Il divorzio dei coniugi

Il divorzio è stato introdotto nel nostro ordinamento con la legge n. 898/1970, quale prima causa di scioglimento del vincolo matrimoniale. Prima di tale legge, il vincolo matrimoniale era considerato legalmente indissolubile.

Il divorzio è un procedimento civile che provoca lo scioglimento definitivo del vincolo matrimoniale, pronunciato con sentenza da parte del Tribunale competente; il procedimento può essere instaurato su richiesta di entrambi i coniugi o di uno solo di essi: nel primo caso si parla di divorzio congiunto, nel secondo di divorzio giudiziale.In caso di assenza di figli minori (o incapaci o affetti da gravi handicap), lo scioglimento del vincolo può essere effetto di un accordo raggiunto al termine di un’apposita procedura di negoziazione assistita da un avvocato, introdotta dal 13 settembre 2014 dal D.L. 132/2014, chiamato anche divorzio breve.

Il divorzio, quindi, determina il venir meno del vincolo matrimoniale, con la precisazione che nel caso di matrimonio civile si parla più propriamente di scioglimento definitivo del vincolo matrimoniale; in caso di matrimonio concordatario si parla di cessazione degli effetti civili del matrimonio: permangono, infatti, gli effetti sul piano propriamente religioso.

La sentenza di divorzio può essere pronunciata se:

1) i coniugi sono separati legalmente, con la procedura di separazione consensuale o giudiziale, da almeno 3 anni (tale termine di 3 anni decorre dal giorno della comparizione delle parti davanti al Presidente del Tribunale nel procedimento di separazione);

2)uno dei coniugi ha commesso un reato di particolare gravità (ad esempio è stato condannato con sentenza definitiva all’ergastolo o a una pena superiore a 15 anni di reclusione) oppure – a prescindere dalla durata della pena – è stato condannato per incesto, delitti contro la libertà sessuale, prostituzione, omicidio volontario o tentato di un figlio, tentato omicidio del coniuge, lesioni aggravate, maltrattamenti, ecc.;

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3)uno dei coniugi è cittadino straniero e ha ottenuto all’estero l’annullamento o lo scioglimento del vincolo matrimoniale o ha contratto all’estero un nuovo matrimonio;

4)il matrimonio non è stato consumato;

5) è stato dichiarato giudizialmente il cambio di sesso di uno dei coniugi.