assegno mantenimento figli

L’assegno di mantenimento ai figli

Il mantenimento dei figli dopo la separazione

L’assegno di mantenimento ai figli minorenni ed ai figli maggiorenni non autosufficienti economicamente

L’art. 155, comma 4 del codice civile stabilisce che Salvo accordi diversi intervenuti tra le parti, ciascuno dei coniugi provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità da determinare considerando:

1) le attuali esigenze del figlio;
2) il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori;
3) i tempi di permanenza presso ciascun genitore;
4) le risorse economiche di entrambi i genitori;
5) la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.

Il legislatore sancisce un preciso obbligo di entrambi i genitori di provvedere al mantenimento dei propri figli: la sentenza di separazione tra i coniugi non fa venir meno l’obbligo di entrambi i coniugi di provvedere al mantenimento dei figli. I genitori, anche se separati, devono garantire ai figli il loro sostentamento sia dal punto di vista meramente materiale che da quello propriamente affettivo.

Il principio ispiratore di questa normativa è l’esigenza di tutelare il superiore interesse del minore alla crescita, la quale non può venire compromessa da eventi a loro esterni e riguardanti questioni inerenti il rapporto coniugale fra i due genitori.

Da ciò consegue la previsione normativa contenuta nell’art. 155, comma 4 appena menzionata, espressione dell’idea secondo cui la separazione dei coniugi non può avere l’effetto di provocare un deterioramento delle condizioni di vita dei figli, i quali nel preminente interesse alla crescita, devono ricevere il sostentamento di cui sono sempre stati destinatari. Al riguardo, la giurisprudenza della Corte di Cassazione afferma che “Nella determinazione dell’assegno di mantenimento a favore del figlio occorre tenere in considerazione la situazione economica dei genitori e le esigenze del minore” (Cassazione Civile, sentenza n. 15556 del 14 Luglio 2011) attraverso una “ricostruzione delle complessive situazioni patrimoniali e reddituali delle parti” (Cassazione Civile, sentenza n. 21649 del 21 Ottobre 2010).

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Hanno diritto al mantenimento i figli minorenni, i quali per la loro minore età non hanno la capacità di provvedere autonomamente al loro sostentamento, e i figli che seppur maggiori di età non siano ancora economicamente autosufficienti. Dall’art. 147 del codice civile, infatti, discende per ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e dell’aspirazione dei figli.

Come viene determinato l’ammontare dell’assegno di mantenimento ai figli?

L’apporto al mantenimento del figlio da parte del genitore deve essere ragguagliato alle effettive sostanze di quest’ultimo e, cioè, essere determinato in base alla sua effettiva capacità economica e reddituale. Nel caso di separazione consensuale, in cui cioè i coniugi si siano accordati sulle condizioni della separazione e, quindi, anche sulla questione del mantenimento ai figli, l’intervento del giudice si limiterà a prendere atto della intervenuta statuizione delle parti in tal senso. La valutazione giudiziale avente ad oggetto il mantenimento dei figli potrà sostituire quella delle parti soltanto nel caso in cui la misura del mantenimento stabilita dai coniugi sia assolutamente insufficiente a garantire il loro sostentamento e pregiudicare diritti fondamentali del minore o del figlio maggiorenne non ancora economicamente autosufficiente.

Nel caso di separazione giudiziale, invece, sarà il giudice a determinare tout court la misura del mantenimento ai figli, sulla base delle risultanze delle prove raccolte nel corso del giudizio di separazione, avendo sempre come punto di riferimento l’interesse superiore del minore. In tal caso, infatti, la legge attribuisce all’organo giurisdizionale il più ampio potere discrezionale sul quantum dell’obbligo di mantenimento.

Fino a quando sussiste l’obbligo di mantenimento dei figli?

L’obbligo di mantenimento sussiste fino a quando il figlio non abbia raggiunto un’autonomia economica idonea a garantire il suo sostentamento ed il soddisfacimento delle sue esigenze di vita. Al riguardo, la Corte di Cassazione, con una recente sentenza (sent. n. 8227 del 2009) ha affermato che i genitori separati devono mantenere i figli fino a quando non abbiano trovato un lavoro stabile. In tal modo, continuerebbe a permanere l’obbligo di mantenimento quando il figlio svolga un lavoro precario che, per le sue caratteristiche, non garantisce alcuna stabilità, a meno che la mancanza di un lavoro stabile dipenda dal comportamento dello stesso figlio, il quale non utilizza la dovuta diligenza nel trovare un impiego. In altre parole, il genitore può essere sollevato dal versare il mantenimento al figlio maggiorenne quando provi che quest’ultimo sia uno scansafatiche e che non abbia ancora un lavoro per una sua colpa.

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