utente 10045
13 ott 2021
altro

Costruzioni edili e lottizzazioni: dubbi

Buona sera, mi trovo a dover dipanare un doppio problema.
Il primo:
Sono il proprietario di un terreno di circa 1800mq che circa 25 anni fa è stato inserito in un piano di lottizzazione con cessione gratuita di circa 760mq di terreno indicato come "area di interesse generale". Tale area non è stata mai espropriata dal comune e non è stata mai acquisita dallo stesso; per altro l'intero terreno è stato sempre utilizzato e mantenuto da me stessa ed inoltre è da sempre recintato. Tramite un procedimento con ricorso al TAR mi sono stati riassegnati i 760mq della porzione di terra che doveva essere di interesse generale. Andando a chiedere un certificato di destinazione urbanistica al comune i 760mq risultano ancora di interesse generale, come se non fossero di mia proprietà. Gli ho portato la sentenza del TAR ma nulla è cambiato. E' possibile ciò? Cosa devo fare?
Il secondo:
Inoltre sulla stessa terra avevo presentato una CILA per poter effettuare una recinzione con muretto e rete metalli. Premetto che su un lato di sviluppo di circa 30mt già vi è da circa 40anni un muro esistente in mattoni di circa 50cm e si richiedeva solamente di poterlo rialzarlo ad 1,20mt per motivi di sicurezza, mentre sull'altro lato insiste una recinzione metallica con paletti. Il fondo nella fattispecie ha due lati liberi e due in cui insistono fabbricati. La zona RB4, in cui ricade il fondo, prevede che la distanza delle recinzione dal ciglio strada (quindi dalla fine del marciapiede per come recita il codice della strada) deve essere di 3mt; il mio fondo è l'unico che ad oggi è rimasto non edificato, ma andando a controllare tutti gli altri della lottizzazione hanno costruito le loro recinzioni a ciglio strada (ovvero alla fine del marciapiede). Sono andata al comune a fargli presente che mi stavo solo adeguando a quanto già realizzato, ma loro mi hanno risposto che la mia è una nuova costruzione, mentre le altre oramai sono state realizzate, che se quelle sono abusive il comune non può adesso autorizzare una cosa del genere. E' proprio così? Cosa posso fare?
Risposte degli avvocati
alessandra mineo
Avvocato amministrativista
Roma
14 ott 2021

Gentile Cliente, in primis al fine di fornire una risposta esaustiva al suo primo quesito sarebbe necessario leggere nel dettaglio la sentenza e comprendere che cosa è stato statuito dal TAR. Probabilmente la cessione dell'area era collegata ad un atto d'obbligo e non avendo l'Amministrazione agito entro determinati termini per ottenere la cessione il Tar ha statuito che l'obbligo si è prescritto.
L'analisi della sentenza sarebbe necessaria anche per comprendere che effetti ha eventualmente sortito sulla destinazione urbanistica attuale del terreno. Una cosa è l'obbligo di cessione e altro la destinazione urbanistica che, oltretutto, potrebbe ammettere anche interventi privati (vanno analizzate le norme tecniche del piano di lottizzazione).
Per quanto riguarda il secondo quesito, la descrizione fatta non è esaustiva. Occorrerebbero foto dell'opera. Il discrimen tra nuova costruzione e attività libera o assoggetta a C.I.L.A. è molto labile nel caso di realizzazione di muri/recinzioni anche in considerazione della loro funzione.
Resto a sua disposizione per una consulenza premium più approfondita.


Buonasera.
Se la pubblica amministrazione non esegue quanto disposto dalla sentenza di condanna è possibile presentare un nuovo ricorso al Tar per il cosiddetto giudizio di ottemperanza. Inoltre, le opere abusive già presenti su un tetrritorio non possono certo legittimare la costruzione di nuove opere simili, che la pubblica amministrazione, naturalmente, non può autorizzare, potendo, invece, disporne la demolizione nel caso venissero, comunque, arbitrariamente realizzate.
Per una consulenza più accurata, email avvdecrescenzochiocciolaliberopuntoit.
Cordiali saluti
Avv. Vincenzo de Crescenzo