infortuni a scuola cosa fare e risarcimento

Infortuni a scuola e danni all’alunno: cosa fare e quando spetta il risarcimento

Se mio figlio si fa male durante l’ora di educazione fisica posso chiedere il risarcimento dei danni alla scuola?

infortunio a scuola: cosa fare e risarcimento alunno

In linea generale la risposta è sì, è possibile ottenere il risarcimento dall’istituto scolastico, ma con delle eccezioni!

Tutti i giorni affidiamo i nostri figli nelle mani di maestre ed insegnanti. Bambini e ragazzi trascorrono quindi gran parte del loro tempo a scuola e capita che si facciano male.
Sono frequenti, infatti, i casi di bambini che subiscono dei danni, anche gravi, durante l’orario scolastico. Si pensi, appunto, al bambino che si rompe un gamba durante l’ora di educazione fisica o di quello che inciampa e si fa male. In questi casi, è necessario affrontare la questione della responsabilità e del risarcimento. In linea generale, infatti, quando l’alunno si fa male a scuola quest’ultima è ritenuta responsabile e deve risarcire i danni.

Esamineremo, in questo articolo, i casi in cui sorge la responsabilità della scuola e quando questa deve pagare il risarcimento.

L’obbligo di vigilanza e custodia degli insegnanti

La legge prevede a carico degli insegnanti un obbligo di custodia e vigilanza sugli alunni durante il tempo in cui sono affidati alla loro cura. Quindi dall’ingresso all’uscita da scuola.

Quest’obbligo nasce per il solo fatto che bambini e ragazzi sono a loro affidati dai genitori dopo l’ingresso a scuola. Questa, quindi, deve predisporre tutte le misure necessarie per evitare qualsiasi danno.

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L’obbligo di custodia si basa sull’art. 2048, secondo comma del codice civile che stabilisce “i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sottoposti sono sotto la loro vigilanza“.

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Per questo motivo, la legge obbliga le scuole a sottoscrivere una polizza assicurativa sugli infortuni presso l’Inail per ogni alunno. C’è quindi un’assicurazione scolastica che copre le richieste di risarcimento avanzate alla scuola.

Responsabilità aggravata della scuola: come funziona

La scuola, quindi, è responsabile per i danni subiti dagli alunni in caso di infortuni durante l’orario scolastico (si parla in questo caso anche di culpa in vigilando).

Di conseguenza, se il bambino si fa male la responsabilità ricade sull’insegnante e quindi sulla scuola. In questo caso è possibile richiedere all’istituto scolastico il risarcimento dei danni subiti per la violazione dell’obbligo di vigilanza.

La responsabilità della scuola è definita aggravata perché è presunta. Ciò significa che il genitore che intende ottenere il risarcimento deve limitarsi a provare che il danno si è verificato durante l’orario scolastico.

Sarà poi la scuola, se vuole, a doversi discolpare.

Cosa deve fare il genitore che intende agire per il risarcimento?

Il genitore che intende ottenere il risarcimento deve limitarsi a dimostrare:

  1. il fatto storico: la caduta, la slogatura e qualsiasi altro fatto da cui è derivato il danno.
  2. che il fatto si è verificato durante l’orario scolastico (che va dall’entrata all’uscita di scuola): è proprio durante quest’arco di tempo che opera l’obbligo di sorveglianza della scuola sugli alunni.
  3. il danno, quale lesione permanente o temporanea della integrità fisica del bambino.
  4. il nesso di causalità: cioè occorre dimostrare che il danno fisico è conseguenza del fatto storico indicato.

Ne sono prova, ad esempio, i verbali di pronto soccorso, le relazioni dei medici con cui viene prescritta la terapia e stabiliti i giorni di prognosi.

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La procedura

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Quando i vostri figli subiscono un danno a scuola, innanzitutto, bisogna recarsi immediatamente in pronto soccorso. Qui i medici redigono il verbale di ingresso con indicazione dell’orario e del danno lamentato. Vi consegnano poi il foglio di dimissioni che contiene il referto, la terapia da seguire, gli eventuali esami da effettuare e la prognosi.

E’ opportuno conservare le fatture per le eventuali visite mediche private o sedute di fisioterapia, nonché i tickets sanitari pagati. Anche questi fanno parte del danno.

Indispensabili poi sono i referti del medico di famiglia che certificherà l’effettivo andamento della malattia e quindi il tempo di guarigione. Inoltre, se vostro figlio ha subito danni permanenti occorre effettuare perizia da un medico legale per calcolare il danno biologico.

Una volta arrivati alla guarigione, dunque, è possibile quantificare i danni grazie a tutta la documentazione medica in vostro possesso. I danni sono quantificati sulla base di tabelle predisposte annualmente.

A questo punto è possibile formulare una richiesta di risarcimento alla scuola.

Lettera di risarcimento

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La procedura migliore è di avanzare richiesta scritta di risarcimento, tramite lettera indirizzata al dirigente scolastico. Sarebbe opportuno in questi casi avvalersi di un Avvocato.

Nella lettera occorre indicare il fatto storico, il danno, il nesso di causalità ed allegata tutta la documentazione medica acquisita.

Il risarcimento della scuola è generalmente pagato dall’Inail, che garantisce la copertura assicurativa per infortuni nelle scuole.

Il risarcimento copre, in genere, anche i costi per le spese legali affrontate.

Sarà poi la scuola, se intende discolparsi, dimostrare di aver correttamente vigilato sui suoi allievi. Deve dimostrare quindi di aver fatto tutto il possibile per evitare infortuni.

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Spetta sempre il risarcimento?

Se la scuola dimostra che il danno si è verificato per un evento straordinario non è tenuta a pagare alcun risarcimento.

L’onere della prova a carico della scuola è particolarmente difficile. Se l’istituto vuole evitare il risarcimento deve dimostrare che:

  • il danno si è verificato a causa di un evento imprevedibile ed inevitabile;
  • di aver adottato tutte le misure necessarie a garantire la massima sicurezza degli alunni.

Quindi, se la scuola dimostra che l’infortunio è dovuto ad un fatto imprevedibile non dovrà pagare alcun risarcimento.

Se la scuola rifiuta di pagare il risarcimento cosa fare?

Se la scuola non vuole pagare e si vuole insistere nel risarcimento è necessario instaurare una causa in Tribunale.

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Occorre quindi valutare bene se ci sono probabilità di vincere una causa. Il vostro avvocato vi aiuterà in questo.

Se decideste di andare in Tribuale, occorre citare in giudizio la scuola con “un atto di citazione”. Si aprirà così un processo civile che si concluderà con una sentenza. La sentenza deciderà sulla questione.

Sono frequenti i casi in cui le parti trovano un accordo in giudizio, magari grazie all’intermediazione del Giudice.