Le associazioni non riconosciute

Le associazioni non riconosciute

Le associazioni non riconosciute appartengono alla categoria degli enti privi di riconoscimento statale.

Esse sono organizzazioni spontanee e stabili di persone per perseguire uno scopo comune a carattere non economico. Sono prive del riconoscimento statale, perché non l’hanno chiesto o perché è stato negato. L’ordinamento giuridico riconosce efficacia agli accordi intervenuti tra gli associati per quanto attiene all’ordinamento interno cioè ai rapporti degli associati tra loro e all’amministrazione dei beni.

Dato che questi enti non sono riconosciuti dallo Stato non hanno personalità giuridica.

La disciplina giuridica delle associazioni non riconosciute è contenuta negli articoli 36 e seguenti del codice civile.

Il fondo comune

I contributi degli associati ed i beni acquistati con essi costituiscono il fondo comune dell’associazione, nei confronti del quale si realizza una comunione.

A differenza della comunione ordinaria, nel caso delle associazioni non riconosciute i singoli associati non possono chiedere la divisione del fondo comune né pretendere la propria quota di recesso finché dura la associazione. Ciò perché il fondo comune è destinato al pagamento dei debiti dell’associazione, per cui a garanzia dei creditori è prevista la intangibilità del fondo sino a quando tutti i debiti sociali non siano estinti.

L’autonomia patrimoniale imperfetta

L’associazione non riconosciuta ha un’autonomia patrimoniale imperfetta. Ciò significa che i creditori non possono far valere i propri diritti sul patrimonio dei singoli associati, ma solo sul fondo comune; in ogni caso, per le obbligazioni dell’associazione rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione. L’art. 38 c.c., infatti, afferma che “i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune” …“delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione”.

Tutto ciò diverge da quel che accade nel campo delle associazioni riconosciute, le quali godono di una autonomia patrimoniale definita perfetta:  il riconoscimento statale, conferito nel caso di esame positivo della congruità del patrimonio dell’ente con gli scopi prefissati, funge da garanzia per il soddisfacimento delle pretese creditizie; i creditori possono, infatti, fare affidamento sull’esistenza di un patrimonio che si presume idoneo al raggiungimento dello scopo prefissato.

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Capacità processuale delle associazioni non riconosciute

Alle associazioni non riconosciute è attribuita la capacità processuale: possono stare in giudizio nella persona di coloro ai quali, secondo gli accordi degli associati, è conferita la presidenza o la direzione dell’associazione (art. 36, comma 2 c.c.).

La capacità di ricevere donazioni e lasciti testamentari

L’associazione non riconosciuta può ricevere donazioni e lasciti testamentari.