGERE ATTIVITÀ DI QUESTO GENERE SE NON UN AVVOCATO? Detto ciò il mio Studio può assisterla avendo in staff un penalista specializzato in materia penale. Le lascio il mio sito per avere informazioni su di noi: WWW.ZANARDIGALIMBERTI.IT E IL MIO PORTATILE: 347.5343065. A presto. AVV. ANDREA ZANARDI


15 lug 2020

Buongiorno, si assicuri di aver indicato in denuncia-querela la volontà espressa che si proceda per i fatti esposti e che siano riportati tutti i fatti, non solo i più recenti ma anche i precedenti e non solo le molestie e le minacce, ma anche le lesioni subite; non solo i fatti subiti ad opera del giovane, ma anche dalla madre di lui.
L'assistenza di un legale non è obbligatoria per procedere, ma certamente aiuta a inquadrare correttamente la vicenda, per esempio con una integrazione, se necessario, della querela e per seguire fin d'ora gli sviluppi delle indagini, nei limiti consentiti. Se vorrà intervenire nel processo come parte civile (per chiedere un risarcimento) sarà indispensabile nominare un avvocato. Se il querelato presenterà denuncia a sua volta, e se ci saranno i presupposti per una indagine nei Suoi confronti, dovrà obbligatoriamente nominare un avvocato e finchè non l'avrà fatto gliene sarà assegnato uno d'ufficio. Potrà fare le opportune scelte successivamente. Per il momento, si assicuri di aver indicato tutti i fatti nella denuncia-querela e di aver chiesto espressamente di essere informata in caso di richiesta di archiviazione. In bocca al lupo per tutto. Cordialmente - Avv. Paola Martinatto Maritano - Torino


antonio d`aronzo
Avvocato tributarista
Milano
15 lug 2020

Gentile utente,
la situazione è complessa e merita un approfondimento, meglio se a voce.
Se vuole, mi contatti al 3484901170.
Cordialmente,
Avv. Antonio D'Aronzo