Esempio Consulenza Legale Premium


L’utente scrive:





Buonasera,
vorrei redigere un testamento olografo. Sono nubile, non ho figli, i miei genitori sono in vita e non ho fratelli. Vorrei disporre un testamento a favore del mio attuale compagno (non convivente). Che diritti avranno i miei genitori? Il mio compagno vorrebbe fare la stessa cosa, ossia redigere un testamento olografo a mio favore (non convivente). E’ celibe, non ha figli, i suoi genitori sono in vita e ha 2 fratelli. Che diritti può vantare la sua famiglia? In sostanza, vorremmo tutelarci a vicenda nominandoci eredi universali, che soluzioni alternative potremmo adottare (considerando che al momento non abbiamo intenzione di sposarci o convivere)? Questa soluzione (matrimonio) verrà adottata solo in caso di nascita figlio Cosa dobbiamo fare per redigere un testamento olografo valido e non impugnabile? E’ preferibile depositarlo presso un notaio? E’ possibile avere un fac simile? Grazie per l’attenzione.





Cordiali saluti Maria





L’Avvocato Risponde





Gentile Sig.ra Maria, 





con riferimento alla sua richiesta di consulenza sono a significare quanto segue.





Il testamento olografo è la forma più semplice e diffusa per esprimere liberamente e spontaneamente le proprie volontà, senza la necessità di un particolare rigore formale, del ricorso ad un notaio o della presenza di testimoni.





Per queste ragioni, ai fini del rispetto del c.d. “principio di autodeterminazione” del de cuius, la legge impone alla disposizione testamentaria olografa il rispetto dei requisiti richiesti dall’art. 602 c.c. che, al primo comma, dispone che il testamento sia scritto per intero di mano del testatore, ivi comprese la data e la sottoscrizione.





Tre sono i requisiti essenziali richiesti dalla disposizione codicistica per garantire la validità del testamento olografo: l’autografia, la data e la sottoscrizione.





L’autografia è la scrittura dell’atto in tutte le sue parti ad opera del testatore, senza l’ausilio di mezzi meccanici o di terzi. La data, secondo il disposto dell’art. 602, 3° comma, c.c., “deve contenere l’indicazione del giorno, mese e anno. La sottoscrizione è il terzo requisito di forma richiesto per il testamento olografo. Essa indica il soggetto che ha scritto il testamento e deve essere apposta di proprio pugno dal testatore alla fine delle disposizioni come prescrive l’art. 602 c.c.





Oltre ad essere la forma più semplice mediante la quale esprimere le proprie volontà successorie, il testamento olografo è anche il mezzo più economico attraverso il quale un soggetto può provvedervi.





Il testamento, infine, essendo un atto mortis causa, giacché la sua funzione è quella di regolamentare i rapporti giuridici facenti capo al testatore nel tempo in cui avrà cessato di vivere, è revocabile o modificabile, fino all’ultimo istante di vita: qualsiasi clausola o condizione contraria alla facoltà di revocare o mutare le disposizioni testamentarie, ex art. 679 c.c., non ha effetto. Inoltre, la nullità di una disposizione testamentaria, secondo l’art. 590 c.c., in ogni caso non può essere fatta valere da chi, conoscendo la causa della nullità, abbia confermato la disposizione o abbia dato ad essa volontaria esecuzione dopo la morte del testatore.





Nel vostro caso, sono a specificare quanto segue.





Nonostante l’assenza di diritto a succedere previsto dalla legge, ogni convivente può nominare, come suo erede, il partner, citandolo nel proprio testamento (sia esso olografo o pubblico).





Egli, in particolare, può prevedere una delle seguenti disposizioni a favore dell’altro:









In altre parole, il convivente è sì libero di lasciare al partner non sposato una parte del proprio patrimonio, ma deve comunque far salvi i diritti dell’eventuale figlio o dei genitori o dei nonni se ancora in vita. Tali soggetti vengono definiti dalla legge «legittimari» e hanno sempre diritto a una quota dell’eredità, anche in presenza di testamento che disponga diversamente. I legittimari sono il coniuge anche separato, figli e nipoti e, in loro mancanza, i genitori. Se il testamento lede le loro posizioni, essi possono agire con l’azione di lesione della legittima





Solo la restante parte del patrimonio del testatore (cosiddetta «disponibile») può essere lasciata liberamente a chi questi desidera, ivi compreso il partner.





Nel restare a disposizione per ogni chiarimento, si porgono cordiali saluti.





Avv. Mario Rossi