Norme contro il fumo

Le nuove norme contro il fumo: Riforma del 2016

Il 2 Febbraio 2016 è entrata in vigore la nuova normativa antifumo, contenuta nel decreto lgs. n. 6 del 12 gennaio 2016, il cui obiettivo è di apprestare una più incisiva tutela alla salute dei cittadini contro i danni del fumo passivo e del consumo dei prodotti a base di tabacco. La normativa recepisce la direttiva europea 2014/40/UE sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati. La direttiva 2014/40/UE è diretta a garantire una maggiore protezione della salute attraverso la previsione di nuovi divieti e l’introduzione di avvertenze per distogliere soprattutto i giovani dall’acquisto di prodotti a base di tabacco.

Le novità introdotte

Le principali novità previste dalla direttiva ed introdotte dal decreto legislativo n. 6 sono:

  • abolizione dei pacchetti da 10 sigarette;
  • abolizione delle confezioni di tabacco da arrotolare contenenti meno di 30 grammi di tabacco;
  • introduzione sui pacchetti di sigarette, tabacco da arrotolare e tabacco per pipa ad acqua di avvertenze relative alla salute del consumatore, che occuperanno il 65% del fronte e del retro della confezione, foto a colori, testo e numero verde contro il fumo (800.554.088);
  • divieto di additivi nel tabacco (es: caffeina, vitamine, coloranti delle emissioni, nonché additivi che facilitino l’inalazione o l’assorbimento di nicotina e che abbiano proprietà cancerogene o tossiche);
  • divieto di “aromi caratterizzanti” nelle sigarette e nel tabacco da arrotolare;
  • divieto di utilizzare nell’etichettatura elementi promozionali, come riferimenti gusti o odori che possano rendere più attrattivo il fumo;
  • divieto di apporre sulle etichette informazioni relative al contenuto di nicotina, catrame o monossido di carbonio, che possono essere considerate ingannevoli per il consumatore;
  • divieto di vendita a distanza transfrontaliera (on line) ai consumatori di tabacchi, sigarette elettroniche e contenitori di liquido di ricarica con presenza di nicotina.
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I nuovi divieti: vietato il fumo in auto e nei pressi di ospedali

Il decreto legislativo n. 6 ha introdotto altresì degli obblighi, non imposti dalla direttiva europea ma ritenuti dal nostro legislatore ugualmente rilevanti per contrastare il problema del fumo e tutelare, soprattutto, la salute dei non fumatori.

I divieti introdotti dalla nuova normativa antifumo sono:

  • divieto di vendita ai minorenni dei prodotti del tabacco di nuova generazione;
  • divieto di fumo al conducente di auto, in sosta e in movimento, e ai passeggeri a bordo, in presenza di minori di diciotto anni e donne in gravidanza;
  • divieto di fumo nelle pertinenze esterne degli ospedali e degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pediatrici, nonché nelle pertinenze esterne dei singoli reparti pediatrici, ginecologici, di neonatologia ed ostetricia;
  • inasprimento delle sanzioni per la vendita e somministrazione di prodotti del tabacco, sigarette elettroniche e prodotti di nuova generazione ai minori;
  • verifica dei distributori automatici, possibilmente al momento dell’istallazione e comunque periodicamente, al fine di controllare il corretto funzionamento dei sistemi automatici di rilevamento dell’età dell’acquirente;
  • divieto di gettare mozziconi per terra.

Le sanzioni

Alla violazione dei nuovi obblighi di legge sono ricondotte delle pesanti sanzioni amministrative: a chi viene beccato a fumare in macchina con la presenza di minori o donne incinta viene irrogata la sanzione amministrativa pecuniaria sino a euro 500,00; chi getta mozziconi per terra può essere soggetto alla sanzione sino ad euro 300,00; al tabaccaio che venda prodotti a base di tabacco ai minori si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500,00 a euro 3.000,00 e la sospensione per quindici giorni della licenza all’esercizio dell’attività. Se il fatto e’ commesso più di una volta si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000,00 a euro 8.000,00 e la revoca della licenza all’esercizio dell’attività.

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