patrocinio a spese dello Stato

Il Gratuito Patrocinio

Il Patrocinio a spese dello Stato

Cos’è il gratuito patrocinio?

Quello che un tempo si chiamava gratuito patrocinio si chiama adesso Patrocinio a spese dello Stato. Esso è un istituto che garantisce ai cittadini non abbienti o con un reddito basso, i quali non siano in grado di sostenere i costi di un processo, l’accesso alla giustizia per la tutela di un proprio diritto, sia per agire che per difendersi in giudizio. In tali casi, infatti, a seguito della presentazione di un’apposita istanza lo Stato si fa carico delle spese di giustizia, per le quali colui che sia stato ammesso è esentato dal pagarle. In particolare, il soggetto ammesso a godere del beneficio del gratuito patrocinio è esentato dal pagamento dell’onorario all’avvocato, che sarà determinato in base alle tariffe approvate con decreto ministeriale n. 585/1994, e dai costi amministrativi del processo (come marche da bollo e contributo unificato).

Quali sono i requisiti per accedere al gratuito patrocinio?

Per poter accedere al patrocinio a spese dello Stato, è sufficiente che il soggetto che lo richiede abbia un reddito non superiore a euro 11.369,24, risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi. Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante.

L’istituto del patrocinio a spese dello Stato vale nell’ ambito di un processo civile ed anche nelle procedure di volontaria giurisdizione (separazioni consensuali, divorzi congiunti, ecc.).
L’ammissione al gratuito patrocinio è valida per ogni grado del processo e per le procedure connesse.
La stessa disciplina si applica anche nel processo amministrativo, contabile e tributario.

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Come si presenta la richiesta di gratuito patrocinio?

La richiesta di gratuito patrocinio va presentata con apposita istanza alla Segreteria del Consiglio dell’Ordine competente, cioè quella del luogo in cui ha sede l’autorità giudiziaria davanti al quale è pendente il processo, ovvero quella in cui ha sede l’autorità giudiziaria competente a conoscere nel merito se il processo non è ancora iniziato o quella del luogo in cui ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi in Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti.

La domanda deve essere presentata personalmente dall’interessato con allegata fotocopia di un documento di identità valido, oppure può essere presentata dal difensore che dovrà autenticare la firma di chi sottoscrive la domanda. Può essere inviata a mezzo raccomandata a.r. con allegata fotocopia di un documento di identità valido del richiedente.

L’istanza sarà esaminata dal Consiglio dell’Ordine, che valuterà la sussistenza dei presupposti richiesti (legge 29 marzo 2001, n. 134) e la non manifesta infondatezza della pretesa fatta valere. Deciderà entro un termine di 10 giorni con una delibera di ammissione o di rigetto.

In caso di rigetto, l’stanza può essere nuovamente presentata al giudice competente per il giudizio, che decide con decreto.