procedimento divorzio

Il procedimento di divorzio

Il procedimento di divorzio

Classificazione dei procedimenti di divorzio: giudiziale, congiunto e negoziazione assistita

A seconda del procedimento civile adottato si distinguono:

  • il divorzio giudiziale;
  • il divorzio congiunto;
  • la nuova procedura di negoziazione assistita da un avvocato.

Esaminiano i tre casi separatamente.

Divorzio giudiziale

Quando lo scioglimento del vincolo matrimoniale viene richiesto da uno solo dei coniugi, anche se l’altro non è d’accordo, si ha il divorzio giudiziale. Ad esso si ricorre quando i coniugi non hanno trovato un accordo sulle condizioni della loro definitiva separazione, e cioè sugli aspetti economico-patrimoniali e/o sulle questioni riguardanti l’affidamento e il mantenimento dei figli.

E’ necessario, in ogni caso, che siano trascorsi tre anni dal giorno della prima udienza di comparizione dei coniugi dinanzi al Presidente del Tribunale nel giudizio di separazione e sempre che vi sia una sentenza  definitiva che accerti l’avvenuta separazione dei coniugi. Il divorzio, quindi, deve essere sempre preceduto da una separazione personale dei coniugi, giudiziale o consensuale. Non è sufficiente, a tal fine, la mera separazione di fatto.

Il divorzio giudiziale si instaura con un ricorso al Presidente del Tribunale competente per territorio ed instaura un procedimento contenzioso, in cui ciascun coniuge deve essere necessariamente assistito da un avvocato.

La legge sul divorzio (la legge n. 898/1970) disciplina il procedimento.

L’art. 1 della legge prevede che alla prima udienza il Presidente del Tribunale tenta la conciliazione tra le parti ed accerta che la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non possa essere mantenuta o ricostituita. Il procedimento può essere piuttosto lungo, quindi, la norma prevede che il Presidente emani un’ordinanza con i provvedimenti temporanei e urgenti necessari per disciplinare gli aspetti patrimoniali e le questioni relative all’affidamento e al mantenimento dei figli nella pendenza del procedimento. Dopodiché, nomina un Giudice Istruttore e fissa la data della relativa udienza innanzi a quest’ultimo. Il procedimento prosegue con il rito ordinario dinanzi l’autorità giurisdizionale adita, che è caratterizzato da una fasi istruttoria ed una decisionale. Se il procedimento comporta una lunga fase istruttoria in cui vengono acquisite le prove e tutti gli elementi necessari per la pronuncia di divorzio) il Tribunale emana una sentenza provvisoria, che intanto consenta di produrre gli effetti del divorzio, che consenta ai coniugi di riottenere lo stato libero, in attesa che vengano meglio definite successivamente le condizioni del divorzio.

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Divorzio congiunto

Quando i coniugi si trovano d’accordo sulle condizioni della loro separazione, ovvero sulle questioni del mantenimento e sugli aspetti patrimoniali, presentano una domanda congiunta di divorzio.

E’ sempre necessario che siano trascorsi almeno tre anni dal giorno della prima comparizione delle parti dinanzi al Presidente del Tribunale, in sede di separazione personale del coniugi (consensuale o giudiziale).

La domanda di divorzio, che assume anche qui le forme del ricorso, apre un procedimento contenzioso in cui le parti possono essere assistite da un unico avvocato per entrambi. Il procedimento si svolge dinanzi al Tribunale in camera di consiglio, e si esaurisce in un’unica udienza fissata dal Presidente una volta ricevuto il ricorso. All’udienza in camera di consiglio così fissata, il Tribunale tenta la conciliazione e accerta che la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non può più essere mantenuta o ricostituita. Dopodiché verifica la sussistenza dei presupposti richiesti dalla Legge sul Divorzio, legge n. 898/1970, ed emette la sentenza di scioglimento del vincolo matrimoniale (o di cessazione degli effetti civili, in caso di matrimonio concordatario).

Negoziazione assistita da un avvocato

Il d.l. n. 132/2014, il decreto sulla riforma del processo civile, ha introdotto importanti novità in tema di separazione e divorzio, prevedendo fra le altre la negoziazione assistita nelle cause che determinano la fine del vincolo matrimoniale. Per quanto riguarda il procedimento di divorzio, in particolare, il d.l. 132/2014 prevede che lo scioglimento del vincolo può essere effetto di un accordo raggiunto al termine di un’apposita procedura di negoziazione assistita da un avvocato, nel corso della quale il legale redigerà per iscritto gli accordi raggiunti dai coniugi sulle condizioni di divorzio. Tale documento dovrà essere sottoscritto dai coniugi, le cui firme dovranno essere autenticate. Successivamente, il legale dovrà trasmettere una copia dell’accordo al Pubblico Ministero della Procura competente per territorio per il rilascio del “nulla osta” necessario, consistente in un’autorizzazione, precisando che nel caso di figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti o incapaci l’accordo dovrà essere trasmesso al Pubblico Ministero nel termine di 10 giorni; nel caso di assenza di figli può essere trasmesso senza alcuna apposizione di termine. Infine, una copia autenticata dell’accordo dovrà essere trasmessa, con le certificazioni necessarie, all’ufficiale di stato civile del Comune in cui il matrimonio è stato iscritto o trascritto; in presenza di figli deve essere trasmesso entro 10 giorni, pena una sanzione per l’avvocato che va dai 2.000 ai 10.000 euro.

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Con questo procedimento non sarà necessario, dunque, l’intervento del giudice ai fini dello scioglimento del matrimonio e della cessazione dei suoi effetti, con una conseguente riduzione di tempi e costi per spese legali.