La ripresa della convivenza tra i coniugi dopo la separazione

La ripresa della convivenza tra i coniugi e la loro riconciliazione dopo la separazione può far venir meno gli effetti della separazione personale, se ci sono determinati presupposti

Premessa: Cos’è la separazione personale e quando può essere chiesta?

La separazione personale tra coniugi è prevista e disciplinata dagli articoli 151 e seguenti del codice civile. La separazione può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla educazione della prole.

La separazione, dunque, può essere chiesta in presenza di fatti che non consentono più la convivenza tra i coniugi oppure che comportino dei danni alla educazione dei figli.

Quali sono gli effetti della separazione?

Gli effetti della separazione sono determinati dal provvedimento (sentenza o decreto di omologa) che dichiara la separazione. Dopo il provvedimento che dichiara la separazione personale, infatti, il giudice autorizza i coniugi a vivere separati. Il giudice può disporre il versamento di un assegno di mantenimento a favore dei figli e/o del coniuge economicamente più debole. Dispone anche la eventuale assegnazione della casa familiare al coniuge affidatario dei figli. Dal momento della dichiarazione di separazione decorre il termine per poter chiedere la dichiarazione di scioglimento del matrimonio e di cessazione definitiva degli effetti matrimoniali (divorzio).

Cosa succede se i coniugi, dopo la separazione, si riconciliano e riprendono la convivenza insieme?

L’art. 154 del codice civile prevede che l’intervenuta riconciliazione tra i coniugi comporti l’abbandono della domanda di separazione personale già proposta. A tal fine, è bene chiarire che i termini riconciliazione e convivenza alludono ad un completo ed effettivo ripristino della convivenza tra i coniugi, caratterizzato da stabilità e continuità, oltre che alla ripresa dei rapporti materiali e spirituali tipici dell’unione matrimoniale.

Pertanto, se dopo la separazione i coniugi si riconciliano e ricominciano a vivere insieme pacificamente, in maniera stabile e duratura, vengono meno gli effetti della separazione personale.

Per annullare gli effetti della separazione, però, è necessario che il rapporto tra i coniugi dopo la separazione sia connotato da stabilità e continuità. Pertanto, non verranno meno gli effetti della separazione quando la convivenza tra i coniugi sia saltuaria e temporanea, e ciò anche nel caso in cui i coniugi intrattengano rapporti sessuali poiché questi non sono, di per sè, indicativi di quell’unione materiale e spirituale tipica del consorzio familiare. Nello stesso senso si è pronunciata recentemente anche la Corte di Cassazione, la quale, con riferimento a un caso analogo, ha sostenuto che “per interrompere gli effetti della separazione ai fini della dichiarazione di scioglimento del matrimonio, la ripresa della convivenza non deve essere caratterizzata da temporaneità, essendo necessaria una concreta ricostruzione del preesistente vincolo coniugale nella sua peculiare essenza materiale e spirituale” (Cass. civ., 24 dicembre 2014, n. 27386).