pensione quota 100

Pensione Quota 100: cos’è e come si calcola?

Tra le novità legislative più importanti volute dal nuovo Governo vi è sicuramente l’introduzione della Quota 100 in materia pensionistica. Questa è una misura introdotta con il c.d. Decretone e convertito con Legge di Bilancio, diretta ad anticipare l’età pensionabile per una serie di lavoratori al ricorrere di determinate condizioni. Vediamo chi ha diritto ad accedere a questa misura e come funziona.

Quota 100: Cos’è?

pensione quota 100 cos'è e come si calcola

Dopo anni di proposte e discussioni in materia, dirette a introdurre modifiche alla Legge Fornero, è entrata in vigore con il decreto legge n. 4 del 29 Gennaio 2019 la c.d. Quota 100.

La Quota 100 è una misura che prevede la possibilità di anticipare l’accesso al pensionamento da parte di coloro la cui somma tra età pensionabile e anni di contributi sia pari ad almeno 100, a condizione che siano stati versati almeno 38 anni di contributi e con un’età minima di 62 anni.
E’ bene chiarire sin da subito che questa misura non sostituisce, ma si affianca alle forme di pensionamento previste dalla Legge Fornero, cioè pensione anticipata e pensione di vecchiaia.

Il decreto legge n. 4/2019 che introduce la Quota 100 è stato convertito in legge del Parlamento il 27 marzo 2019.

Quota 100: Requisiti

Come anticipato, la quota 100 è una misura che consente a tutti i lavoratori con determinati requisiti di anticipare l’età pensionabile.

Quali sono i requisiti?

Possono accedere alla “Quota 100” i lavoratori iscritti presso:

  • l’Assicurazione generale obbligatoria (AGO);
  • le gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • la gestione separata dell’Inps;
  • i fondi sostitutivi ed esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria.

Come si calcola la quota 100?

Per fare ciò è stato usato come criterio di calcolo la quota 100, secondo il quale la somma tra l’età del lavoratore e gli anni di contributi deve essere pari almeno a 100. E’ necessario, tuttavia, che il lavoratore abbia versato almeno 38 anni di contributi e che abbia, quindi, almeno 62 anni di età. Sono così esclusi dal beneficio, e non potranno accedere a questa forma di pensionamento, coloro che abbiano 37 anni di contributi e 63 di età o 36 anni di contributi e 64 di età, ad esempio. Questi lavoratori potranno andare in pensione secondo gli attuali canali di pensionamento, ossia 67 anni di età oppure, a prescindere dall’età, con 42 anni e 10 mesi di contributi; 41 anni e 10 mesi per le donne.

I requisiti previsti dalle nuove norme, 62 anni di età e 38 di contributi, devono essere posseduti almeno entro il 31 dicembre 2021. Coloro che hanno tali requisiti entro il 31 dicembre 2021 acquistano il diritto al pensionamento anche successivamente al 31.12.2021.

Contribuzione utile

Per raggiungere il requisito dei 38 anni di contributi, la norma stabilisce che è valida la contribuzione a qualsiasi titolo accreditata a favore dell’assicurato (obbligatoria, volontaria, da riscatto e figurativa). Per i dipendenti del settore privato è necessario il possesso di almeno 35 anni di contributi, ad esclusione dei periodi di disoccupazione e malattia. E’ possibile cumulare gratuitamente la contribuzione mista, cioè presente
nell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, nelle gestioni speciali dei lavoratori commercianti, artigiani e coltivatori diretti, della gestione separata dell’INPS nonché delle gestioni sostitutive ed esclusive dell’AGO (ad esclusione delle casse professionali).

Novità introdotte

E’ stato reintrodotto il divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensione sino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia, pari a 67 anni, e ciò al fine di rafforzare l’ingresso nel mercato del lavoro dei giovani. E’ ammesso solo il cumulo con redditi di lavoro autonomo di natura occasionale entro 5mila euro lordi.

Sono state introdotte finestre di accesso distinte tra lavoratori privati e lavoratori pubblici. I lavoratori del settore privato possono accedere alla pensione a partire dai 3 mesi successivi la maturazione dei requisiti menzionati; quelli del settore pubblici nei 6 mesi successivi.